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16 Marzo 2026 10:03

Processo a Chiara Ferragni per il Pandoro gate. La difesa: “E’ innocente”

Il procuratore aggiunto aggiunto Eugenio Fusco e il pm Cristian Barilli hanno chiesto per l'influencer, che si è sempre detta innocente, una condanna a un anno e 8 mesi senza attenuanti

“Chiara è innocente da qualunque punto di vista si guardi a questa vicenda”. Sono state chiare le parole che i difensori di Chiara Ferragni, gli avvocati Marcello Bana e Giuseppe Iannaccone hanno pronunciato nel processo a porte chiuse con rito abbreviato che vede l’influencer indagata per truffa aggravata (dall’uso del mezzo informatico) in relazione alle operazioni commerciali ‘Pandoro Balocco Pink Christmas‘ (Natale 2022) e ‘Uova di Pasqua Chiara Ferragni – sosteniamo i Bambini delle Fate’ (Pasqua 2021 e 2022)’.

Dinnanzi al giudice Ilio Mannucci Pacini del Tribunale di Milano i difensori hanno sostenuto che “non c’è reato”, quindi nessuna truffa, e quindi Chiara Ferragni va assolta “per molteplici ragioni”. Per circa quattro ore, i legali hanno sostenuto le ragioni dell’imprenditrice digitale che ha agito in “buona fede” – ripetendo un concetto che la stessa imputata ha espresso nella scorsa udienza – e che ha già risarcito per l’errore di comunicazione sostenendo quindi il ne bis in idem, cioè il principio giuridico che vieta di essere puniti due volte per lo stesso fatto. “Tutto quello che abbiamo fatto, lo abbiamo fatto in buona fede, nessuno di noi ha lucrato”, ha spiegato l’imprenditrice con dichiarazioni spontanee rese nell’udienza dello scorso 25 novembre. La Ferragni ha già chiuso il fronte amministrativo ed effettuato risarcimenti e donazioni per 3,4 milioni di euro. 

L’operazione ‘Balocco’ avrebbe indotto “in errore un numero imprecisato di acquirenti convinti che con il proprio acquisto Pink (al prezzo di 9,37 euro invece di 3,68 euro del prodotto tradizionale) avrebbero finanziato la raccolta fondi a favore dell’Ospedale Regina Margherita di Torino. Un errore di comunicazione, a dire di Chiara Ferragni, che secondo il teorema accusatorio della procura milanese cela invece, anche nel secondo caso, una truffa.

Nell’intervento, gli avvocati hanno ricostruito i contratti dietro le due iniziative benefiche, hanno ripetuto i concetti espressi da Chiara Ferragni nelle dichiarazioni, rese in aula lo scorso 25 novembre. “Tutto quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto in buona fede, nessuno di noi ha lucrato” hanno detto, sottolineando l’assenza di reati e sostenendo, quindi, che l’influencer va assolta. Dopo gli interventi delle difese degli altri due indagati – l’ex braccio destro Fabio Maria Damato e il presidente del cda di Cerealitalia, Francesco Cannillo.

la prossima udienza è fissata per il 14 gennaio 2026 quando è prevista, salvo sorprese, la sentenza.

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