MENU
11 Febbraio 2026 11:52

Poliziamoderna, rivista ufficiale della Polizia di Stato dedica uno speciale alle figure femminili simbolo dell’antimafia.

In un’intervista, Cristina Fava, funzionario della Polizia di Stato a Genova, racconta per la prima volta del nonno, Giuseppe Fava, il giornalista ucciso in un agguato mafioso, il 5 gennaio 1984: in che modo la sua vicenda ha influenzato la scelta di indossare la divisa.

In occasione dell’8 e del 21 marzo (festa della donne e giornata del ricordo delle vittime della mafia) Poliziamoderna, il magazine della Polizia di Stato dedica un’ampio servizio alle figure femminili che sono diventate simbolo dell’antimafia. Parla Alessandra Dino, docente di sociologia giuridica e della devianza presso l’Università di Palermo. L’esperta analizza le storie di alcune donne cresciute in ambito mafioso capaci di sfidare le famiglie criminali e desiderare una vita diversa per sè stesse e per i propri figli attraverso un percorso di legalità.

Donne che vivono sul loro corpo le violenze e le crudeltà dei compagni criminali, in alcuni casi uccise, il cui desiderio di una vita diversa può essere l’inizio di un processo di emancipazione che la società civile (forze dell’ordine e magistratura) dovrebbe utilizzare contro le stesse organizzazioni criminali.

In un’intervista, Cristina Fava, funzionario della Polizia di Stato a Genova, racconta per la prima volta del nonno, Giuseppe Fava, il giornalista ucciso in un agguato mafioso, il 5 gennaio 1984: in che modo la sua vicenda ha influenzato la scelta di indossare la divisa, come lo ricorda attraverso i racconti familiari, ma anche le battaglie civili di sua zia Elena Fava per diffondere in tutto il Paese l’opera e la memoria del padre.

Infine un focus sul libro di fotografie e interviste di Gabriella Ebano (Insieme a Felicia. Il coraggio nella voce delle donne) dedicato a Felicia Bartolotta, madre di Peppino Impastato, dove si ripercorrono alcune delle 20 testimonianze di donne siciliane (raccolte negli anni Duemila su omicidi di mafia che v anno dal quello del sindacalista Nicolò Azoti nel 1946 fino al Don Puglisi nel 1993) madri, sorelle e mogli che hanno portato avanti il ricordo dei propri cari vittime delle mafie.

Polizia Moderna small

TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

Maria Rosaria Boccia rinviata a giudizio: accusata di stalking e lesioni a Gennaro Sangiuliano
Portavalori assaltato da finti poliziotti in Puglia. Sparatoria con i carabinieri che arrestano due banditi
Caso Sangiuliano: rischio processo per Maria Rosaria Boccia
Pioggia, vento e neve, continuano le perturbazioni sull'Italia
Milano, scontri tra antagonisti e polizia
Mediaset contro Corona: "Causa da 160 milioni di euro"
Cerca
Archivi
Maria Rosaria Boccia rinviata a giudizio: accusata di stalking e lesioni a Gennaro Sangiuliano
Portavalori assaltato da finti poliziotti in Puglia. Sparatoria con i carabinieri che arrestano due banditi
Effetto Vannacci? Ombre sul sistema maggioritario
Caso Sangiuliano: rischio processo per Maria Rosaria Boccia
Pioggia, vento e neve, continuano le perturbazioni sull'Italia

Cerca nel sito