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8 Settembre 2026 03:36

Meloni-Nordio: semaforo verde sulla separazione delle carriere, stop uso distorto intercettazioni

Sul tavolo la separazione delle carriere, stop all'uso distorto delle intercettazioni, un piano carcerario che garantisca la certezza della pena, un cambio di passo per fronteggiare la criminalità diffusa cioè leggi rapina, scippi, spacci.

Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato questo pomeriggio a Palazzo Chigi il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per discutere dei prossimi provvedimenti in tema di giustizia. “Dare ai cittadini una giustizia giusta e veloce è una priorità assoluta di questo governo e un impegno che abbiamo preso con gli italiani. Siamo determinati a mantenerlo nel più breve tempo possibile“, afferma la Meloni.

Alcuni dei pilastri definiti oggi nell’atteso incontro a Palazzo Chigi, tra la premier Meloni e il ministro Nordio, a cui hanno partecipato anche il sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano (che è un magistrato n.d.r.)e quello alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove. Separazione delle carriere, stop all’uso distorto delle intercettazioni, un piano carcerario che garantisca la certezza della pena, un cambio di passo per fronteggiare la criminalità diffusa cioè leggi rapina, scippi, spacci.

Primo punto, la separazione delle carriere, “che siamo determinati a portare avanti“, assicurano fonti di governo in prima linea sul dossier. Ma Meloni, nel colloquio col Guardasigilli, ha rimarcato anche la necessità di varare un piano carcerario legato inevitabilmente a doppio filo con la certezza della pena, così come un cambio di passo nel fronteggiare la criminalità diffusa “che flagella la vita quotidiana dei cittadini” , avrebbe rimarcato il presidente del Consiglio, “dunque è una priorità“.

Riflessioni anche l’utilizzo delle intercettazioni: non è in discussione lo strumento, ma non possiamo nemmeno accettare un uso distorto che si traduce in gogna mediatica, fughe di notizie, delegittimazione di persone ferite nella loro onorabilità, il ragionamento al tavolo. Il ministro Nordio ha quindi sollevato la questione della cosiddetta paura della firma, rimarcando la necessità di una revisione dei reati contro la Pubblica amministrazione, che consenta agli amministratori di operare con serenità, con certezza, ovvero sapendo se gli atti firmati costituiscono o meno un illecito.

Questo per garantire anche velocità amministrativa, una necessità imposta a maggior ragione dalla sfida che attende l’Italia sul Pnrr: dunque certezza del diritto, stop norme evanescenti che costringono l’amministratore pubblico a lavorare nell’incertezza. Stabilite le priorità nella riunione di oggi, a breve verrà stilato un cronoprogramma: quindì ci sarà presto un nuovo appuntamento, riferiscono le stesse fonti.

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