L’ Italia riparte. Speriamo bene…

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La firma alla fine è arrivata. dopo una lunghissima trattativa con le Regioni. il presidente del Consiglio ha firmato il Dpcm con le misure per la fase 2 che saranno in vigore da lunedì 18 maggio

ROMA – E’ stato firmato oggi alle 18.15 dal presidente del consiglio l’ennesimo Dpcm, cioè decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, che si compone di 21 pagine (che diventano 141 con gli allegati) e, oltre alla firma del Premier Conte, porta quella di Roberto Speranza, ministro dela Salute.  che indica le riaperture a partire dal 18 maggio, nell’ambito della “fase 2” della lotta all’epidemia Covid19.

Giuseppe Conte nella conferenza stampa nel cortile di Palazzo Chigi

Il Governo, d’intesa con le Regioni (ad eccezione della Regione Campania) , consente l’apertura delle attività produttive, lasciando però una delega alle Regioni e alle province autonome che «possono stabilire una diversa data in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori». Il provvedimento di Palazzo Chigi conferma il calendario delle riaperture a partire dal 18 maggio 2020 fino al 15 giugno 2020 di cui il premier aveva parlato nella conferenza stampa di sabato sera.

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ospite in tv della trasmissione “In mezz’ora in più” di Lucia Annunziata , ha preso le distanze dal Governo precisando infatti di non aver firmato l’accordo Stato-Regioni  “perché sulle linee generali della sanità serve il parere del ministero della Salute, le responsabilità delle norme di sicurezza non possono essere scaricate sulle Regioni“. De Luca attende decisione governativa che per poter emettere la sua ordinanza con la quale accogliere le misure nuove, pure concordate con le Regioni, e che dovrebbero entrare in vigore domani.

DPCM-17-05-2020-firmato

De Luca parlando della riapertura delle frontiere il 3 giugno, ha commentato: “Non so che significa ‘liberare tutti’, io ragionerò il 2 giugno sera vedendo la situazione epidemiologica reale”. Il presidente campato ha quindi lodato la “straordinaria efficienza” della Campania, che durante l’emergenza ha anticipato decisioni del governo.

Vincenzo De Luca. Governatore della Regione Campania

La Campania viene rapinata ogni anno di 300 milioni di euro dallo Stato

“La Campania è la Regione d’Italia che ha meno risorse fra tutte le Regioni nel fondo sanitario nazionale“, ha aggiunto il governatore. “Non tutti sanno – ha aggiunto – che la Campania riceve pro capite ogni anno 45 euro in meno rispetto a un cittadino del Veneto, 40 euro in meno della Lombardia, 60 euro in meno rispetto all’Emilia Romagna, 30 euro in meno rispetto al Lazio. La Campania viene rapinata ogni anno di 300 milioni di euro dallo Stato centrale”.

Gli ultimi ad aprire sulla base delle norme contenute nel decreto, saranno i cinema ed i teatri , per i quali rimarranno i vincoli anti-assembramento di massimo 200 persone negli spazi chiusi e mille all’aperto, salvo eventuali deroghe adottate da norme regionali.

Il nuovo decreto stabilisce all’articolo 1 che chi ha un’infezione respiratoria caratterizzata da una febbre maggiore di 37,5 gradi «deve rimanere presso il proprio domicilio» e contattare il proprio medico curante. Il Dpcm stabilisce inoltre anche che che anziani e malati cronici debbano restare a casa «salvo necessità».

Il Dpcm dà anche semaforo verde per quanto riguarda i DPI, cioè i dispositivi di protezione individuale, per la popolazione in genere a quelle fatte in casa, sartorie ecc. . Indossare una mascherina diventa obbligatorio nei luoghi pubblici chiusi e sui mezzi di trasporto, salvo eventuali diverse indicazioni più restrittive previste dagli enti locali territoriali . Il premier  durante la conferenza stampa del 16 maggio, aveva già spiegato che non è necessario indossarla all’aperto, se non ci si trova in un contesto affollato. Inoltre I bambini al di sotto dei sei anni, non devono indossare la mascherina

Cosa cambia per i bar e ristoranti

Le attività delle strutture ricettive vanno svolte a condizione che venga garantito il mantenimento del distanziamento sociale, assicurando negli spazi comuni la distanza interpersonale di sicurezza di un metro  con le linee guida, i protocolli e le linee guida adottati dalle regioni, funzionali a prevenire o ridurre il rischio di contagio, tenuto conto delle diverse tipologie di strutture ricettive.

I protocolli o linee guida riguardano in ogni caso: 1) le modalità di accesso, ricevimento, assistenza agli ospiti; 2) le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate per le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione; 3) le misure igienico-sanitarie per le camere e gli ambienti comuni; 4) l’accesso dei fornitori esterni; 5) le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive; 6) lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione dei clienti; 7) le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire all’interno delle strutture ricettive e negli eventuali spazi all’aperto di pertinenza. 

Sale scommesse, bingo, discoteche, centri benessere e i centri culturali restano chiusi

Restano sospese le attività anche dopo il 18 maggio di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e “locali assimilati” . Lo stesso vale anche per le discoteche e le sale da ballo.

Rimangono sospese le attività di centri benessere, centri termali (ad eccezione dell’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali e sociali. 

Con le misure di prevenzioni il numero massimo di spettatori sarà di 1.000 persone per gli spettacoli all’aperto e di 250 per ogni singola sala (con mascherina e senza vendita di popcorn o bibite). Restano sospese “le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, le fiere  e i congressi“.

Confermata la sospensione dei servizi educativi e delle attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, fino a università e master, dal 20 maggio potranno riprendere i corsi e le prove per le patenti di guida.

Ecco come si viaggia

Non sono soggetti ad alcuna limitazione a decorrere dal 3 giugno 2020, fatte salve le limitazioni disposte per specifiche aree del territorio nazionale nonché le limitazioni disposte in relazione alla provenienza da specifici Stati e territori,  gli spostamenti da e per i seguenti Stati: a) Stati membri dell’Unione Europea; b) Stati parte dell’accordo di Schengen; c) Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord; d) Andorra, Principato di Monaco; e) Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano. 

Dal 3 al 15 giugno 2020, restano vietati gli spostamenti da e per Stati e territori diversi da quelli indicati salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Previsto un isolamento fiduciario per chi arriva dall’estero prima del 3 giugno

Chi arriva in Italia dall’estero prima del 3 giugno ad esempio per motivi di necessità e urgenza, oppure di salute, dovrà sotoporsi a 14 giorni di isolamento fiduciario anche se è asintomatico e anche se è arrivato a bordo della propria auto privata. Nel Dpc si legge che tali persone, “sono obbligate a comunicare immediatamente al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio il loro arrivo e «sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora preventivamente indicata».

Messe e funzioni religiose dal 18 maggio

L’accesso in chiesa, in sinagoga e negli altri luoghi di culto è consentito solo a condizione del rispetto della distanza di almeno un metro e di una serie di disposizioni volte a evitare assembramenti e contatti a rischio. Nel testo definitivo del provvedimento sulle riaperture si legge che “Le funzioni religiose con la partecipazione di persone, si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal governo e dalle rispettive confessioni».

Per quanto riguarda le messe cattoliche, i fedeli potranno accedere solo se muniti di mascherina, secondo percorsi differenziati di entrata e uscita e una volta entrati dovranno rimanere nel posto a loro assegnato, rispettando la distanza minima di un metro l’uno dall’altro.

Sarà quindi il sacerdote ad avvicinarsi per l’eucaristia, lasciando scivolare l’ostia nelle mani di chi la richieda. Vietato ogni contatto fisico tra le persone raccolte in preghiera, compresa la stretta di mano come segno di pace. Le chiese dovranno essere sanificate quotidianamente, e più volte al giorno nel caso in cui ospitino più di una funzione.

Dal 25 maggio potranno riaprire anche palestre e piscine, ma le Regioni potranno anticipare o posticipare le aperture. Tra le nuove regole fissate, un metro di distanza nelle docce, l’obbligo di disinfettare sdraio, lettini e ombrelloni ad ogni cambio di persona o nucleo familiare, la possibilità di misurare la temperatura a tutti, una “densità di affollamento” in vasca calcolata con un indice di “7 metri quadrati di superficie a persona“. Stesso spazio deve essere garantito nelle aree solarium. E per chi vuole andare in spiaggia, 10 metri quadrati per ombrellone e almeno 1 metro e mezzo di distanza tra i lettini.

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