L’ ex pm Savasta della procura di Trani condannato in appello

L’ ex pm Savasta della procura di Trani condannato in appello

Accusa di falso per lavori ampliamento di masseria a Bisceglie: non dichiarò piscina. Nell’ambito della stessa vicenda Savasta è stato assolto nelle scorse settimane dall’accusa di concussione e sarà processato a partire da luglio insieme con familiari, soci e tecnici comunali per lottizzazione abusiva e violazione del codice dei beni culturali e del paesaggio.

La Corte di Appello di Lecce ha confermato nella tarda mattinata di ieri la condanna a 2 mesi di reclusione (pena sospesa e non menzione) per falso nei confronti dell’ex pm di Trani Antonio Savasta, nei mesi scorsi trasferito come giudice a Roma.  Si tratta di uno dei procedimenti penali relativi alla trasformazione di una antica masseria di Bisceglie in resort di lusso. Il Procuratore Generale della Corte di Appello di Lecce aveva in udienza chiesto la conferma della sentenza di primo grado.

L’accusa di falso riguarda l’aver falsamente dichiarato dinanzi ad un notaio in due diverse occasioni (nel 2009 e nel 2010) di non aver fatto costruire una piscina, per la cui realizzazione sarebbe stata necessaria specifica autorizzazione edilizia. Nell’ambito della stessa vicenda Savasta è stato assolto nelle scorse settimane dall’accusa di concussione e sarà processato a partire da luglio insieme con familiari, soci e tecnici comunali per lottizzazione abusiva e violazione del codice dei beni culturali e del paesaggio.

QUESTA LA SENTENZA DI 1° GRADO CONFERMATA IERI IN APPELLO

 

L’ abuso edilizio contestato all’ex pm di Trani realizzato in concorso con famigliari, tecnici e funzionari pubblici, è relativo alla trasformazione urbanistico-edilizia della Masseria, “immobile di interesse storico, ambientale e paesaggistico, sul quale – riporta imputazione – vigeva divieto assoluto di nuove costruzioni, demolizioni e trasformazione, in una struttura turistico alberghiera” attraverso la realizzazione sprovvista delle previste necessarie  senza autorizzazioni “di rilevanti modifiche ed ampliamenti”.

Questa non è l’unica vicenda giudiziaria sulla  masseria San Felice che vede coinvolto Savasta, giudicato  da Lecce per ragioni di competenza, nate in seguito alle  controversie fra Antonio Savasta e l’imprenditore barlettano Giuseppe Dimiccoli, attivo nel settore dell’abbigliamento, che nel 2005 acquistò insieme al magistrato la  masseria.

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