Arrestata per corruzione la tarantina Paola Galeone, prefetto di Cosenza

Arrestata per corruzione la tarantina Paola Galeone,  prefetto di Cosenza

Un fine anno drammatico per la reputazione delle istituzioni. La Galeone ha preso una aspettativa e non è già più in sede a Cosenza; secondo quanto si apprende da fonti del Viminale nel prossimo Consiglio dei ministri verrà nominato il nuovo prefetto.

ROMA – È stata arrestata, tre giorni dopo essere stata indagata, Paola Galeone, 58 anni, prefetto di Cosenza, accusata del reato di cui all’art. 319 quater del Codice penale “Induzione indebita a dare o promettere utilita’“. Oggi l’arresto ai domiciliari, a Taranto, dove la Galeone risiede, a seguito dell’ordinanza emessa dal Gip Letizia Benigno di Cosenza su richiesta del pm Giuseppe Visconti della Procura della Repubblica guidata da Mario Spagnuolo.

Nei giorni della più complessa iniziativa giudiziaria proprio in Calabria contro la criminalità organizzata il cui merito va al procuratore Gratteri,  nel quadro di una discussione in cui accanto alla tradizionale valutazione sulla società malata si comincia  ad affiancare la valutazione sulle istituzioni parimenti malate e complici nella trasformazione della ‘ndrangheta, ebbene un rappresentante dello Stato nel cuore di quella regione avrebbe architettato una “truffa” per 700 euro!

In una la corrispondenza di Carlo Macrì dalla Calabria pubblicato in rete alle 14.42 dal Corriere della Sera si è appreso che la Polizia di Cosenza , che dipende dal Questore il quale a sua volta dipende gerarchicamente dal prefetto,  ha tratto in stato di fermo niente meno che il Prefetto di Cosenza, Paola Galeone. fermata nel pieno centro della città calabrese.I

Il Prefetto di Cosenza, Paola Galeone, tarantina, 58 anni, é stata assunta nel dicembre del 1987  nell’amministrazione civile del Ministero dell’ Interno ed assegnata, come prima sede, alla Prefettura di Taranto, dove ha svolto vari ruoli.

Dal 23 luglio del 2018 è prefetto di Cosenza. Due lauree, percorso di carriera non fantasmagorico ma più che dignitoso , salvo una funzione di Vice Commissario alla Regione Friuli, tutta in sedi meridionali, Taranto, Cosenza, Campobasso, Benevento, ancora Cosenza, devota a Padre Pio e cattolica insignita della onorificenza di Dama dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme ed anche anche di quella di Commendatore della Repubblica, ha letteralmente distrutto questo rispettabile percorso istituzionale al servizio dello Stato, attuato nell’impegno delle donne di riuscire in carriere difficili , un percorso in virtù del quale l’attuale ministro dell’Interno Lamorgese , donna, viene dalla carriera prefettizia, per intascare illecitamente appena 700 euro.

Non si tratta di una svista amministrativo o di una nota spesa fuori misura. La Galeone dopo per essersi accorta verso fine anno che i 1220 euro assegnati al suo ruolo di Prefetto come “spese di rappresentanza“, erano rimasti inutilizzati, avrebbero potuto essere intascati almeno in parte ove un imprenditore (nel caso in questione un’imprenditrice) avesse presentato una fattura fittizia da lei stessa legittimata.

La scelta è caduta sull’imprenditrice Cinzia Falcone presidente di un’associazione per i diritti delle donne, Animed, e referente di un centro di accoglienza per migranti a Camigliatello Silano che, rimasta incredula per la proposta di dividere quella somma (700 al prefetto, 500 all’imprenditrice), ha deciso di sporgere denuncia alla Polizia di Stato.

il prefetto Paola Galeone

La polizia ha così deciso di agire. Così scrive  la corrispondenza del Corriere della Sera :  “La Polizia ha chiesto all’imprenditrice di assecondare la richiesta della Galeone che aveva anche indicato il bar dopo sarebbe dovuto avvenire lo scambio. Soldi, in cambio della fattura fittizia. La Polizia ha studiato nei dettagli come incastrare il Prefetto, fornendo all’imprenditrice l’attrezzatura ad alta tecnologia necessaria per registrare e filmare il colloquio e l’avvenuto scambio del denaro. In più, le banconote sono state fotocopiate. A scambio avvenuto mentre il Prefetto di Cosenza, stava per lasciare il bar, è stata bloccata dalla Polizia che le ha perquisito la borsa trovando le banconote fotocopiate, appena intascate”.

L’incontro corruttivo è avvenuto nel giorno di Santo Stefano. Il Prefetto ha intascato la busta prendendo cento euro dal proprio portafoglio per darli alla Falcone che si oppone, ma quell’altra ha deciso di fare metà e metà e non arretra: glieli ficca con la forza nello zainetto, la saluta e va via.

“Eccellenza, il procuratore vorrebbe parlare con lei”. Con queste parole e modi eleganti gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Cosenza l’hanno fermano all’uscita da un bar cittadino, comportandosi con tatto e discrezione. “Ma può venire lui nel mio ufficio” ha risposto la Galeone ignara che qualche attimo prima, quegli stessi agenti hanno documentato un presunto episodio di corruzione  con lei, il prefetto di Cosenza, “protagonista” in negativo.

Le indagini sono state condotte dalla Mobile di Cosenza, diretta da Fabio Catalano investigatore recentemente promosso per meriti speciali, dopo aver lavorato negli anni scorsi  in Calabria e Sicilia. A coordinare tutto il questore Giovanna Petrocca, la “superpoliziotta” che ha condotto le indagini a Roma sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, che è anche la prima donna a ricoprire l’incarico di Questore a Cosenza.

Indagata anche l’imprenditrice Cinzia Falcone che nelle scorse ore per quanto accaduto è stata interrogata dal pm Domenico Frascino in presenza dell’avvocato Aldo Cribari suo difensore di fiducia. L’interrogatorio si è trattato di un atto dovuto, una pura  formalità in quanto grazie al suo ruolo decisivo in questa vicenda, la sua posizione, una volta ottenute le conferme del caso, è destinata ad essere stralciato..

Una vicenda scandalosa e dolorosa quella del prefetto Paola Galeone, indagata per corruzione, che riporta in priorità di agenda il tema della riforma più incompiuta della storia repubblicana, quella dello Stato e della Pubblica Amministrazione.  La Galeone ha preso una aspettativa e non è già più in sede a Cosenza; secondo quanto si apprende da fonti del Ministero dell’ Interno,  nel prossimo Consiglio dei ministri verrà nominato il nuovo prefetto.

“La Procura della Repubblica di Cosenza, nell’assumere nell’immediatezza la direzione delle indagini – riferisce un comunicato della Procura – ha disposto una serie di riscontri, operati con prontezza e particolare professionalità dalla Squadra mobile, che hanno positivamente confermato l’ipotesi di accusa. Il procedimento penale é stato iscritto a seguito di denuncia presentata alla Squadra mobile di Cosenza da un privato cittadino (l’imprenditrice Cinzia Falcone, ndr)“. Il reato contestato al prefetto Galeone é stato commesso tra il 23 ed il 28 dicembre scorsi.

 

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