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12 Giugno 2026 20:04

Il Consiglio dei Ministri approva decreto ad hoc sull’Ex Ilva

L’operazione salva-creditori prevede anche il coinvolgimento di Sace e Mediocredito Centrale. Quest’ultima acquisirà i crediti certificati a condizione di mercato, Sace offrirà la copertura assicurativa.

Il governo Meloni corre in soccorso delle imprese e dei lavoratori dell’indotto Ilva, approvando un decreto ad hoc che contiene misure per i crediti vantati dalle imprese dell’indotto (con esclusione delle grandi aziende) e prevede un integrazione salariale per i lavoratori finiti in cassa integrazione. Il decreto si applica in caso di ammissione all’amministrazione straordinaria delle imprese che gestiscono siti produttivi strategici, previsione che sembra ritagliata su misura su Acciaierie d’Italia per la quale Invitalia ha avviato la procedura di ammissione all’amministrazione straordinaria.

ll Dl, composto di 5 articoli, con il titolo diDisposizioni urgenti a tutela dell’indotto delle grandi imprese in stato di insolvenza ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria”, (che il nostro giornale pubblica di seguito) è un insieme di interventi per salvare i creditori. Il provvedimento del governo prevede diverse misure: dalle modalità di accesso privilegiato al Fondo di garanzia Pmi all’intervento per contenere i tassi di interesse sui finanziamenti. Prevede anche la prededucibilità totale anche per i crediti gli istituti bancari che decideranno di acquisire i crediti certificati delle aziende dell’indotto. Misure ulteriori sono previste anche per la cassa integrazione.

L’operazione salva-creditori prevede anche il coinvolgimento di Sace e Mediocredito Centrale. Quest’ultima acquisirà i crediti certificati a condizione di mercato, Sace offrirà la copertura assicurativa. Il decreto legge viene approvato per constirgli di entrare subito in vigore. Non dovrebbe essere convertito trasformandolo in un emendamento al decreto sulle amministrazioni straordinarie (approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 16 gennaio) che attualmente è al vaglio della Commissione Industria del Senato.

L’articolo 2 del decreto istituisce un Fondo contributo in conto interesse per le imprese dell’indotto, del valore però limitato a 15 milioni. L’articolo 3 stabilisce che i crediti vantati dalle imprese, o dai cessionari di tali crediti (Mcc in prospettiva), saranno prededucibili se anteriori all’ammissione dell’Amministrazione Straordinaria, qualora relativi a forniture strumentali a consentire la funzionalità produttiva degli impianti. L’articolo 4 dispone interventi per la cassa integrazione delle imprese dell’indotto. L’articolo 5 dispone l’entrata in vigore del Dl il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

© CDG1947MEDIAGROUP – RIPRODUZIONE RISERVATA |

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