LA PROCURA DI BARI ACCENDE I RIFLETTORI, SULL’OSPEDALE COVID ALLA FIERA DEL LEVANTE

LA PROCURA DI BARI ACCENDE I RIFLETTORI, SULL’OSPEDALE COVID ALLA FIERA DEL LEVANTE

La Procura di Bari ha chiesto che venga controllata la regolarità delle procedure per accertare se siano state rispettate le norme analizzate le procedure di affidamento dei lavori e i costi di realizzazione per un’opera tanto imponente, realizzata senza gara d’appalto pubblica in così breve tempo per via dell’emergenza sanitaria.

di REDAZIONE CRONACHE

L’inchiesta è stata avviata dal procuratore aggiunto Alessio Coccioli, coordinatore del pool di magistrati della Procura di Bari che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione. Al momento nel fascicolo non ci sono indagati ed ipotesi di reato specifiche. Saranno le indagini delegate dalla Procura di Bari ai Carabinieri del Nas ed alla Guardia di Finanza, di effettuare i necessari accertamenti a stabilirlo.

La Procura intende fare chiarezza sui reali motivi del raddoppio dei costi, le modalità di affidamento dell’appalto alla Cobar- Item Oxygen, aggiudicataria dell’appalto e se siano stati rispettati tutti gli standard previsti dalla normativa nell’impiantare un’ospedale Covid alla Fiera del Levante, struttura consegnata lo scorso 16 gennaio, ma a distanza di un mese non ancora attivata e quindi vuota ed inutilizzata.

Il procuratore aggiunto Alessio Coccioli

 Il procuratore aggiunto Coccioli ha incaricato gli investigatori di acquisire i documenti necessari dal Policlinico e dagli uffici della Regione Puglia per approfondire la vicenda, che era stata oggetto di un’ispezione conoscitiva dalla delegazione dei consiglieri regionali pugliesi di Fratelli d’ Italia, guidata dall’ eurodeputato Raffaele Fitto e dal deputato barese Marcelo Gemmato. Il magistrato ha chiesto che venga controllata la regolarità delle procedure per accertare se siano state rispettate le norme analizzate le procedure di affidamento dei lavori e i costi di realizzazione per un’opera tanto imponente, realizzata senza gara d’appalto pubblica in così breve tempo per via dell’emergenza sanitaria. “Sono certo che la magistratura farà chiarezza sulla spesa di danaro pubblico, ma è evidente il fallimento politico ed amministrativo, in primis del presidente Michele Emiliano” ha commentato l’onorevole Marcello Gemmato , coordinatore regionale pugliese di Fratelli d’Italia.

l’eurodeputato Raffaele Fitto di Fratelli d’ Italia

I costi per la realizzazione dell’ ospedale temporaneo all’interno di tre padiglioni della Fiera del Levante, requisiti nel novembre scorso dalla Prefettura di Bari per accelerare l’iter, con un costo di affitto 110 mila euro al mese, vennero stimati in circa 9 milioni di euro, successivamente lievitati in oltre 17 milioni per dotare l’ospedale di altri reparti e di due sale operatorie realizzati in 45 giorni, prevede 152 posti di terapia intensiva, sub-intensiva e medicina Covid, che come dicevamo non sono stati ancora attivati e peraltro al momento sono privi di personale.

Sulla gestione dell’ ospedale affidata al Policlinico di Bari, che prevede di accogliere i primi pazienti a fine febbraio, vi sono ancora alcuni problemi da sciogliere: quello principale riguarda il personale, poichè al momento non vi è personale sufficiente costringendo il governatore Emiliano ed il suo “fido” assessore Lopalco ad autorizzato il commissario del Policlinico, Vitangelo Dattoli, a contrattualizzare persino eventuali medici e infermieri provenienti da altri Stati. Una vera e propria “caccia al personale”.

Ma vi sono sono da effettuare anche i collaudi necessari a partire da quelli dei gas medicali. Il centro Covid in fiera seppure consegnata lo scorso 16 gennaio durante una cerimonia pubblica con il solito taglio del nastro a favore di telecamere dal governatore Emiliano che sembra vivere per i flash della stampa e televisione , in realtà inizierà ad accogliere i primi pazienti tra un paio di settimane.

Ma il vero problema che è quello del personale. Per una struttura dotata di 154 posti letto occorrono almeno tre infermieri ed un medico per ogni posto, il che significa conseguentemente la necessità di una nuova forza lavoro di almeno 600 operatori sanitari. Il commissario Dattoli ha deciso di trasferire temporaneamente in Fiera cinque reparti con tutto il personale, e verranno trasferiti i posti letto di terapia intensiva, terapia intensiva respiratoria, nefrologia e quelli di area internistica relativi alle unità operative di Medicina Interna Murri ospedaliera e Medicina Interna Baccelli. Quindi parlare di posti nuovi a disposizione al momento non corrisponde alla realtà.

I posti letto di terapia intensiva che verranno attivati inizialmente saranno 14, successivamente al massimo 28, con una spesa di 17 milioni di euro ! Non è un caso che i rappresentanti dei medici ed infermieri sono in agitazione, in particolare gli anestesisti che sono scettici e contrari all’attivazione dell’ospedale in Fiera, che secondo loro creerà più problemi di quanti la Regione pensa possa, invece, risolverne.

Sulla base della delibera approvata dalla giunta regionale guidata da Michele Emiliano, spetta al Policlinico di Bari gestire la struttura, ed assicurare anche il personale necessario a far fronte all’assistenza prioritaria ai pazienti affetti da Covid.

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