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28 Maggio 2026 03:05

La Cassazione (sezioni unite) rigetta il ricorso sulle decisioni del Cnf e la “querelle” per il rinnovo del COA di Taranto.

Incredibilmente un gruppo di avvocati tarantini che ardevano dal desiderio di spodestare dei loro colleghi eletti democraticamente e legalmente, si era insediato annullando l'elezione di alcuni candidati, arrivando a contestare ed osteggiare persino le decisioni del Consiglio Nazionale Forense ed i decreti del Ministro di Giustizia !

Con l’avvenuto deposito delle motivazioni delle Sezioni Unite Civili della Suprema Corte di Cassazione, che annoverava nella sua composizione ben 4 Presidenti di Sezione (D’ Ascola, Travaglino, Acierno, Giusti) finalmente si mette la parola “fine” e cala il sipario sul contenzioso più squallido e deplorevole intercorso in occasione del rinnovo del Consiglio dell’ Ordine degli Avvocati di Taranto.

Il ricorso era stato presentato dall’ avvocato Fabrizio Nastri e dal suo collega Giovanni Cigliola il quale si era auto-eletto presidente del Consiglio dell’ Ordine degli Avvocati di Taranto, grazie a delle decisioni poco legittime e quindi illegali, in totale conflitto d’interesse adottate dalla Commissione Elettorale. Incredibilmente un gruppo di avvocati tarantini che ardevano dal desiderio di spodestare dei loro colleghi eletti democraticamente e legalmente, si era insediato annullando l’elezione di alcuni candidati, arrivando a contestare ed osteggiare persino le decisioni del Consiglio Nazionale Forense ed i decreti del Ministro di Giustizia !

Un operato che ha indotto anche la procura di Taranto ad aprire un fascicolo d’indagine culminato in un imputazione dinnanzi al Gup del Tribunale di Taranto dr. Benedetto Ruberto che ha fissato per il prossimo 13 settembre l’udienza preliminare per 4 avvocati componenti della commissione elettorale per l’elezione del consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Taranto. Secondo l’impianto accusatorio del pm dr. Francesco Sansobrino, quattro avvocati del foro jonico e cioè Antoniovito Altamura presidente uscente del COA di Taranto (difeso dall’ avv. Andrea Silvestre) , Alfonso Favatà (difeso dall’ avv. Filiberto Catapano Minotti) , Antonietta Sgobba (difesa dagli avvocati Giuseppe Fornari e Lorena Morrone entrambi del Foro di Milano), e Fabrizio Nastri (difeso dall’ avv. Salvatore Di Fonzo), secondo la procura di Taranto “in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto” avrebbero comunque fatto parte e condizionato con il loro voto la commissione che doveva vagliare le candidature.

Le Sezioni Unite hanno ritenuto infondato il primo motivo proposto dall’ Avv. Fabrizio Nastri e dall’ Ordine degli Avvocati di Taranto (presidenza Cigliola n.d.r.) sul difetto di “potestas iudicandi” del Consiglio Nazionale Forense. Sono stati ritenuti infondati anche il secondo e terzo motivo relativi all’ annullamento della proclamazione du tutti gli eletti. Infondato anche il quarto motivo relativo ai poteri della commissione elettorale nell’ambito del procedimento elettorale degli ordini forensi. Anche il quinto motivo di ricorso sul conflitto di interessi dei componenti della Commissione elettorale è stato ritenuto infondato.

Nel caso di specie ed in oggetto i componenti della Commissione elettorale (presieduta dal presidente uscente del CA di Taranto, avv. Antonio Altamura) avevano per Legge “l’obbligo di segnalare la situazione del conflitto di interesse e di astenersi dalla partecipazione al procedimento ed alla votazione”.

Infondati anche il sesto e settimo motivo di ricorso (sulla candidabilità ed eleggibilità dei resistenti Di Maggio, Orlando, Donvito e Comegna, così come l’ ottavo motivo di ricorso dell’ Avv. Nastri sull’inammissibilità del reclamo incidentale proposto dinnanzi al Consiglio Nazionale Forense dal medesimo avvocato Nastri.

Resta da chiedersi chi pagherà e con quali soldi i difensori romani comparsi in Cassazione…..

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