La politica tenga giù le mani dalla Banca Popolare di Bari

La politica tenga giù le mani  dalla Banca Popolare di Bari

La politica dentro una banca genera il rischio di sperperare risorse. I soldi pubblici per aiutare davvero le imprese (tutte, non solo quelle vicine al politico di turno), vanno spesi per rendere più efficiente la Pubblica Amministrazione e renderla amica del cittadino, anche con giusti incentivi economici a favore degli impiegati della Pubblica Amministrazione

di ANTONIO PINTO

Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, dopo 5 anni di disinteresse verso 70.000 azionisti truffati e azzerati nei loro risparmi, ha riferito che “la Regione chiede di entrare nel capitale sociale della Banca Popolare di Bari con 60 milioni di euro, per poter dare serenità e certezze agli imprenditori pugliesi che intendono lavorare con questa banca”.

Il rieletto Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano

Questo progetto del Presidente Emiliano è inaccettabile per i 70.000 azionisti e per le loro famiglie per le seguenti ragioni:

1)      il Presidente Emiliano vorrebbe spendere ben 60 milioni di euro pubblici per avere voce in capitolo all’interno della BPB e rischiare così di continuare nello stesso sistema di gestione che ha causato il crollo: ossia soldi prestati a imprese, persone e progetti che non avevano reale merito creditizio, ma avevano solo relazioni giuste. Come giustamente ha dichiarato Visco il Governatore della Banca d’Italia: “L’esperienza delle gestioni bancarie pubbliche è stata spesso caratterizzata per gravi inefficienze nei processi di allocazione delle risorse e inoltre non va dimenticato che più che del supporto di una grande banca pubblica, l’economia italiana beneficerebbe innanzitutto di una pubblica amministrazione efficiente”.

Anche noi pensiamo che la politica dentro una banca genera il rischio di sperperare risorse. E che i soldi pubblici per aiutare davvero le imprese (tutte, non solo quelle vicine al politico di turno), vadano spesi per rendere più efficiente la Pubblica Amministrazione e renderla amica del cittadino, anche con giusti incentivi economici a favore degli impiegati della Pubblica Amministrazione.

2)      Di chiunque sia la proprietà di una banca, questo non cambia le regole di gestione e di erogazione del credito: pertanto, è irrilevante che vi sia o non vi sia la Regione fra i proprietari. Comunque i soldi potranno esser concessi solo in base alla stringente disciplina vigente e non in base alla discrezionalità della governance.

3)      Il piano industriale attuale, redatto da persone oneste e competenti quali sono i Commissari della BPB, grazie al lavoro di tutte le Associazioni dei consumatori pugliesi, prevede formalmente – fra gli altri elementi – che la nuova governance istituisca un tavolo di conciliazione nel quale esaminare le posizioni degli azionisti truffati, al fine di valutare e risarcire le posizioni di chi dimostri di aver subìto violazioni di regole in sede di vendita delle azioni.

E’ su questa iniziativa che una Regione seria avrebbe dovuto sostenere in tutti i modi gli azionisti. Avrebbe dovuto.

*presidente Federconsumatori Puglia

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