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29 Gennaio 2026 21:28

L’ ILVA paga regolarmente gli stipendi. Domani gli operai protesteranno con il premier Renzi alla Fiera del Levante

Oggi l ‘ILVA  ha erogato regolarmente gli stipendi con ogni competenza dovuta ai dipendi  dello stabilimento siderurgico di Taranto. A comunicarlo via e-mail agli stessi dipendenti  è stata la stessa azienda, che ha pubblicato anche una breve nota sul portale interno aziendale. La comunicazione è firmata da Enrico Martino, il  responsabile delle Risorse umane del gruppo ILVA,  Il pagamento  è stato possibile «grazie all’impegno profuso dal commissario straordinario  –  si precisa  – che ha permesso di ottenere ad oggi la prima tranche del prestito ponte da parte delle banche», per un importo di circa 125 milioni di euro.

Quindi i dipendenti dello stabilimento ILVA di  Taranto «vedranno accreditate sui propri conti le rispettive spettanze, con regolare valuta, al 12 settembre, al più tardi con visibilità lunedì 15 settembre». . Nel frattempo però  il coordinamento provinciale di Taranto  dell’Usb  (l’ Unione sindacale di base – n.d.r. ) conferma lo sciopero di 24 ore indetto per domani per i lavoratori dello stabilimento ILVA e degli appalti e organizza una manifestazione di protesta a Bari in occasione dell’inaugurazione della Fiera del Levante e dell’arrivo del presidente del consiglio Matteo Renzi. Gli autobus con gli operai partiranno alle ore 10.30 alla volta di bari, dalla Concattedrale di Taranto.

«Il Governo – riporta un volantino del sindacato – 26 mesi fa si impegnò a tutelare ambiente, salute e lavoro, da allora si sono succeduti tre presidenti del Consiglio, una decina di ministri, una settantina di segretari e sottosegretari. Il risultato lo conosciamo tutti: ambiente devastato, salute rubata e ora ci scippano anche il lavoro». L’Usb contesta inoltre  che gli interventi previsti dall’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) «al punto di partenza, impianti fatiscenti, stipendi a rischio tutti i mesi o come nel caso dei lavoratori dell’appalto, diverse mensilità arretrate. L’unica grossa opera finora realizzata è la copertura, ma non di certo dei parchi minerali. Hanno solo coperto i lavoratori e i cittadini di chiacchiere». Mentre a Genova «i colleghi entravano col trattore in Prefettura, qui a Taranto per protestare – ricorda il sindacato di base – qualcuno si faceva visitare dal collega. Tiriamo fuori la dignità, ribelliamoci e chiediamo il conto a 26 mesi di bugie e ingiustizie, a 26 mesi di isolamento, il governo si deve prendere le proprie responsabilità. Cacciate fuori i soldi. Senza soldi – conclude l’Usb – non si risana, non si tutela l’ambiente, non si lavora sicuri. Senza soldi si chiude».

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