Il capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi e il sottosegretario Andrea Delmastro dopo un colloquio con il ministro della Giustizia Carlo Nordio hanno rassegnato le proprie dimissioni. “Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla giustizia. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell’interesse della Nazione, ancor prima che per l’affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio”. ha dichiara in una nota Andrea Delmastro Delle Vedove. Hanno fatto seguito anche le dimessioni del capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi.

L’ ormai ex sottosegretario Delmastro, travolto dall’indagine per la sua partecipazione nella gestione di un ristorante, le “Bisteccherie d’Italia” in via Tuscolana a Roma, intestata a Miriam Caroccia, figlia diciannovenne di Mauro Caroccia, quest’ultimo condannato a quattro anni di reclusione per intestazione fittizia di beni, sarebbe legato al clan della camorra romana di Michele Senese. Delmastro deteneva il 25 per cento delle quote, e nelle scorse settimane le ha poi vendute . La procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati sia Miriam che Mauro Caroccia, figlia e padre, per intestazione fittizia con al centro i soldi usati per acquistare le quote. Oltre a Delmastro, avevano quote nel ristorante Elena Chiorino, la vicepresidente del Piemonte (5%) il consigliere regionale Davide Eugenio Zappalà (5%) e Cristiano Franceschini, assessore del Comune di Biella (5%), l’impiegata Donatella Pelle (10%). Nei scorsi giorni sui giornali sono apparse le foto nelle quali Delmastro era abbracciato a Mauro Caroccia.

Il capo di gabinetto Bartolozzi, indagata per il “caso Almasri “si è resa protagonista di toni forti durante la campagna referendaria, abbandonando quindi il Ministero di Giustizia e la carica che ricopriva dal 19 marzo 2024. La Bartolozzi era finita al centro di una bufera per aver detto durante un’intervista alla tv siciliana Telecolor: “La cosa che i cittadini dovrebbero comprendere è che qui non c’è una guerra tra due clan, politica e magistratura. La riforma è tesa a far recuperare alla magistratura la credibilità che ha purtroppo perso, e lo dico da magistrato. Quanti processi sono stati fatti non nelle aule giudiziarie, ma fuori dal processo? Quante vite spezzate? Quanti cittadini hanno dovuto sopportare processi per 10-15 anni per poi a un certo punto sentirsi dire ‘sa che c’è? Mi dispiace, non ci sono prove? La riforma risolve questo perché restituisce credibilità alla magistratura, mettendo dei paletti, degli stop importanti. Del resto, “finché le cose non capitano sulla pelle, voi non avete idea di cosa voglia dire. Ecco, Io faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle. Votate Sì, ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione”.

Dopo aver spiegato il senso delle parole del suo capo di gabinetto, il ministro della Giustizia Carlo Nordio era intervenuto in sua difesa. “No, non deve dimettersi”. Ma non è bastato.Nordio si è assunto ‘la responsabilità politica della sconfitta’ ma il passo indietro della fedelissima dirigente era inevitabile. In grande difficolta anche la ministra Daniela Santanchè al centro di inchieste della procura di Milano sulle sue ex società.
La premier Meloni va avanti, prossimo passo la legge elettorale, sulla quale non intende chiedere la fiducia perchè ‘non c’è nessuna crisi di governo’. La premier da quanto si apprende, starebbe valutando attentamente le situazioni dei componenti di governo con casi giudiziari aperti. Nel frattempo si abbassano i toni tra toghe e governo: l’ Anm si dice pronta a lavorare per ‘una giustizia più efficiente’, ed il viceministro Sisto (Forza Italia) apre al dialogo.
Una nota di Palazzo Chigi, in serata, fuga ogni dubbio: “Il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, esprime apprezzamento per la scelta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione“. E pone l’ultimatum:”Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanché“. coinvolta in vicende giudiziarie per gli affari e i debiti della sua società Visibilia e per la cassintegrazione chiesta durante il Covid. Ma non solo. La cattiva notizia, per la ministra del Turismo Santanchè, è che è di nuovo indagata dalla Procura di Milano per un’altra ipotesi di “concorso in bancarotta“: questa volta la vicenda riguarda Bioera spa, società del settore dell’alimentare biologico già quotata in Borsa, presieduta da Santanchè sino al 2021 con il suo ex compagno Canio Giovanni Mazzaro tra gli amministratori, e messa in liquidazione giudiziale nel dicembre 2024 dalla sezione crisi d’impresa del Tribunale civile di Milano.
La decisione di richiedere le sue dimissioni è stata presa dalla Meloni arriva al termine di riunioni andate avanti per tutta la mattina che avevano come obiettivo di dare una risposta forte dopo il risultato del voto popolare sulla riforma della giustizia.





