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12 Settembre 2026 05:06

Per un tweet sulla “cultura della mafia”, Calenda a processo dopo querela Mastella

L'Aula del Senato dà semaforo verde all'autorizzazione a procedere

Il leader di Azione Carlo Calenda potrà essere processato dopo la querela presentata dall’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella. Il Senato ha infatti dato il via libera, con 54 voti a favore e 85 astenuti, alla relazione della Giunta per le Elezioni e le Immunità sul caso. L’Aula ha quindi confermato quanto deciso dalla Giunta presieduta dal dem, Dario Franceschini, relativamente alla richiesta della Procura di Roma, che aveva chiesto al Senato l’autorizzazione a procedere nei confronti del leader di Azione.

Il tweet al centro dello scontro

Al centro dello scontro tra Calenda e l’ex ministro della Giustizia Mastella, il tweet del leader di Azione, che lo scorso 3 aprile criticò su X la scelta di Emma Bonino di dar vita alla lista Stati Uniti d’Europa insieme a Matteo Renzi e ad altri centristi. “Non ha alcun senso portarsi dietro, sia pure per interposta persona, Cuffaro, Cesaro e Mastella. La cultura della mafia è l’opposto dei valori europei“, furono le parole cui seguì l’azione giudiziaria avviata da Mastella presso la Procura di Roma .

Il primo ottobre scorso la giunta del Senato aveva votato a favore della proposta della relatrice Ada Lopreiato (M5S) contro l’insindacabilità di Carlo Calenda nella querelle con Clemente Mastella, dando il via libera all’autorizzazione a procedere. A votare a favore del procedimento in quell’occasione fu come oggi in Aula il centrosinistra, mentre la maggioranza si era astenuta, come avvenuto anche oggi. In precedenza, l’11 settembre, la giunta aveva audito lo stesso Calenda che aveva sostenuto come il riferimento alla cultura della mafia non era rivolto a Mastella. “Era a Cuffaro, su cui c’è una sentenza della Cassazione e non c’è bisogno di altre spiegazioni”, aveva sottolineato, lasciando gli uffici della Giunta a San Macuto

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