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17 Maggio 2022 17:10
17 Maggio 2022 17:10

Mattarella a Venezia per i 60 anni della Scuola Navale Militare “Morosini”

di Antonello de Gennaro | Ieri 7 maggio il "nostro" Morosini ha festeggiato i suoi sessanta anni e lo ha fatto in piazza San Marco il luogo più importante, amato e conosciuto di Venezia nel mondo , alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Come poter dimenticare quella sveglia alle 6.25 in punto, rigorosamente scandita dalla tromba, per fare il cubo, lavarsi e prepararsi. Niente letti sfatti, o abiti lasciati in giro, subito pronti passare in rassegna per poi scendere alle 7 a fare colazione prima di entrare in classe a scuola, aspettando di poter arrivare alle ore del pomeriggio dedicate allo sport, allo studio, alle assemblee fino all’ora del silenzio, alle 22.45 con tanto di controllo delle stanze e camerate.

Per capire i ritmi di vita nella scuola navale militare Morosini, istituto d’eccellenza della Marina italiana, in cui ho avuto il piacere, l’orgoglio e l’onore di esserne allievo nel corso “Orion“, bisogna dimenticarsi qualsiasi cliché che spesso aleggia sugli adolescenti un po’ ribelli e disubbidienti. I 168 «allievi frequentatori» dell’ex collegio di Sant’Elena a Venezia ubicato  in una delle zone più remote della città lagunare.

Nel 1997 è stata istituita la Scuola navale militare e dall’Anno scolastico 2001/2002, con il nuovo Ordinamento istituzionale, gli allievi assumono lo status di “militare”. Il Morosini, al quale si accede per concorso nazionale, è una scuola paritaria di secondo grado, che accoglie giovani provenienti da tutta l’Italia, dove si svolgono gli ultimi tre anni del liceo scientifico e classico, secondo le direttive e i programmi ministeriali. Oltre alla didattica, gli allievi hanno modo di cimentarsi anche in varie discipline sportive e marinaresche, come vela, canottaggio, nuoto e voga veneta.

Non distante dall’Arsenale, la fabbrica dove la Serenissima realizzava le sue navi, per il commercio e per la guerra. ad oggi sono 2779 gli allievi che hanno conseguito la maturità classica o scientifica a partire dal 1961: ognuno di loro rappresenta una preziosa tessera di un grande mosaico che costituisce il vero patrimonio lasciato al Paese dalla Scuola Navale Militare “Morosini” intitolato, in omaggio a Venezia, a Francesco Morosini, ammiraglio e stratega della Repubblica Veneta che si distinse nel ‘600 nella guerra di Candia contro l’Impero Ottomano. 

Ieri 7 maggio il “nostro” Morosini ha festeggiato i suoi sessanta anni (che in realtà sarebbe stata l’anno scorso, slittata per ovvie ragioni legate alla pandemia)  e lo ha fatto in piazza San Marco il luogo più importante, amato e conosciuto di Venezia nel mondo , alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto da 21 salve di cannone sparate dal cacciatorpediniere «Luigi Durand De la Penne» ancorato in Bacino San Marco. Il Capo dello Stato ha attraversato la piazza salutato dal pubblico, passando in rassegna i reparti schierati, e gli studenti dei tre corsi di quest’anno. In tutto 160 allievi, con al loro fianco 350 ex studenti, più formazioni di rappresentanza d’Arma della Marina Militare. Ad esaltare la cerimonia, la Banda musicale della Marina militare, la Compagnia d’Onore della Brigata Marina “San Marco” e una Compagnia in rappresentanza degli allievi degli altri Istituti di Formazione della Marina.

Con lui, sul palco delle autorità, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, il capo di Stato Maggiore della Difesa, Giuseppe Cavo Dragone, il capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Enrico Credendino, il presidente della Regione Luca Zaia, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che hanno presenziato al giuramento solenne degli allievi dei tre corsi della scuola navale (Astraios, Centaurus e Meithras). Un riconoscimento importante per una scuola diventata ormai un’istituzione non solo per la città, ma per tutto il Paese.

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, rivolgendo un saluto al presidente Sergio Mattarella ha detto che «La Sua presenza conferma la grande amicizia che ha sempre dimostrato per Venezia e per tutti noi che quotidianamente la viviamo per non aver mai fatto mancare il suo interessamento e il suo appoggio in quei momenti in cui la città si è trovata a dover superare delle difficoltà come, ad esempio, la devastante acqua alta del 2019. Lei ha saputo conquistare la nostra sincera riconoscenza e questo non lo dimenticheremo mai» .

Rivolgendosi agli allievi del Morosini il sindaco di Venezia ha ricordato : «Patria e onore è il vostro motto – ha ricordato –  Mai come oggi questi due sostantivi devono tornare ad essere parole chiave del nostro modo vivere all’interno della società. La storia e gli orrori commessi dall’uomo verso altri uomini durante il secolo scorso stanno tornando prepotentemente a riempire le cronache delle nostre giornate. Non possiamo girarci dall’altra parte e con orgoglio e coraggio dobbiamo metterci la faccia. Venezia lo ha fatto, tanto che non ha avuto paura di issare la bandiera dell’Ucraina nelle sedi istituzionali del Comune per testimoniare il suo impegno nella difesa della libertà».

Sono intervenuti il Comandante della Scuola, Marcello Ortiz Neri, il Presidente di Assomorosini, Francesco Businaro, il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, il Capo di Stato maggiore della Marina militare, Enrico Credendino e il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. La cerimonia si è conclusa con la firma da parte del Presidente della Repubblica, dell’albo d’Onore.

Il Morosini dietro le quinte

Il rigore del Morosini parte dalla sua divisa, indossata subito dopo la sveglia: dalla camicia bianca inamidata, alla giacca, pantaloni e gonna (ai miei tempi le donne non c’erano) perfetti, senza mai avere una piega fuori posto. Lontani da casa, con regole ferree da rispettare e provvedimenti disciplinari (ne so qualcosa…) se non si rispettano, un perfetto mix di studio e sport, dal canottaggio alla vela, passando per il calcio, il basket, l’atletica e il nuoto.

allievi del “Morosini” in libera uscita a Venezia

Quella divisa che gli allievi del Morosini indossano sotto la mantella anche quando escono dalle mura di Sant’Elena. I veneziani qualche decennio fa, ci chiamavano “Birilli” per quell’immagine rigorosa fuori dal tempo, che ai loro occhi un po’ strideva se paragonato alla nostra età (si entra a 16 anni). Un soprannome che, non era molto gradito a noi “morosiniani” e che oggi si sente raramente pronunciare al passaggio.

La scuola navale Morosini, così come Venezia, è cambiata, aprendo le porte nel 2009 alle prime ragazze che da 9 oggi sono 73, che oggi «costituiscono il 43 per cento del totale, e che sin dal loro arrivo hanno dimostrato una straordinaria determinazione e diverse di loro sono risultate prima del corso e hanno avuto l’incarico di “graduato” vale a dire di istruttore dei più giovani», racconta il capitano di vascello Marcello Ortiz Neri, comandante e dirigente scolastico del Morosini. Ma il comandante rassicura : “I nostri allievi sono ragazzi che sono parte integrante della società”.

Negli anni Duemila il “modello Morosini” continua ad avere fascino ed infatti  alle selezioni arrivano domande da tutta Italia e «sempre di più dal Veneto». Le prospettive di carriera in tutti i settori della società civile e militare per gli allievi post-Morosini sono sicure e garantite da una vecchia tradizione. Il Morosini fornisce un bagaglio culturale e esperienziale, con un’azione educativa improntata allo sviluppo della personalità e all’elevazione morale degli allievi attraverso l’apprendimento dei valori propri della Marina Militare. “Obiettivo formare dei cittadini modello” afferma il comandante della scuola, capitano di vascello Ortiz Neri.

Pale a prora e lunga vita e caro Morosini, da un tuo ex allievo che ti porta nel cuore e che non finirà mai di ringraziarti da oltre 40 anni.

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