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8 Febbraio 2023 14:55
8 Febbraio 2023 14:55

Lavoro. L’ occupazione vola al massimo dal 1977

L’Istat calcola che il tasso di occupazione sia al 60,5%, mentre la disoccupazione scende al 7,8% e il tasso di inattività scende al 34,3 per cento.

Probabilmente nel 2016 Checco Zalone mentre girava il film “Quo Vado e diceva che “Il posto fisso è sacro” non avrebbe mai potuto immaginare che sarebbe stato proprio il posto fisso ad ottobre 2022 a spingere il mercato del lavoro in Italia ai massimi da 45 anni con gli occupati che sfondando quota 23,23 milioni superando il livello record di giugno 2019. Con oltre 15,2 milioni di persone assunte a tempo indeterminato, l’Istat calcola che il tasso di occupazione sia al 60,5%, mentre la disoccupazione scende al 7,8% e il tasso di inattività scende al 34,3 per cento.

La ripresa però permane a macchia di leopardo come dimostrano le criticità per gli autonomi che segnano un ulteriore calo di occupati, mentre dopo il boom post Covid diminuiscono i contratti a tempo. A fare da traino è stata quindi la crescita del lavoro stabile e l’occupazione fra gli over 50 (+135mila), mentre tra gli under 35 sono andati persi 34mila posti rispetto a settembre e circa 20mila nella fascia tra i 35 e i 49 anni. Nel dettaglio, a ottobre i dipendenti a tempo indeterminato sono risultati 117mila in più su settembre e 502mila in più su ottobre 2021; in generale, nel giro di un anno, gli occupati sono quasi 500mila in più (+82mila occupati su settembre). E se nel complesso i dipendenti sono aumentati di 99mila unità su settembre e di 467mila su ottobre 2021 – raggiungendo nel mese i 18,24 milioni – va registrata la flessione dei “dipendenti a termine”: a ottobre erano 2,98 milioni, 35mila in meno rispetto al 2021.

La ripresa delle assunzioni a tempo indeterminato è sicuramente un segnale positivo e incoraggiante secondo i sindacati, ma ribadiscono il “no” all’idea del Governo di reintrodurre i voucher. Per la Uil si tratta di “un positivo ampliamento della distanza tra lavoro stabile e lavoro instabile” e per questo chiede per quale motivo il governo in una fase in cui il “sistema produttivo sta maggiormente investendo nella buona occupazione” abbia intenzione di “invertire questa rotta positiva con la reintroduzione a tutto campo, come si legge nello schema della prossima legge di Bilancio, del voucher che è uno strumento che amplia diseguaglianze sociali e aumenta il rischio di povertà lavorativa“. Si dice preoccupato anche Giulio Romani segretario confederale della Cisl : “Abbiamo davanti a noi mesi in cui le difficoltà internazionali potrebbero frenare la nostra economia, pertanto chiediamo al governo maggiori sforzi su politiche espansive per il rilancio degli investimenti e della crescita e un sempre maggiore impegno su scuola e formazione a tutti i livelli“.

Confesercenti rimarca come per i lavoratori autonomi si sia registrato “un nuovo calo, per complessive 37mila unità in due mesi”, chiedendo al governo “provvedimenti e risorse mirati alla tutela dell’occupazione imprenditoriale”. Per la confederazione, però, sono positivi il ritorno dei voucher e “un primo passo nella direzione del taglio del cuneo fiscale, anche se bisogna procedere verso una riduzione più generale del costo del lavoro”. Sulle agevolazioni per le assunzioni di giovani, in particolare, la Confesercenti suggerisce di proseguire in prospettiva con la “staffetta generazionale” a fronte di pensionamenti anticipati, ma “servono misure mirate a rinforzare il sistema di formazione e delle politiche attive, indispensabili per garantire una maggiore e più qualificata occupazione, insieme ad una formazione mirata per l’avvio di nuove imprese“. 

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