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16 Agosto 2022 02:44
16 Agosto 2022 02:44

Presidenziali in Francia, Macron vince al primo turno e stacca di cinque punti Le Pen. Ora il ballottaggio.

Il presidente uscente vede il bis, la spinta «anti sistema» non basta alla candidata dell’estrema destra: per lei la rimonta è altamente improbabile, ma non impossibile. Al ballottaggio la maggioranza, salvo clamorose sorprese, lo voterà; ma sarà molto difficile per lui conquistare anche una maggioranza parlamentare alle successive elezioni legislative. Davanti a sé Macron dovrà affrontare cinque anni non certo facili.

Nell’ampio salone a Porte de Versailles, ai margini sud di Parigi, ieri sera subito dopo le 20, è esplosa una gioia liberatoria. Lì i sostenitori di Emmanuel Macron hanno visto apparire sugli schermi i dati relativi al primo turno delle presidenziali. E hanno iniziato a gridare: «Macron presidente!». La battaglia in realtà è solo iniziata e si concluderà fra due settimane, al ballottaggio. Quando, alle 20 spaccate, arrivano gli exit-poll, quelli veri, tutto cambia. Macron è al 27,6% con 9.558.637 voti , mentre Marine Le Pen rimane ferma al 23,41% con 8.107.770 voti, staccata di 4 punti e circa un milione e mezzo di voti in meno. Una sconfitta che però è anche un risultato notevole per lei che raggiunge il massimo storico per la destra francese.

La bandiera europea, accanto al tricolore francese. su un enorme palco bianco. Emmanuel Macron è felice, sorridente. Ma è provato, dimagrito. La moglie Brigitte è come sempre al suo fianco, sorride ai cronisti ed afferma che lei non parlerà, parla soltanto lui Emmanuel. .

Macron legge e ripete almeno dieci volte la parola «Europa». L’indipendenza della Francia e dell’Europa sono un tutt’uno: «Vogliamo un’Europa forte, alleata con le democrazie. Non vogliamo una Francia che esce dall’Unione e si allea con l’internazionale populista» dice ed aggiunge «Ringrazio quelle e quelli che mi hanno donato le loro energie giorno e notte».

Marine Le Pen

Macron ringrazia gli altri candidati compreso Eric Zemmour, ma non “lei”, cioè  Marine Le Pen: «Noi sosteniamo le nostre convinzioni, ma rispettiamo quelle degli altri» Ricorda la socialista Anne Hidalgo, la neogollista Valérie Pécresse, il comunista Fabien Roussel, l’ecologista Yannick Jadot, che lo sosterranno al ballottaggio. E ringrazia Jean-Luc Mèlenchon leader della sinistra radicale, per essersi pronunciato ufficialmente contro l’estrema destra.

Per tutto il giorno si sono susseguite voci che hanno gettato nell’inquietudine Macron e nel terrore il suo staff: le indiscrezioni dei siti belgi lo davano sotto il 25%, testa a testa con Marine Le Pen. Con una pandemia e una guerra in corso, il comandante in capo costretto a fronteggiare se non inseguire l’outsider che cinque anni fa aveva schiacciato con un plebiscito: uno scenario da incubo.

Il presidente uscente è chiaramente consapevole di essere andato bene, ma non benissimo. «Nulla deve essere come prima. È il momento di inventare qualcosa di nuovo, per unire le sensibilità diverse, per preparare il futuro». Un nuovo metodo di fare politica, probabilmente un nuovo partito, «un grande movimento popolare, che vada oltre i ceti privilegiati, che già lo sostengono. Voglio convincere gli astenuti e gli elettori di estrema destra che il nostro progetto risponde meglio alle paure e alle speranze dei tempi».

Macron ricorda ai suoi sostenitori che «nulla è deciso». Ed aggiunge «Domenica 24 aprile si gioca una partita decisiva per noi e per l’Europa. L’importante è affrontarla con umiltà». Quell’ umiltà in parte finora mancata. È una “Marsigliese” di respiro, quella che si suona alla Porte de Versailles, dove sono riuniti i sostenitori del presidente. Mentre invece e’ una Marsigliese trionfante ma che copre la delusione, quella che intonano i militanti di Marine Le Pen nella periferia popolare di Parigi alla Porte de Vincennes.

«Noi siamo per le auto elettriche, che non avranno bisogno di benzina. – dice MacronSiamo per la scienza, la ragione, la competenza. Siamo per l’umanesimo e per lo spirito dei Lumi. Siamo la Francia che lotta contro il separatismo islamista ma consente a tutti di professare la propria religione. Non siamo noi che impediamo ai musulmani e agli ebrei di pregare e di mangiare come vogliono!»

Al ballottaggio la maggioranza, salvo clamorose sorprese, lo voterà; ma sarà molto difficile per lui conquistare anche una maggioranza parlamentare alle successive elezioni legislative. Davanti a sé Macron dovrà affrontare cinque anni non certo facili. Alle 20 e tre minuti, Già alle 20 e tre minuti, l’altra candidata Anne Hidalgo invita a votare per il presidente uscente.

Appare Mélenchon che ha raggiunto il 22%, arrivando a un passo dal ballottaggio, ma è rimasto fuori. Si presenta davanti alle telecamere delle tv ed aspetta con impazienza che la Le Pen finisca di parlare in tv. Mentre gli altri candidati parlano tutti con una certa rigidità, che vorrebbe farsi solennità. Lui invece gesticola, si appoggia al podio, e gioca con le parole. Si rivolge ai suoi sostenitori e dice : «Conosco la vostra collera. Ma, vi prego: non commettete errori definitivamente irreparabili». L ’errore irreparabile sarebbe quello di far vincere l’estrema destra. E questo lo grida tre volte, più con sarcasmo che con convinzione, con l’aria di canzonare quelli che lo accusavano di non schierarsi, più che di voler convincere i militanti. Il suo messaggio è molto chiaro: «Non dovete dare un solo voto a Madame Le Pen!».

Da oggi la campagna elettorale ricomincia e Macron è atteso nel Nord, terra della LePen . Più strette di mano ai francesi, meno telefonate a Putin . Il primissimo sondaggio sul secondo turno lo dà in testa: 54 a 46. Una vittoria di Marine Le Pen è molto improbabile; ma nulla è impossibile. E questo Macron lo sa molto bene.

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