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21 Febbraio 2026 21:49

Operazione Anemone: il ROS arresta 3 latitanti

Catturati dai militari dell'Arma in trasferta a Ibiza  3 latitanti italiani Alessio Di Pietro, Marco Lenti, e Federico Mennoni, colpiti da Mandato di Arresto Europeo (M.A.E.)

Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma il 15 agosto 2025 i Carabinieri del ROS unitamente a personale della Comisarìa General de Informacion Policia Nacional, a conclusione di un’articolata attività investigativa internazionale, hanno localizzato e catturato ad Ibiza 3 latitanti italiani tre latitanti Alessio Di Pietro, Marco Lenti, e Federico Mennoni – sono stati catturati dai militari dell’Arma in trasferta a Ibiza  poiché colpiti da Mandato di Arresto Europeo (M.A.E.) emesso dall’ufficio G.I.P. Roma su richiesta della citata Autorità Giudiziaria, per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso. Il provvedimento restrittivo è stato disposto nell’ambito dell’indagine del ROS denominata “ANEMONE” in cui, lo scorso 8 luglio, sono stati arrestati 24 indagati tra l’Italia e l’Albania.

I latitanti rintracciati e arrestati in Spagna sono gravemente indiziati di essere elementi di spicco di un’organizzazione criminale di matrice ‘ndranghetista dedita al narcotraffico, con base a Roma ed operante sul territorio nazionale ed estero, facente capo ad un 57 enne calabrese, Rosario Marando, boss dell’omonimo clan calabrese e della locale di Volpato,  arrestato lo scorso 8 luglio, già condannato poichè ritenuto elemento apicale della locale di ‘ndrangheta di Volpiano (TO), promanazione criminale di quella di Platì (RC).

Il predetto, trasferitosi a Roma agli inizi degli anni 2000, in virtù della gravità indiziaria, è emerso come abbia assunto il controllo dell’area di San Basilio, promuovendo la nascita di un’associazione composta, tra gli altri, anche dai tre figli, con legami stabili con una paritetica struttura criminale albanese, utilizzata per gli aspetti logistici (estrazione dei carichi dai porti spagnoli e olandesi nonché per il successivo trasporto) e per lo smercio del narcotico in altre zone della Capitale.

La cocaina veniva acquisita in Sud America ed importata, tramite container in alcuni porti della Spagna, Olanda e a quello di Gioia Tauro (RC), anche sfruttando l’interazione con altri broker calabresi, per poi giungere sul mercato romano dove veniva smerciata al dettaglio. A riprova della pericolosità dell’organizzazione veniva anche contestato dalla Procura di Roma un episodio di tortura nei confronti di uno spacciatore responsabile di non aver ottemperato al pagamento di un “debito di droga”. Uno dei soggetti tratti in arresto, bloccato nel tentativo di darsi alla fuga, era ricercato per un ulteriore provvedimento restrittivo emesso dall’Autorità Giudiziaria italiana per traffico di stupefacenti, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.

Le operazioni di ricerca e cattura, coordinate dalla Procura della Repubblica – DDA di Roma in collaborazione con EUROJUST, sono state condotte dai Carabinieri del ROS con la Polizia Nacional spagnola grazie anche al supporto, per gli aspetti inerenti la cooperazione internazionale, del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP) – progetto I CAN (Interpol cooperation against ‘ndrangheta). Nel corso dell’attività sono state eseguite una serie di perquisizioni presso le unità abitative in uso agli arrestati, site ad Ibiza e Barcellona, che hanno consentito di rinvenire e sequestrare numerosi appunti manoscritti con la rendicontazione dell’attività di narcotraffico, documenti falsi utilizzati dai latitanti per celare la loro identità e denaro contante per un importo di circa 35.000,00, euro, nonché modiche quantità di cocaina.

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