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11 Giugno 2026 20:42

Operazione Lux della Polizia Postale: identificati ed indagati a Roma 9 dipendenti infedeli di ACEA spa

Nel corso delle attività, svolte grazie alla collaborazione di ACEA e l’importante apporto della Protezione Aziendale e dei tecnici verificatori dell’azienda capitolina, è stato dato seguito inoltre a 10 provvedimenti di sequestro, con i quali sono stati assicurati altrettanti contatori manomessi dal sodalizio criminale, nell’ambito dei servizi offerti ai “clienti”, nella quasi totalità dei casi esercizi commerciali (bar, ristoranti, supermercati) i cui titolari sono stati denunciati per corruzione e frode.

ROMA – Nell’ambito di una lunga e articolata attività di indagine condotta dagli investigatori della  Polizia Postale e delle Comunicazioni, in forza al  CNAIPIC il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche , è stata data esecuzione, con l’ausilio di personale del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, alle perquisizioni locali e personali eseguite nei confronti di 9 persone, che, in concorso tra loro, avevano messo i piedi una complessa ed articolata attività criminale.

Al vertice del sistema 2 dipendenti infedeli di ACEA spa, oltre ad alcuni tecnici della municipalizzata ed elettricisti specializzati. Contestati agli indagati, a vario titolo, i reati di corruzione e frode.

Nel corso delle attività, svolte grazie alla collaborazione di ACEA e l’importante apporto della Protezione Aziendale e dei tecnici verificatori dell’azienda capitolina, è stato dato seguito inoltre a 10 provvedimenti di sequestro, con i quali sono stati assicurati altrettanti contatori manomessi dal sodalizio criminale, nell’ambito dei servizi offerti ai “clienti”, nella quasi totalità dei casi esercizi commerciali (bar, ristoranti, supermercati) i cui titolari sono stati denunciati per corruzione e frode.

I provvedimenti, emessi dalla Procura della Repubblica di Roma, che ha coordinato la complessa attività investigativa, sono stati eseguiti all’interno delle abitazioni ove gli autori del reato risiedono, nei luoghi ove questi prestano le loro opere professionali e nei siti ove sono stati manomessi i contatori.

Come riscontrato dagli investigatori diversi indagati a loro volta fruivano dei sistemi alterati, lucrando, in danno della società energetica municipalizzata della Capitale, fino al 75 % dell’effettivo consumo ovvero, addirittura, fruendo di allacci totalmente abusivi alla rete di distribuzione elettrica. Oltre ai contatori oggetto di provvedimento di sequestro, sono stati repertati decine di rilevatori in uso agli indagati già manomessi o pronti per la manomissione. Sequestrati ai tecnici del sodalizio punzonatrici provento di furto o con matricole abrase, utilizzate al momento dell’ alterazione dei contatori.

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