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6 Ottobre 2022 16:56
6 Ottobre 2022 16:56

La Milano by-night schiava di droga e sesso

La modella è arrivata l’anno scorso dal Brasile, a 21 anni: sognava una carriera nella capitale mondiale della moda ed ha creduto alle promesse di uno dei tanti squallidi pr milanese 42enne, divenuto il suo compagno. Ma subito dopo i festini a base di droghe, i pestaggi, i rapporti imposti con altri uomini. Ma la persecuzione continua con la complicità della lentezza della giustizia

Si è appena chiuso il capitolo delle feste a base di droghe e sesso sulla Terrazza Sentimento organizzate dall’ imprenditore milionario Alberto Genovese, fondatore del sito Facile.it, che se ne sta per aprire un’altro grazie alla denuncia presentata venerdì scorso in procura a Milano dagli avvocati di una ragazza 22 anni, che lavorava come modella. “Sono vittima delle minacce e della droga. Mi ha somministrato benzedrina. Ho una lesione al naso, per la cocaina. Mi ha convinto a filmare i nostri rapporti sessuali: ha minacciato di inviare i video alla mia famiglia” .

E questa è la sua storia, rivelata dal Corriere della Sera. “Ho origini italiane. Nel marzo 2021 ho deciso di venire a Milano proprio per avviare la procedura della cittadinanza. Una conoscente mi ha fatto il nome di quest’uomo”. Un 42enne, attivo anche come pr nel giro delle agenzie di modelle. La base della presunta persecuzione è un appartamento in una bassa palazzina di una zona residenziale. A pochi metri, un’agenzia di casting. Adesso sarà il pm, insieme alle forze dell’ ordine, ad indagare sui fatti denunciati ed accertare gli eventuali reati. Leggendo la denuncia, è plausibile ipotizzare un giro stratificato, ampio, che presenta varie analogie con gli orrori di “Terrazza Sentimento” e dell’imprenditore Alberto Genovese. Ma appunto come dicevamo prima lo accerteranno gli investigatori.

il p.r. Daniele Leali ed Alberto Genovese

Anche nello scandalo di Genovese c’era un p.r. al centro di tutti i racconti delle donne che partecipavano al party, come raccontava un anno fa il quotidiano La Repubblica (vedi qui) Una di loro, che chiameremo Natasha, ne ha delineato il ruolo: “C’era della droga alla festa – ha messo a verbale – ad un certo punto, c’erano due piatti a disposizione per tutti. Li ha portati vicino al bar Daniele Leali: in uno c’era 2CB, conosciuta come “coca rosa”, e nell’altro “Calvin Klein”, che è chetamina mischiata con cocaina“. Una figura da sensale, almeno secondo la versione della ragazza: “Credo che tutti si aspettassero che Leali la portasse in sala, nessuno si è spaventato o sorpreso della cosa“. Rassicurante, a modo suo. Tanto che Natasha, la notte del brutale stupro dell’amica, lo aveva preso a riferimento, per non correre rischi in quel delirio tossico: “Ho sempre seguito con i miei occhi il braccio destro del Genovese, Daniele Leali, per capire la situazione e se ci si poteva fidare“. Da chiarire che Leali nel processo a Genovese ed alla sua ex-compagna, non è stato mandato a giudizio.

Proseguiamo con il racconto della modella.Lui si è mostrato da subito gentile e premuroso, proponendo di ospitarmi. Mi sono trasferita come soluzione temporanea. Ha presto cominciato a drogarsi davanti a me. Mi ha proposto di provare, fidandomi lui. Diceva che dopo sarei stata meglio… Non saprò mai come sia potuto accadere, ma è successo… Con il trascorrere dei giorni, è nata una relazione. Dopo pochissimo tempo, sono diventata completamente dipendente da lui… Si tratta di una persona ossessionata dal sesso. Io ero disposta a tutto. Lo assecondavo in ogni richiesta anche quando mi convinceva a compiere atti che mai avrei pensato di fare…“.

Dal marzo scorso arriviamo all’estate. “I documenti relativi alla richiesta di cittadinanza non erano pronti, così sono rimasta nell’appartamento. Ha iniziato a parlare di problemi economici. Fino a quel momento, aveva coperto lui ogni tipo di spesa. In quel periodo non potevo lavorare, avevo problemi alla pelle del viso. Ha preso con insistenza a lamentarsi dell’assenza di soldi, accusandomi — e facendomi credere, abilissimo com’è nelle manipolazioni psicologiche — di essere io la responsabile. Ha introdotto la possibilità di invitare degli uomini con i quali avrei avuto dei rapporti. Mi sono rifiutata. Lui insisteva». Trascorrono i mesi. “Non smetteva di acquistare cocaina e ospitare feste. A Milano come a Porto Cervo. Ha cominciato a picchiarmi e minacciare di rivelare che mi drogavo. Ero sotto ricatto. Un giorno mi ha detto di aver fatto sesso con me tutta la notte, ma ero così stordita che non riuscivo a ricordare niente”.

“Non ho denunciato prima per paura: quell’uomo ripeteva che, se avessi deciso di parlare con chiunque, mi avrebbe ucciso. Poi avrebbe distrutto la mia famiglia. E nel caso in cui fossi sparita, scappando, giurava che avrebbe mandato qualcuno a cercarmi” racconta la giovane ragazza.

L’ avvocato Alexandro Maria Tirelli è il legale della ragazza: Una delle situazioni più raccapriccianti della mia carriera. Rivolgo un appello alla Procura affinché voglia eseguire le indagini in maniera tempestiva e chiudere questa infame storia“. La modella aiutata da amici, questa volta veri, ha lasciato l’Italia, racconta “So che altre donne lo hanno denunciato per violenze… Non riesco a dormire, vivo nel terrore. La somministrazione di benzedrina era quasi quotidiana… Così come della droga. La droga mi ha persino impedito di rendermi conto di cosa capitava… Quel problema al naso, per la cocaina, non ho il coraggio di farlo vedere… È riuscito a ottenere il mio nuovo numero. Mi invia dei messaggi: ogni messaggio mi genera angoscia… I soldi dei rapporti sessuali con altri uomini, li ho sempre consegnati a lui: si tratta di 15mila euro. Ha detto che rimango di sua proprietà e che, se mi uccidesse, la sua vita acquisterebbe un senso”.

Ho avuto rapporti sessuali con altri uomini, in sua presenza: mi ha obbligato a prostituirmi. Ha organizzato feste a base di droga e di sesso… Io sono disposta a indicare i nomi di ogni persona coinvolta” conclude la modella italo-brasiliana. Ed ora la Milano by-night, i “modellari” , i p.r. delle discoteche ed agenzie di modelle iniziano a tremare. Il vero dramma è che periodicamente, quasi ciclicamente a Milano accadono gli stessi scandali. A parole tutti dicono di volerla cambiare, ma in realtà, grattacieli a parte non cambia mai niente, E questa è la Milano da vomitare. Non quella da bere.

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