La corsa alla conquista della Regione Puglia è partita

La corsa alla conquista della Regione Puglia è partita

La campagna elettorale ufficiale, quella vera, dopo mesi di tribolazioni, di trattative, di lavorìo, di manovre sottotraccia, comincia domani. Adesso dovranno imporsi programmi e contenuti dei quali sinora s’è ascoltato solo qualche vago accenno.

Sino all’ultimo minuto sono stati effettuati i più svariati tentativi pur di raggiungere un’alleanza tra Pd e M5s pur di salvare a Roma un barcollante governo Conte e per cercare fermare l’avanzata in Puglia del centrodestra. Inutilmente.

E’ sceso in campo il premier Conte affiancato dal ministro Boccia, gli esponenti nazionali e regionali del Pd, Michele Emiliano si è giocato tutte le carte che aveva promettendo seggiole e poltrone, ma hanno trovato un muro dei grillini, capeggiati dalla candidata Antonella Laricchia. A questo punto non è stato mai neanche tentata una trattativa e riconciliazione con Italia viva che schierano il sottosegretario renziano Ivan Scalfarotto, alleata con Azione di Carlo Calenda e +Europa di Emma Bonino.

Come ben noto si vota anche in Campania, Liguria, Marche, Toscana, Veneto e Val d’Aosta, ma è proprio il voto più osservato in questa tornata elettorale. Mentre Veneto e Liguria sono considerate delle roccaforti del centrodestra, la Toscana e Campania sono più indirizzate in favore del centrosinistra. La competizione regionale nelle Marche è aperta ma la poltrona non è considerata di primo livello, e quindi sarà la Puglia il vero terreno di battaglia nel voto di settembre.

L’alleanza di centrodestra vuol dare la spallata al governo Conte ed in Puglia ha fatto scendere in campo un peso massimo come Raffaele Fitto (in quota FdI) seppure tra non pochi veleni interni, che sembrerebbero smaltiti ma non lo sono .

Nel risultato delle urne si incrociano la pagella assegnata dai pugliesi al governo Emiliano, la prima discesa in campo nelle regionali di Italia Viva, il destino del M5S (in forte crisi), ed la ritrovata alleanza nel centrodestra, seppure fra rapporti di forza fra la leadership di Giorgia Meloni e quella di Matteo Salvini.

I cinque anni di governo del centrosinistra con Emiliano che ha inseguito la rielezione con tenacia, passando da delle “deboli” primarie e si propone per un bis molto difficile ed incerto per il suo futuro politico dovendo affrontare non solo gli ex-compagni renziani, ma anche quello’ ala molto critica del suo operato nel centrosinistra.

Pesano sulle spalle di Emiliano i problemi “bollenti” come agricoltura, e sanità, ed il mancato pieno utilizzo delle risorse europee disponibili . Molto atteso il giudizio dei pugliesi, mentre il governatore ancora una volta si affida ad coalizione-allargata, dopo aver messo in piedi 15 liste tra Pd, liste civiche sotto la sua diretta influenza nella speranza che possano prevalere numericamente sui dem, poiché Emiliano aspira a continuare ad imporre la propria legge.

Molto atteso anche il risultato del M5S che nel 2015 raccolsero il 18%, sfiorando alle politiche del 2018 il 50%, per poi scendere al 30% nelle Europee 2019. Due governi nazionali con alleati prima la Lega e poi il Pd a Roma, contro i cinque anni di dura opposizione a Emiliano, che hanno indotto a rifiutare ogni tipo di alleanza e sostegno al governatore uscente, sostenendo con fermezza la nuova candidatura di Antonella Laricchia. La percentuale di consenso che verrà raccolta potrebbe aumentare i rimpianti di chi sognava l’alleanza col Pd, oppure rafforzare l’autonomia pugliese del M5s, o aprire un confronto interno.

La Puglia è stata la prima regione in cui Matteo Renzi ha deciso di rompere col Pd alle urna elettorali. La candidatura di Scalfarotto può essere valutata come una sorte di incubatore contrapposto al “populista” Emiliano ma la regione pugliese è sopratutto la terra di Teresa Bellanova, la ministra a capo della delegazione di governo renziana. Lo scopo principale è quello di ostacolare Emiliano, ma contemporaneamente estendere la propria proposta politica.

Raffaele Fitto

A destra Raffaele Fitto, dopo qualche anno di pausa, è ritornato sul palcoscenico della politica nazionale e pugliese con ambizioni rinnovate, voluto e fortemente sostenuto da tutto il vertice di Fratelli d’ Italia, riuscendo a schivare i colpi bassi dei suoi uomini passati alla Lega e si è concentrato sulle cinque liste che sostengono la sua candidatura (FdI, Lega, FI, Udc-Nuovo Psi, La Puglia domani) , adottando una strategia contrapposta a quella di Emiliano con lo scopo di arrivare all’esito finale in maniera compatta, consentendo a tutte le liste che lo sostengono di arrivare al necessario 4%.

Raffaele Fitto sta giocando più partite in questa campagna elettorale, oltre all’elezione, è in ballo la guerriglia interna con la Lega, cercando di fare prevalere nell’elettorato il proprio stile più equilibrato e moderato e la sua leadership. Ma altrettanto importante per Fitto rimane l’obiettivo di espugnare una regione da 15 anni “bunker” del centrosinistra. Per il centrodestra nazionale la vittoria in Puglia costituirebbe infatti una vittoria “strategica”, per certi versi forse decisiva a livello nazionale, a partire dalla competizione fra Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

La campagna elettorale ufficiale, quella vera, dopo mesi di tribolazioni, di trattative, di lavorìo, di manovre sottotraccia, comincia domani. Adesso dovranno imporsi programmi e contenuti dei quali sinora s’è ascoltato solo qualche vago accenno. Adesso il potere torna finalmente nelle mani degli elettori.

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