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13 Settembre 2026 23:30

Jacques Moretti arrestato per violenze sulla moglie Jessica

Le ferite riportate dalla donna hanno richiesto il ricovero in ospedale, riferiscono i media. I legali: "Presunte violenze riguardano la vita privata"

L’imprenditore corso  Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation a Crans-Montana, è stato arrestato e si trova attualmente in carcere per violenza nei confronti della moglie Jessica Maric. Lo rende noto Rts citando proprie fonti, secondo le quali Moretti è accusato di aver aggredito fisicamente la moglie. L’episodio sarebbe avvenuto nella notte tra l’11 e il 12 agosto nella loro abitazione nel Vallese. Jacques Moretti e sua moglie Jessica sono tra i sedici imputati per il rogo di Capodanno e sono, accusati, tra le altre cose, di omicidio colposo, incendio doloso per negligenza e lesioni personali gravi.

Contattato dalla televisione ‘Leman Bleu’, l’avvocato Patrick Michod, difensore di Jacques Moretti, non ha risposto alla richiesta di chiarimenti sull’accaduto. A inizio agosto il Tribunale cantonale vallesano per le misure coercitive aveva prorogato di tre mesi le misure cautelari nei confronti della coppia, tra cui l’obbligo di presentarsi quotidianamente presso una stazione di polizia.

Secondo l’emittente televisiva ginevrina Leman Bleu, le ferite riportate da Jessica Maric hanno richiesto il ricovero in ospedale. Al momento non è noto se la donna sia stata dimessa. Le presunte violenze di Jacques Moretti nei confronti della moglie Jessica “sono fatti oggetto di un’indagine separata” rispetto a quella sull’incendio di Capodanno e “riguardano esclusivamente la loro vita privata, pertanto non rilasceremo commenti”, hanno dichiarato gli avvocati dei Moretti, in una nota alla stampa. Secondo le scarne informazioni finora emerse, i maltrattamenti fisici commessi da Jacques Moretti avrebbero richiesto l’intervento dei paramedici nella villa di Lens, ai piedi di Crans-Montana, per soccorrere la moglie Jessica e per il suo successivo trasporto in ambulanza in ospedale.

Negli ultimi mesi i Moretti si erano sempre presentati fianco a fianco, nascosti dietro gli occhiali scuri per affrontare il capannello di giornalisti prima di ogni udienza in tribunale. Poi c’erano stati i racconti della loro vita insieme, fatti ai magistrati. “Mio marito ha avuto un’infanzia caotica, è finito per strada a 14 anni. Ha conosciuto la fame. Quando ci siamo incontrati abbiamo desiderato fin da subito la stabilità”, aveva detto Jessica Maric. E dal passato del marito Jacques era emersa una condanna del 2008 persfruttamento aggravato” della prostituzione.

Jacques Moretti nato in Corsica, ma da una ventina d’anni residente nel Canton Vallese, sarebbe stato portato in carcere a Sion. La stessa struttura che, su richiesta dalla procura generale cantonale per l’inchiesta sull’incendio, lo aveva ospitato dal 9 al 23 gennaio. Successivamente il Tribunale lo aveva scarcerato anche grazie al pagamento di una cauzione di 200 mila franchi da parte di un anonimo donatore e suo amico. Al momento non è nota quale sia la contestazione esatta mossa contro «Il Corso», sottoposto a carcerazione preventiva, e quale sia la prognosi rilasciata dai medici per le lesioni subite dalla consorte.

Secondo i legali, la presunta violenza non va confusa con la tragedia del bar Le Constellation, costata la vita a 41 persone tra cui sei ragazzi italiani, ma si inserisce in “un contesto che non può essere ignorato, quello di una prova particolarmente intensa che i Moretti stanno cercando di affrontare insieme dal primo gennaio”.

I coniugi Moretti hanno sinora partecipato a tutti gli interrogatori per cui hanno ricevuto la convocazione da parte degli inquirenti. I prossimi appuntamenti sono stati calendarizzati per il 2 novembre e per il 2 dicembre prossimi. La loro intenzione di restare in Svizzera era stata palesata anche dall’intenzione di riaprire i loro altri due ristoranti in valle: Le Senso, a Crans-Montana, e Le Vieux-Chalet a Lens, vicino all’abitazione della coppia. Con i loro avvocati i Moretti, a inizio agosto, avrebbero valutato l’ipotesi di affidare la gestione dei due locali a terze persone in cambio del pagamento di un affitto per incamerare risorse economiche che – a loro dire – “potrebbero potenzialmente servire a risarcire le vittime e che altrimenti andrebbero perduti con il fallimento delle tue attività”.

La vita di Jacques Moretti appare una corsa senza soste verso il denaro, priva di etica e legalità. Che ne rimane della sua spudoratezza oggi che ha fatto del male alla madre dei suoi figli, che ha perso il suo braccio destro, la sua complice, l’unica forse a credere in lui. Corre voce che abbia perso 15 chili e che sia depresso, . Adesso resta da vedere chi pagherà nuovamente la cauzione per uscire dal carcere. L’ultima volta era stato un amico. Chissà se ha ancora degli amici.

La reazione dell’avvocato di parte civile

“Apprendo dalla stampa la notizia dell’arresto di Jacques Moretti per una vicenda molto grave sulla quale ovviamente non posso esprimere in questa fase alcuna valutazione, spettando esclusivamente all’autorità giudiziaria accertarne dinamica e responsabilità”. Lo afferma l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale di parte civile nell’indagine sul rogo a Crans Montana, in relazione alla notizia dell’arresto di Jacques Moretti per presunte violenze sulla moglie Jessica Moretti.

“Quale difensore di Sofia Donadio e della sua famiglia, a distanza di otto mesi dalla strage, non posso che ribadire che la nostra priorità è accertare in tempi rapidi le responsabilità per la tragedia di Crans Montana ed ottenere giustizia e risarcimenti immediati”, aggiunge.

La politica

La conduzione dell’inchiesta è un tema delicato, che ha creato una profonda frattura diplomatica tra Italia e Svizzera. Parallelamente alle indagini di Sion, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo autonomo, visto che tra le vittime e i feriti ci sono diversi ragazzi italiani: 6 giovani sono morti e 14 hanno subito pesanti lesioni. I magistrati romani hanno disposto e coordinato in Italia le autopsie, che in Svizzera non erano state effettuate. Un primo momento di forte scontro era stato in occasione della scarcerazione di Jacques Moretti: in gennaio, dopo il pagamento di una cauzione da 200mila franchi, era stato liberato con obbligo di firma. Una circostanza che aveva spinto Palazzo Chigi a richiamare l’ambasciatore da Berna. Nelle scorse settimane è stato scritto un nuovo pesante capitolo nella disputa: la Procura di Sion ha respinto la richiesta dello Stato italiano di costituirsi parte civile nel procedimento elvetico, una decisione contro cui i legali italiani hanno già presentato ricorso.

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