Nel primo pomeriggio di domenica 1 febbraio in piazza Mistral, a Rogoredo, un uomo di origine asiatica, Liu Wenham, 30 anni, cinese irregolare in Italia, dopo aver rubato la pistola Walther P99 della guardia giurata che stava andando al lavoro, colpendolo con un bastone, ha ingaggiato un conflitto a fuoco con gli agenti che lo hanno intercettato in strada esplodendo contro i poliziotti almeno tre colpi che hanno colpito l’auto di servizio. Gli agenti delle Uopi, le unità specializzate create all’indomani degli attentati al Bataclan, hanno legittimamente risposto al fuoco ferendo in maniera molto seria l’uomo che sta lottando fra la vita e la morte in ospoedale. Nessuno dei poliziotti sarebbe rimasto ferito. L’area in cui è avvenuta la sparatoria è stata cinturata da decine di agenti per consentirei primi rilievi della Polizia Scientifica.
Arrivata la segnalazione della guardia giurata al 112 dalla centrale operativa della Questura di Milano sono state inviate sul posto diverse pattuglie nel quartiere per intercettare l’uomo. Come da procedure operative è stato richiesto il supporto anche degli agenti delle Uopi, esperti proprio nei casi di conflitti a fuoco. Alla vista del Land Rover blindato degli agenti, il malvivente ha subito esploso alcuni colpi nella loro direzione ed un proiettile ha raggiunto la vettura all’altezza dello specchietto ed è stato allora che i poliziotti hanno risposto al fuoco.


Secondo una prima ricostruzione del vigilante, italiano di 50 anni colpito al capo con un bastone, il rapinatore alto circa 1,60, carnagione olivastra e occhi a mandorla si è impossessato della sua arma riuscendo ad allontanarsi. Scattato l’allarme al 112, gli agenti delle volanti della Polizia intervenuti sul posto subito hanno iniziato a perlustrare il quartiere in cerca del malvivente. Alle 15.17 la pattuglia delle Uopi ha intercettato l’uomo in via Cassinis, all’altezza del civico 33, di fronte al ristorante “All America diner“. che ha aperto subito il fuoco in direzione dell’automezzo della Polizia esplodendo almeno tre colpi contro i poliziotti.
L’uomo sembrerebbe essere stato colpito da almeno due proiettili sparati dai poliziotti: uno lo ha colpito all’altezza di una spalla, il secondo alla testa. Trasportato dai sanitari del 118 all’ Ospedale Niguarda in codice rosso ed incosciente, in condizioni gravissime.
Liu Wenham era stato fermato dalla polizia tre volte negli ultimi quattro giorni. Una, per aver cercato di rubare un cacciavite, una seconda volta perché minacciava le persone con due pezzi di manici di scopa sventolati come un “nunchaku“, arma usata nelle arti marziali, e la terza — sabato — per aver aggredito con un bastone una guardia giurata armata della stazione Centrale. In mezzo anche un rapido passaggio in un reparto psichiatrico. Privo di una residenza ufficiale, era stato sottoposto ad un lungo elenco di controlli di Polizia e di deferimenti in procura in questi anni, ma per lui le porte delle camere di sicurezza si sono sempre riaperte dopo poche ore, senza che sia mai stato convalidato dalla magistratura il suo stato di fermo di polizia , in quanto le sue folli azioni erano causate più da crisi psichiatriche che da reali attività criminali.

Sabato era stato denunciato dalla Polfer della Stazione Centrale di Milano per “porto di oggetti atti ad offendere“, perché con un bastone aveva cercato di colpire una guardia giurata. Sembra che in quell’occasione però non abbia neanche fatto in tempo a mettere le mani sul cinturone, circostanza che probabilmente avrebbe portato ad un’accusa più grave e forse all’arresto. Ma l’ultima aggressione di Rogoredo che poteva sembrare l’ennesimo episodio psichiatrico senza ragioni, invece è stato il suo primo tentativo di procurarsi una pistola con con dieci pallottole.
Domenica mattina un nuovo controllo degli agenti: documenti, verifica dei precedenti, un’altra riga nell’archivio «Sdi» del CED interforze . Dopodichè Liu Wenham era stato rilasciato dalla Polfer ed era tornato ancora una volta in strada. E’ riapparso in via Caviglia a Rogoredo, alla preiferia di Milano, a circa un chilometro dal luogo della sparatoria in via Cassinis, e lo ha fatto ancora con un bastone., colpendo con una botta alla testa Mario R., 50 anni, origini casertane, una guardia giurata della GPG CIVIS, che si stava recato al lavoro, al quale ha strappato l’arma dal cinturone ed è scappato. L’allarme è arrivato tramite il 112 a tutte le pattuglie di polizia e carabinieri con la descrizione di “un uomo, 1 metro e 60, maglione marrone, carnagione olivastra e occhi a mandorla”.
Il quartiere di Rogoredo si è riempito di Volanti della Polizia di Stato, dalla centrale operativa della questura hanno richiesto anche «l’ausilio» delle Uopi, le unità anti terrorismo , che dipendono dal Reparto Prevenzione Anticrimine, esperte nei conflitti a fuoco e delle situazioni d’emergenza , che affiancano ormai in modo fisso i pattugliamenti nei turni delle Volanti. Gli agenti delle Uopi sono unità speciali, con addestramento d’elité proprio nell’uso delle armi, infatti che sono gli unici equipaggi ad avere fucili mitragliatori e mezzi interamente blindati. Dopo gli attentati a Parigi del 2015, in Italia le unità Uopi della Polizia e le Api dei Carabinieri si sono rivelate fondamentali nei molti interventi in cui sono intervenute .

Ieri pomeriggio quando la prima volante della Polizia , la “Mecenate“, ha incrociato Liu Wenham, sono stati proprio i quattro agenti sul fuoristrada blindato, i primi ad avvicinarsi e a fronteggiare “il soggetto armato”. In questi mesi pre Olimpiadi si sono state a Milano decine di esercitazioni antiterrorismo che avevano simulato eventuali attentati e conflitti a fuoco. Appena il capo equipaggio è sceso dalla Land Rover blindata, il cinese ha aperto il fuoco sparando tre volte: due proiettili hanno colpito lo specchietto di destra, il terzo il cofano dall’altro lato, e blindature ha ha fatto da scudo agli agenti, che sono rimasti illesi nel conflitto armato.
A quel punto un poliziotto ha impugnato il mitragliatore M4 d’ordinanza ed ha sparato quattro volte. Wenham Liu, cinese, trent’anni, è stato colpito alla spalla e alla testa, accasciandosi per strada con la pistola rubata Walther P99 che è finita sull’asfalto. L’uomo cinese è arrivato all’ospedale Niguarda in condizioni disperate: in tarda serata mentre scriviamo, i medici avevano poche speranze di riuscire a salvargli la vita. Sul posto della sparatoria sono stati effettuati i rilievi della Scientifica e degli investigatori della Squadra mobile, che indagano coordinati dal pm di turno Simona Ferraiuolo.
In serata è emerso che la moglie dell’uomo aveva lanciato dalla Cina un appello sui social per la sua scomparsa, per chiedere aiuto a chiunque potesse dare qualche informazione per ritrovarlo. “Per favore, aiutateci a riportarlo a casa”, l’appello. “È salito su un taxi nella zona di via Donatello martedì scorso. Non aveva cellulare né contanti e da allora non abbiamo sue notizie. Attualmente soffre di gravi problemi psicologici – avvertiva la famiglia -. È il pilastro della nostra famiglia e ora è disperso. Siamo a casa, in preda all’ansia“. Resta da capire a questo punto come abbiamo fatto dalla Cina ad avere queste informazioni sulla sua scomparsa, e sopratutto come mai nonostante tutti i suoi controlli, essendo illegale in Italia e privo di una residenza, Wenham Liu,circolasse tranquillamente a piede libero per Milano e dintorni.







