Papa Francesco all’Ilva di Genova: “Non reddito per tutti, ma lavoro per tutti”

Papa Francesco all’Ilva di Genova: “Non reddito per tutti, ma lavoro per tutti”

Il Papa è stato accolto da applausi e cori da stadio dagli operai dello stabilimento di Genova, dicendo: “Il buon imprenditore è prima di tutto un lavoratore, non è uno speculatore”

ROMA – E’ arrivato all’ ILVA di Cornigliano, alle porte di Genova,  a bordo di un’auto blindata, venendo accolto con cori da stadio “Francesco, Francesco” e sceso dall’auto è entrato nel magazzino- capannone che sin dalle sette  del mattino era già affollato, in prima fila gli uomini dell’ILVA, elmetti gialli e tute arancioni e blu, in mano la bandierina bianca e gialla con la scritta “W il Papa” distribuita all’ingresso.  Qui avviene l’incontro con circa 3.500 persone. I dipendenti dell’ILVA a Cornegliano oggi  sono 1550 – erano più di 3000 fino a pochi anni fa ed attualmente circa 400 sono in cassa integrazione.

Ad accoglierlo in  fabbrica oltre alle istituzioni, erano presenti in rappresentanza del mondo del lavoro anche il segretario della Camera del lavoro Ivano Bosco, il segretario della Fim Alessandro Vella, Edoardo Garrone, Giampiero Mondini, il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Signorini, l’assessore regionale Gianni Berrino ed altri ancora. Su un grande schermo installato alle spalle del palco scorrevano le immagini del filmato che illustrava come lo stabilimento si era preparato all’arrivo di Papa Francesco Bergoglio.

Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, nel dare il suo benvenuto al Santo Padre ha ricordato che risale addirittura al 1943  l’attenzione al mondo del lavoro genovese,  rilevando come a Genova “la situazione del lavoro è seria e grave: continua a colpire i giovani impediti di fare un progetto di vita, e gli adulti che hanno famiglia e impegni da onorare“. Non a caso il primo luogo messo a disposizione per l’incontro del Papa con il mondo del lavoro è lo stabilimento dell’ILVA di Cornegliano ,che “è emblematico del problema” ha detto Bagnasco, uno degli stabilimenti del gigante della siderurgia che sta per essere ceduto al migliore offerente .

Il palco che ha ospitato il Papa era coperto di sagome di lamiera a forma di mezzi rotoli, il simbolo dei laminati che qui ancora si producono e mezzi rotoli fanno da sfondo al magazzino che si estende dietro al palco a perdita d’occhio. Non è la prima volta che questo stabilimento, che in passato si chiamava Italsider ed era un’azienda dello Stato, oggi ILVA, e domani chissà come, accoglie un Papa ma l’attesa per Papa Francesco ha qualcosa di incredibilmente diverso, come l’aria che si respirava in fabbrica. Gli operai sorridenti e felici come dei bambini a Disneyland

 


Papa Francesco rivolgendosi ai lavoratori genovesi nel capannoni dell’ILVA, nella sua prima sosta nella giornata genovese non ha lesinato critiche alla politica, usando parole forti . “Il sistema politico a volte sembra avvantaggiare chi specula e non chi investe, qualche volta sembra incoraggiare chi specula sul lavoro e non chi investe e crede nel lavoro. Perché? Perché crea burocrazia e controlli partendo dall’ipotesi che gli attori dell’economia siano speculatori, e così chi non lo è, è svantaggiato, chi invece lo è, trova i mezzi per eludere i controlli“. Il Papa ha  aggiunto che “A volte si pensa che il lavoratore lavora bene solo perchè è pagato, ma questa è grave disistima dei lavoratori, il lavoratore inizia a lavorare bene per dignità.”  

Applausi scroscianti quando il Papa ha citato l’articolo 1 della Costituzione: “Il lavoro è amico dell’uomo e l’uomo è amico del lavoro e per questo non è facile conoscerlo come nemico perchè si presenta come persona di casa anche quando ci colpisce e ci ferisce. Uomini e donne si nutrono con il lavoro, col lavoro sono unti da dignità. Per questa ragione attorno al lavoro si edifica il patto sociale perchè quando non si lavora o si lavoro poco, male, o troppo è la democrazia che entra in crisi. È tutto il patto sociale anche questo è il senso dell’art. 1 della Costituzione italiana che è molto bello: `L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul ….e fa una pausa per dare il tempo ai lavoratori di completare urlando “sul lavoro” aggiungendo “Possiamo dire che togliere il lavoro alla gente o sfruttare la gente con il lavoro indegno o malpagato è anticostituzionale. Se non fosse fondata sul lavoro, l’Italia non sarebbe una democrazia”.   Il Papa ha parlato delle “tipiche proprietà dell’imprenditore, la creatività, la passione per le opere delle proprie mani e dell’impresa“, affermando che “non c’è buona economia senza buoni imprenditori“.

 

 

Dura critica di Papa Francesco contro gli imprenditori che “licenziano i dipendenti per risolvere i problemi» economici delle loro aziendeil vero imprenditore conosce i suoi lavoratori perchè lavora con loro, l’imprenditore prima di tutto deve essere un lavoratore,nessun bravo imprenditore ama licenziare la sua gente, chi pensa risolvere i problemi licenziando la sua gente non è un buon imprenditore, non deve confondersi con lo speculatore”  ed i lavoratori lo hanno ringraziato con grida ed applausi di “bravo, bravo !!!“.

Concludendo il suo intervento, Francesco ha detto che “oggi il lavoro è a rischio” e che nel mondo il lavoro “non si considera con la dignità che ha” e invece “il mondo del lavoro è una priorità umana e pertanto è una priorità cristiana, e anche una priorità del Papa”. L’incontro con i lavoratori dell’ ILVA si è concluso con una preghiera sul lavoro e la benedizione a “lavoratori, imprenditori, disoccupati”‘ ed in tanti, pressochè tutti rispondono con il segno della croce, e quindi è partito di nuovo  l’applauso ed il coro “Francesco, Francesco“. Ed ancora una volta Papa Francesco è arrivato al cuore della gente.

 

 

 

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