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19 Febbraio 2026 00:23

Inchiesta “Plusvalenze”. La Finanza indaga sull’ Inter per scambi di calciatori senza alcun passaggio di denaro

L'inchiesta delle Fiamme Gialle punta sul sistema cosiddetto "camera di compensazione", che non esisterebbe fuori dall'Italia
di Alessia Di Bella

L’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dal procuratore aggiunto Romanelli e dai pm Cavalleri e Polizzi della Procura di Milano, per falso in bilancio sull’Inter, con al centro plusvalenze sospette sulle cessioni di giocatori, si sta concentrando sul “sistema”, usato dal club nerazzurro, ma molto diffuso nel calciomercato italiano, della cosiddetta “camera di compensazione” sugli scambi tra calciatori di due squadre che avvengono spesso senza passaggi di denaro o con movimenti di soldi “congelati” e successivamente effettuati in un secondo momento. Un meccanismo che, stando a quanto chiarito, non esiste in altri paesi. Adesso spetta agli inquirenti milanesi valutare come questo “sistema” incida sulla regolarità dei rendiconti finanziari.

Da quanto è emerso, questo meccanismo della “camera di compensazione” che permette – nel corso delle operazioni di scambio di giocatori tra due squadre che possono appunto generare plusvalenze nei bilanci, ossia l’aumento dei ricavi di non movimentare denaro e di ‘congelare’ i passaggi di soldi, esiste solo in Italia . E questo e’ uno dei temi principali al centro dell’inchiesta milanese, condotta dalle Fiamme Gialle, perché dovrà essere valutato come questo sistema abbia inciso sui rendiconti finanziari e se possa aver creato altri profili di presunte irregolarità. Un’attenzione particolare nel fascicolo, intanto, viene posta anche sui contratti con clausola di “recompra“, anche questi diffusi nel calciomercato: una società vende un giocatore generando per quell’anno una plusvalenza, tenendo alto il prezzo del ‘cartellino’, e poi lo riacquista l’anno dopo ad un prezzo superiore a quello al quale l’ha ceduto, ammortizzando pero’ i costi e spalmandoli su più anni.

L’altra squadra, che lo compra e poi lo rivende, realizza a sua volta una plusvalenza. L’inchiesta milanese – partendo da una decina di operazioni, tra scambi, cessioni, prestiti, messe a bilancio dall’Inter tra il 2017 e il 2019 generando circa 90 milioni di euro di plusvalenze – accende i riflettori su quelle operazioni nelle quali i calciatori sarebbero stati valutati per cifre che sembrano “marcatamente sproporzionate” rispetto ai valori effettivi.

Tutto ciò potrebbe essere stato utilizzato, stando all’ipotesi investigativa, per abbellire i bilanci necessari per poter partecipare alle competizioni europee. Tra i casi al vaglio quelli del portiere Ionut Radu (7,7 milioni di plusvalenza) e dell’attaccante Andrea Pinamonti (plusvalenza 19 milioni), ‘rimbalzati’ tra Genoa e Inter in due anni, ma anche del difensore Zinho Vanheusden o di altri giocatori di fascia medio-bassa.

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