La Gazzetta del Mezzogiorno è fallita

La Gazzetta del Mezzogiorno è fallita

Il Tribunale chiaramente ha dovuto emettere due sentenze separate per ognuna delle due società Edisud e Mediterranea, dichiarato il fallimento «provato lo stato di insolvenza», causato da una “forte prevalenza dei costi rispetto ai ricavi” e per Edisud “esposizioni debitorie superiori a 40 milioni di euro” mentre a carico della Mediterranea “debiti complessivi superiori a sette milioni di euro” per la società Mediterranea. Nel frattempo qualcuno aveva provato ad impossessarsi del marchio LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO depositandolo stranamente lo scorso 22.05.2020

ROMA – Il collegio giudicante della IV sezione civile del Tribunale di Bari presieduto dalla dott.ssa Raffaella Simone ha dichiarato oggi il fallimento di Edisud e Mediterranea, rispettivamente società editrice e proprietaria della testata giornalistica La Gazzetta del Mezzogiorno, disponendo al tempo stesso l’esercizio provvisorio, dunque assicurando la continuità dell’attività di impresa per consentire la regolare uscita del giornale.

Il Tribunale Fallimentare di Bari hanno quindi recepito ed accolto la richiesta avanzata dalla Procura di Bari un mese fa rappresentata dal procuratore aggiunto Roberto Rossi che coordina l’inchiesta sulle società fallite, che hanno accumulato complessivamente debiti per circa 50 milioni di euro.

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Nominati i curatori per le due società: per la Edisud prof. Michele Castellano e dott. Gabriele Zito; per la società Mediterranea è anche proprietaria dell’immobile della sede di via Scipione l’Africano e concessionaria per la raccolta pubblicitaria, nominati l’ Avv. Paola Merico e dott. Rosario Marra .

La dr.ssa Simone presidente del collegio giudicante ha così motivato la sua decisione di fallimento della Edisud : “La prosecuzione dell’attività imprenditoriale, finalizzata all’esclusione del danno grave per i dipendenti e la comunità che usufruisce dei servizi editoriali potrebbe risultare non negativa anche per i creditori, potendosi fondatamente presumere che l’interruzione dell’attività riduca il valore del complesso aziendale, che, in costanza di esercizio, potrebbe essere più favorevolmente collocata sul mercato“.  aggiungendo che “presentava una situazione debitoria rilevante (40,4 milioni) e i ricavi degli ultimi tre esercizi erano inidonei per far fronte alla situazione debitoria. I crediti sono per la maggior parte nei confronti della controllata Mediterranea che non appare essere in grado di far fronte ai propri impegni tanto da non pagare i debiti verso la controllante Edisud“.

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Motivazione pressochè identica si legge nel provvedimento sul fallimento della Mediterranea, a firma della giudice Paola Cesaroni, che chiarisce come l’esercizio provvisorio serve ad “evitare nell’immediato l’interruzione della pubblicazione della testata giornalistica“.

Il Tribunale chiaramente ha dovuto emettere due sentenze separate per ognuna delle due società Edisud e Mediterranea, dichiarato il fallimento «provato lo stato di insolvenza», causato da una “forte prevalenza dei costi rispetto ai ricavi” e per Edisudesposizioni debitorie superiori a 40 milioni di euro mentre a carico della Mediterraneadebiti complessivi superiori a sette milioni di euro per la società Mediterranea.

L’esercizio provvisorio concesso alla Mediterranea è stato motivato dal Tribunale fallimentare per “evitare nell’immediato l’interruzione della pubblicazione della testata giornalistica». Il Tribunale ha quindi fissato udienze per le adunanze dei creditori per l’esame dello stato passivo per i prossimi 24 e del 26 novembre 2020 .

Nella sentenza con cui è stato dichiarato il fallimento di Edisud, il collegio presieduto dalla giudice dr.ssa Raffaella Simone ha chiarito che “non può tenersi conto di ulteriore documentazione, irritualmente trasmessa all’ufficio giudiziario da terzi che non rivestono il ruolo di parte nel presente procedimento fallimentare”. Chiaramente eventuali proposte di acquisto passeranno al vaglio dei curatori, come quella di Tosinvest (holding della famiglia Angelucci che già controlla il quotidiano LIBERO – n.d.r. ) ed altre eventuali che potrebbero arrivare nei prossimi giorni, ma che non potranno anticipare tempi e procedure fissate dal diritto fallimentare.

la registrazione “abusiva” del marchio LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

Nel frattempo abbiamo scoperto qualcosa di insolito. E cioè che qualcuno, lo scorso 22 maggio 2020, in pieno periodo pre-fallimentare (e quindi soggetto a revocatoria) ha provato a registrare ed impossessarsi del marchio de LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO che sinora non era mai stato registrato. Lasciamo volentieri alla magistratura ed ai curatori della società MEDITERRANEA proprietaria delle testata giornalistica accertare la legittimità di tale registrazione.

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