Nel Decreto Aprile per l’ emergenza Coronavirus, reddito di emergenza fino a 800 euro, bonus e licenziamenti sospesi

Nel Decreto Aprile per l’ emergenza Coronavirus,  reddito di emergenza fino a 800 euro, bonus e licenziamenti sospesi

ROMA – Ecco la bozza del Decreto Aprile, che attiverà e sosterrà la “Fase Due” dopo la fine del lockdown in Italia .  Il “Reddito di emergenza” sale a 800 euro mensili, ed aggiunti altri 6 mesi di ammortizzatori sociali e bonus con allargamento dei requisiti per il Reddito di cittadinanza; inoltre viene prolungata la moratoria dei licenziamenti per giusta causa, che sale da 2 a 5 mesi.

Previsti congedi speciali per i genitori, retribuiti al 50% e bonus baby sitter fino a 1.200 euro. La bozza di 44 articoli per il sostegno ai redditi e la protezione del lavoro è pronta e – secondo il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri – nei primi giorni della prossima settimana sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri per il via libera.

bozza_MEF__DL_aprile_30_aprile_ore_2100_3

REDDITO EMERGENZA FINO A 3 MESI
È istituito, a decorrere dal mese di maggio 2020, il Reddito di emergenza”, “quale misura di sostegno al reddito per i nuclei familiari in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19“. Le domande per il Rem possono essere presentate entro il termine del mese di luglio 2020. L’importo del Rem è “fino a un massimo comunque non superiore a 800 euro mensili“, “il Rem è erogato per tre mensilità a decorrere dal mese in cui è stata presentata la domanda“.

ll Rem è riconosciuto ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della domanda e nelle mensilità in cui il beneficio viene erogato, salvo diversa specificazione, dei seguenti requisiti: residenza in Italia, verificata con riferimento al componente richiedente il beneficio; un valore del reddito familiare, nel mese precedente la richiesta del beneficio e in ciascuna mensilità che precede le erogazioni successive, inferiore a una soglia pari all’ammontare del beneficio; un valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2019 inferiore a una soglia di euro 10.000, accresciuta di euro 5.000 per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di euro 20.000; un valore dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) inferiore a 15.000 euro.

INDENNITÀ PER FIGLI DEI MEDICI E INFERMIERI. DETRAZIONE CENTRI ESTIVI
L’indennità per i figli diventa di duemila euro per medici e infermieri. Tra le novità dell’ultim’ora arriva una detrazione fiscale da 300 euro per i centri estivi dei ragazzi fino a 16 anni. Lo sconto vale per le spese sostenute nel 2020 per le famiglie con redditi che non superano i 36 mila euro.

STOP AI LICENZIAMENTI PER ALTRI 3 MESI
Stop ai licenziamenti, dai 60 giorni previsti dal decreto di 17 marzo, portato a 5 mesi. Lo si legge nella bozza del dl Aprile. Inoltre “il datore di lavoro che, indipendentemente dal numero dei dipendenti, nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 17 marzo 2020 abbia proceduto al recesso del contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo” può “revocare in ogni tempo il recesso purché contestualmente faccia richiesta del trattamento di cassa integrazione salariale in deroga” dalla data in cui abbia avuto efficacia il licenziamento. “In tal caso, il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità, senza oneri né sanzioni per il datore di lavoro“.

AI LIBERI PROFESSIONISTI FINO A 1000 EURO
E’ erogata anche per il mese di aprile l’indennità pari a 600 euro riconosciuta dal decreto del 17 marzo ai liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. Lo si legge nella bozza del dl Aprile.

Ai liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data di entrata in vigore di quest’ultimo decreto, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019, è riconosciuta una indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro. Ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che siano titolari di rapporti di lavoro la cui durata non si protrae oltre il 31 dicembre 2020 o che abbiano cessato il rapporto di lavoro entro la data di entrata in vigore del presente decreto, è riconosciuta un’indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro.

BONUS BABY-SITTING RADDOPPIA
Il bonus baby sitting sale da 600 a 1200 euro e viene esteso anche all’iscrizione ai servizi integrativi per l’infanzia, ai servizi socio educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. 

AI LAVORATORI DOMESTICI COLF E BADANTI FINO A 600 EURO
Ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva non superiore a 20 ore settimanali, è riconosciuta, per i mesi di aprile e maggio 2020, un’indennità mensile pari a 400 euro, per ciascun mese. Ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla medesima data, uno o più contratti di lavoro di durata complessiva superiore a 20 ore settimanali, è riconosciuta, per i mesi di aprile e maggio 2020, un’indennità mensile pari a 600 euro, per ciascun mese. Le indennità sono riconosciute a condizione che i lavoratori domestici non siano conviventi col datore di lavoro e che vi sia stata una comprovata riduzione di almeno il 25 per cento dell’orario complessivo di lavoro.

OBBLIGO MASCHERINE
La bozza prevede l’obbligo di mascherine per tutti se sul luogo di lavoro non si potrà mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro. Chi usufruisce di un ammortizzatore sociale potrà andare a lavorare nei campi, stipulando un contratto di 30 giorni, replicabile per un altro mese, con i datori di lavoro del settore agricolo.

Open chat
1
Vuoi contattare la nostra redazione ?
Ciao, vuoi contattare la nostra redazione ?