Le perle del passato, a volte ritornano: Dark Cloud

Le perle del passato, a volte ritornano: Dark Cloud

 

di Paolo Campanelli

Nell’ormai lontano 2000, gli sviluppatori della neonata Level 5 rilasciarono il loro primo gioco. Anche se ora la serie de “il professor Layton” è il loro cavallo di battaglia, tutti gli appassionati di videogiochi che all’epoca possedevano una PS2 li conoscono per il loro titolo originale: Dark Cloud. Inizialmente pubblicato in Giappone nel dicembre del 2000, e nel resto del mondo nel corso dell’anno successivo, il gioco arrivò complessivamente a vendere oltre 800.000 copie

Il gioco si presenta come la classica avventura fantastica, con l’eroe semi-muto che deve salvare il mondo dal malvagio un labirinto alla volta. Il protagonista è Toan (che è però rinominabile, così come tutto il cast dei personaggi giocabili), un ragazzo del villaggio di Nolun salvato dal Re degli Spiriti (re delle fate nella versione originale) dalla distruzione seminata dal Genio Oscuro, un demone scatenato sul mondo da un uomo assetato di potere. Il Re degli spiriti ha cercato di salvare quanto più possibile dalla furia distruttiva del Genio utilizzando le Atla, sfere magiche di roccia in grado di contenere al loro interno cose e persone e disperse nei vari piani dei labirinti; l’unico modo per aprire l’Atla è utilizzando una pietra chiamata Atlamilla, di cui Toan è in possesso, e recuperare e ricostruire alcuni degli edifici è necessario per poter completare il labirinto.

Ad aiutare Toan è un cast di comprimari variopinto tanto nell’aspetto quanto nelle loro armi: ad affiancarsi alla collezione di pugnali e spade del ragazzo si aggiungono le fionde di Xiao, una gatta trasformata in umana, martelli e asce di Goro, il paffuto ragazzo cacciatore, i bracciali magici di Ruby, un genio della lampada, le aste di Ungaga, il guerriero indiano, e le armi da fuoco di Osmond, un leporide antropomorfo dalle grandi abilità ingegneristiche. Oltre a cambiare nettamente lo stile di gioco durante l’esplorazione, i vari personaggi saranno necessari a superare alcune trappole o attivare alcuni interruttori nei labirinti.

Una volta recuperate le atla, il giocatore utilizza il loro contenuto per ricostruire i villaggi distrutti dal Genio Oscuro; gli abitanti avranno richieste per oggetti e riguardanti la posizione della propria casa, alcune più semplici come avere il sole al mattino visibile da una delle finestre, altre più complicate come trovarsi vicino ad un’altra casa che non può avere determinati vicini. Completare il villaggio ascoltando tutte le richieste da accesso, oltre che alle ricompense delle singole case, ad armi speciali o a tecniche di combattimento avanzate.

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L’esplorazione dei labirinti il nucleo principale del gioco: 6 differenti aree, + 1 extra sbloccata a fine gioco, suddivisi in differenti piani, infestati da mostri e pieni di tesori; ogni labirinto segue un tema (caverna sotterranea, foresta, nave incagliata eccetera) e ha differenti mostri che vi si aggirano all’interno. Uno dei mostri possiede la chiave (o le chiavi) per il piano successivo, ma è impossibile sapere quale prima di averlo eliminato. Oltre al piano semplice, sono presenti piani speciali, dove valgono limitazioni come utilizzare un singolo personaggio o dove le armi decrescono di livello, e piani posteriori, dove i nemici e le ricompense sono proporzionalmente maggiori, raggiungibili utilizzando determinati oggetti sugli appositi passaggi. Ogni singolo piano è creato proceduralmente, il che significa che un giocatore vedrà centinaia di possibili combinazioni prima che un piano possa ripetersi, il che bilancia l’aspetto leggermente spoglio dei labirinti stessi e le loro dimensioni.

Durante le esplorazioni sarà necessario un uso attento delle risorse: oltre alla vita, infatti sono presenti una barra della sete, che porterà il giocatore a dover portare dell’acqua con se o a dover trovare delle fonti, talvolta presenti sul piano, una barra della costituzione dell’arma che, se dovesse esaurirsi, porterebbe alla distruzione e perdita della stessa e va riparata con l’apposita polvere; bisogna anche tenere in considerazione i possibili status alterati che possono essere inflitti con estrema facilità, quindi antidoti contro il veleno, sapone contro il rallentamento e acqua santa contro la maledizione (che impedisce di cambiare arma), oltre a polvere di scambio, per poter alternare tra i personaggi nel caso i nemici abbiano la meglio, amuleti difensivi contro gli stati alterati, armi da lancio come bombe e gemme elementari come supporto alle proprie armi, e polvere di fuga per poter abbandonare il labirinto prima di aver sconfitto tuti i nemici in caso d’emergenza.

La crescita dei personaggi è peculiare: nel corso del gioco si possono ottenere degli oggetti per incrementare vita, sete, difesa e oggetti trasportabili permanentemente, mail “livello massimo” è comunque piuttosto basso, e tutta l’efficienza ricade sulle armi; eliminando i nemici con una data arma, questa ottiene una piccola quantità di punti esperienza e, una volta ottenuta abbastanza, sale di livello rinforzandosi leggermente. Oltre a questo potenziamento naturale, il giocatore può aggiungere un numero variabile di accessori, che possono potenziare le caratteristiche base, fornire un elemento, o incrementare l’efficienza di un’arma contro determinati nemici, salendo di livello l’arma “consuma” l’elemento e ne assorbe le proprietà, diventando più forte. Una volta che un’arma raggiunge il livello 5, può essere sacrificata per creare una sfera di sintesi, un accessorio che conserva il 60% delle abilità originali ed eventuali effetti speciali, per poterla usare su un’altra arma. Una volta diventata abbastanza potente, un’arma può essere trasformata in un una nettamente più potente.

La galleria di nemici è molto varia e assortita, con 10 categorie tipi di nemici fra cui draghi, maghi, fantasmi e altri ancora, ognuno con diversi attacchi e abilità, ma con un pattern relativamente facile da intuire e raramente problematici se affrontati singolarmente; i mostri di classe roccia e metallo, o quelli in grado di parare gli attacchi inoltre fanno calare più rapidamente la resistenza dell’arma.

Il reparto musicale non è particolarmente memorabile, escludendo il brano introduttivo e la sua versione bossanova dei titoli di coda, ma i vari brani di musica ambient sono sempre molto rilassati e creano molta atmosfera; in alcuni casi, data la grandezza dei labirinti, possono risultare un po’ rimpettitivi, ma mai in maniera rccessiva.

Il gioco in sé è più difficile di quanto può sembrare a prima vista: le varie funzioni e caratteristiche sono semplici da capire, ma sono molte e vanno tenute d’occhio tutte allo stesso tempo; ricreare dei villaggi dove tutti siano felici non è difficile, ma creare un villaggio unico e gradevole alla vista del giocatore è nettamente più complicato; i nemici non sono troppo problematici, ma infliggono comunque un buon quantitativo di danni in ogni momento di gioco e molto raramente attaccheranno da soli. Per questi e altri motivi, in alcuni circoli di videogiocatori è stato scherzosamente soprannominato “l’antenato di Dark Souls” benché abbia molto poco in comune.

Il disco del gioco per PS2 è molto, molto raro, e, fino a poco tempo fa, poteva essere trovato quasi esclusivamente sui siti online in vendita anche a 75-80 euro con estrema facilità (ed era particolarmente difficile anche da trovare come versione emulata, per dipiù), MA, da dicembre 2015 è possibile caricarne su PS4 una versione digitale (che ha ricevuto un leggero ritocco grafico, risultando anche leggermente più pulita) a circa 15 euro. Ciò ha reso il gioco facilmente accessibile ai più, e ha permesso a molti di fare il salto tecnologico, immettendo molte copie di seconda mano in circolo, per il sommo gaudio dei “puristi del disco” e altrettanto se non di più per chi desiderava il gioco da tanto, ma non era mai riuscito ad ottenerlo.

Una piccola nota è che vi è una differenza tra la versione originale giapponese e quelle europea/americana: Il piano posteriore dell’ultimo labirinto della storia richiede un oggetto particolare che, nelle versioni successive a quella del sol levante ha una possibilità di essere trovato molto al disotto dell’1%, ma possiedono un labirinto extra, chiamato Demon Shaft. L’ultimo temine viene spesso usato in inglese per indicare in maniera particolarmente volgare come si abbia ricevuto un risultato particolarmente negativo o svantaggioso dal lavoro di altri, quando in realtà l’ironia vuole che si tratti di una cosa positiva

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