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2 Dicembre 2022 01:31
2 Dicembre 2022 01:31

Lizzano, un «avvertimento» al sindaco Macripò . Indagini in corso

Ignoti hanno distrutto il vetro anteriore della Bmw  di Dario Macripò, Sindaco  del Comune di Lizzano, a capo di una coalizione di centrodestra. La macchina era parcheggiata pochi metri dalla sede del Comune. Gli investigatori non escludono che possa trattarsi anche di un gesto di protesta contro l’aumento delle tasse locali a seguito della manifestazione di protesta svolta nei giorni scorsi da parte di cittadini e commercianti . Nell’agosto dello scorso anno si erano verificati diversi atti intimidatori nei confronti di rappresentanti politici di Lizzano, come lo stesso sindaco Macripò che subì il danneggiamento di un vigneto, con il danneggiamento ed il taglio dei tiranti laterali di alcuni tendoni che provocò il cedimento di 150 piante di uva.

Un quinto dei gesti intimidatori nel 2013 sono stati nei confronti di Amministratori pubblici minacciati come si evince nell’ ultimo rapporto di Avviso Pubblico, la rete di enti locali contro le mafie, che assegna il triste primato alla Regione Puglia. Il rapporto, intitolato “Amministratori nel mirino”, attribuisce alla Puglia un quinto (il 21%) dei gesti intimidatori avvenuti nel 2013 in tutto il Paese. Ordigni esplosivi sull’uscio di casa, spari contro portoni e saracinesche, incendi di auto e abitazioni, lettere minatorie e proiettili, sono soltanto alcuni dei “regalini” riservati ai politici pugliesi nel corso degli ultimi mesi. Con un primato nel primato, quello della provincia di Taranto, per la quale la stessa Direzione nazionale antimafia ha parlato di “escalation” di attentati intimidatori.

Sono diversi gli episodi che hanno fatto guadagnato alla Puglia questo “trofeo” poco edificante, la maggior parte dei quali sono avvenuti nella provincia di Taranto, in estate, e soprattutto nei comuni di Lizzano, Leporano e San Giorgio Ionico. Solo nel comune di Lizzano, a partire dal 2 agosto, in 10 giorni, si sono registrati più di 6 gesti intimidatori: è stata data alle fiamme l’auto del coordinatore provinciale del movimento “moderati in rivoluzione” Pippo Donzello, sono stati esplosi 4 colpi di fucile contro l’abitazione del consigliere comunale Cinque stelle, Valerio Morelli, altri spari colpiscono l’abitazione del consigliere comunale Pd Antonio Lecce, dell’ex vice sindaco Antonio Motolese (lista civica centro destra) e di un vigile urbano. A chiudere la catena di intimidazioni infine, il 13 agosto, il danneggiamento al vigneto del sindaco del comune, Dario Macripò.

La Direzione nazionale antimafia considera molto preoccupanti anche gli attentati contro gli amministratori del Tarantino, “molti dei quali ascrivibili alla criminalità organizzata” e finalizzati “al controllo delle amministrazioni locali”. Episodi anch’essi ritenuti di difficile lettura “a causa del silenzio spesso serbato dalle vittime”.

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