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2 Maggio 2026 21:09

Ora legale 2024: stanotte le lancette si spostano un’ora avanti

L'ora legale resterà in vigore fino al 27 ottobre, sfrutta meglio la luce solare nelle giornate più lunghe di primavera ed estate, e permette di ridurre il consumo di energia elettrica.

Torna l’ora legale: alle due di questa notte, tra sabato 30 e domenica 31 marzo 2024 le lancette vanno spostate un’ora avanti. Quindi si dormirà a fronte di un’ora di luce in più, un’ora in meno . Le giornate sembreranno più lunghe e ci sarà un risparmio energetico grazie al minore utilizzo dell’illuminazione elettrica. L’ora legale sfrutta infatti meglio la luce solare nelle giornate più lunghe di primavera ed estate, e permette di ridurre il consumo di energia elettrica.

Introdotta per la prima volta In Italia nel 1916, l’ora legale rimase in uso fino al 1920. Dal 1940 al 1948 fu abolita e ripristinata diverse volte a causa del secondo conflitto mondiale finché, nel 1965, venne adottata definitivamente con la legge 503.

In Italia e in Europa da anni si discute sull’abolizione del cambio dell’ora, chiesta anche dai Paesi nordici, secondo cui lo spostamento delle lancette causerebbe particolari problemi allo stato psico fisico delle persone. Intanto già 336mila italiani hanno firmato la petizione online per rendere permanente l’ora legale tutto l’anno, avviata da Sima e Consumerismo No Profit e rivolta alla Commissione europea, al Parlamento europeo e al governo italiano.

L’ora legale resterà in vigore fino al 27 ottobre. Terna, la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale, stima che in questi 7 mesi, “L’Italia risparmierà circa 90 milioni di euro, grazie a un minor consumo di energia elettrica pari a circa 370 milioni di kWh che genererà, inoltre, un rilevante beneficio ambientale, quantificabile nella riduzione di circa 170 mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica in atmosfera”.

Se da un lato ci sono i vantaggi economici, dall’altro nel passaggio dall’ora solare a quella legale sono in tanti a segnalare nelle settimane successive problemi come disturbi sulla concentrazione durante la giornata, depressione, senso di stanchezza, difficoltà ad addormentarsi o a svegliarsi. Sono disturbi dovuti all’alterazione del ciclo sonno – veglia. Gli esperti, per adattarsi meglio, consigliano di anticipare gradualmente – magari di un quarto d’ora – gli orari dei pasti e il momento di andare a dormire. Anche l’attività fisica all’aperto può essere d’aiuto.

Il cambio dell’ora viene accostato da alcuni esperti a una sorta di “mini jet lag” per effetto della quale alcuni soggetti subiscono più di altri una brusca alterazione dei fisiologici cicli sonno-veglia e giorno-notte con conseguenti ritmi da riadattare a tempistiche differenti. Ci sarà chi di questa variazione sembrerà non accorgersi affatto e chi, invece, lamenterà difficoltà ad addormentarsi alla sera o a svegliarsi al mattino, sonno disturbato con frequenti risvegli notturni, svogliatezza nelle ore diurne con deficit di attenzione, turbe della memoria, umore deflesso, irregolarità nelle ordinarie abitudini alimentari che potranno andare dall’inappetenza ad un aumentato senso di fame, mal di stomaco e digestione rallentata.

Alcuni consigli per affrontare il cambio dell’ora

Si consiglia di cambiare gradualmente la routine del sonno e dei pasti. L’ideale è non esagerare nel tirare tardi la sera e di esporsi alla luce appena ci si alza, aprendo tende e persiane. È importante perché la luce ha effetto sull’aumento dei livelli di cortisolo, un ormone che modula la risposta allo stress, e impedisce il rilascio di melatonina, l’ormone che favorisce la sonnolenza. 

Inoltre, a tavola, per facilitare l’addormentamento, sarebbe bene non esagerare con l’alcol e con le quantità delle pietanze, evitare i cibi nervini come tè, caffè e cacao. All’interno di una dieta varia ed equilibrata, invece, privilegiare alimenti ricchi di magnesio e cereali come avena e orzo, banane, frutta secca e a quelli ricchi di triptofano, un aminoacido anti insonnia. È il precursore della serotonina e si trova in alimenti come mandorle, cereali integrali, derivati del latte tipo formaggi freschi non stagionati. 

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