Il blogger massafrese Maraglino accusato di estorsione calunnia e diffamazione

Il blogger massafrese Maraglino accusato di estorsione calunnia e diffamazione

La vicenda trae origine dagli attacchi a Mazzarano effettuati nei mesi di luglio e agosto dal Maraglino attraverso la sua pagina Facebook. Secondo la denuncia dell’esponente del Pd di Massafra, Maraglino avrebbe fatto sapere che gli attacchi potevano terminare a fronte di un pagamento di 3mila euro. Il pm Bruschi aveva richiesto nei suoi confronti l’adozione della misura cautelare di arresto domiciliare nei confronti del blogger massafrese. Richiesta che è stata rigetta dal Gip dr.ssa Rita Romano del Tribunale di Taranto, decisione della quale la stampa locale come sempre “ventriloqua” della Procura di Taranto, si è ben guardata dal dare notizia.

di REDAZIONE CRONACHE

Il blogger massafrese Cosimo Maraglino, 37enne, già finito sotto inchiesta per tentata estorsione nei confronti del consigliere regionale Michele Mazzarano (Pd), definito “traditore” ed “infame“, adesso dovrà rispondere anche del reato di calunnia . Lo si legge nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari che è stato notificato a Maraglino nei giorni scorsi il quale assistito dal suo legale Avv. Luigi Fabrizio Izzinosa, lo scorso 29 dicembre , ha chiesto ed ottenuto secondo quanto prevede il codice penale di essere interrogato una seconda volta per rispondere alla nuova imputazione a suo carico. 

il blogger massafrese Cosimo Maraglino

L’accusa più grave e pesante, cioè di tentata estorsione, secondo il pubblico ministero Enrico Bruschi della Procura di Taranto, titolare del fascicolo d’ indagine, ha origine da una presunta richiesta della somma di 3mila euro per porre termine agli attacchi e alle pesanti critiche rivolte al consigliere regionale dal Maraglino nelle sue dirette su Facebook attraverso la propria pagina personale, e quella denominata “Massafra Attiva

Il consigliere regionale massafrese del Partito Democratico nella sua denuncia presentata negli uffici della Squadra Mobile della Questura di Taranto, ha dichiarato non solo di aver rifiutato la richiesta, aggiungendo che suo cugino era in possesso dell’intera conversazione con Maraglino (non autorizzata dal consenso del magistrato competente) che dimostrerebbe la richiesta di denaro. 

La vicenda trae origine dagli attacchi del Maraglino a Mazzarano effettuati nei mesi di luglio e agosto attraverso la sua pagina Facebook, che secondo la denuncia dell’esponente del Pd di Massafra assistito dall’ avvocato Fausto Sogghia. Maraglino avrebbe detto al cugino di Mazzarano (che peraltro ha il suo stesso nome e cognome) che gli attacchi potevano terminare a fronte di un pagamento di 3mila euro. Richiesta questa non accolta per il rifiuto del politico.

Successivamente Mazzarano in vista delle elezioni regionali dello scorso settembre in cui è stato candidato e rieletto nelle liste del Partito Democratico in provincia di Taranto, avrebbe modificato la propria strategia. Suo cugino ha chiesto un nuovo incontro al blogger registrando l’incontro, e successivamente depositando l’audio alla Squadra mobile che ha immediatamente avviato le indagini sull’episodio. 

il consigliere regionale Michele Mazzarano ( Pd)

Maraglino, affiancato dal suo legale Izzinosa, è stato ascoltato la prima volta lo scorso 2 ottobre e in quella occasione ha negato ogni accusa nei propri confronti, giustificando i suoi contatti con il cugino del consigliere regionale Mazzarano , con un’amicizia ultracedennale dichiarando di aver collaborato insieme nei mesi di lockdown per organizzare delle iniziative benefiche a Massafra.

L’indagato ha ammesso che il cugino di Mazzarano alla fine di luglio, gli aveva chiesto un incontro, rivolgendogli delle strane ed equivoche domande cioè gli avrebbe chiesto se la presunta richiesta fatta in passato da Maraglino fosse sempre valida, a cui avrebbe risposto dicendogli di non avere minimamente idea di quale richiesta stesse parlando. 

Maraglino avrebbe consegnato agli inquirenti degli screenshot delle conversazioni avute con il cugino di Mazzarano ed anche gli audiomessaggi delle loro conversazioni, sostenendo nell’interrogatorio tenutosi lo scorso 1 ottobre, di essere stato avvicinato nei giorni precedenti agli incontri intercorsi, da due fratelli massafresi sostenitori del consigliere regionale, i quali lo avrebbero minacciato dicendogli che gli avrebbero spezzato le ginocchia se non avesse messo fine agli attacchi a Mazzarano.

Dagli accertamenti effettuati dalla Squadra Mobile di Taranto non è però emerso alcun elemento probatorio di queste affermazioni di Maraglino che hanno di fatto indotto il pm Bruschi ad un ulteriore incriminazione del reato di calunnia data l’infondatezza delle sue dichiarazioni, unitamente all’imputazione di diffamazione, conseguente ad alcuni ulteriori post che Maraglino ha pubblicato su Facebook dopo la prima notifica ed il primo interrogatorio con il magistrato.

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Maraglino in un suo ennesimo post-diretta questa mattina aveva annunciato una diretta nel pomeriggio di cui vi mostriamo il video integrale.

Dall’ascolto di questa diretta a cui ha partecipato anche il legale di Maraglino, abbiamo appreso che il pm Bruschi aveva richiesto nei suoi confronti l’adozione della misura cautelare di arresto domiciliare nei confronti del blogger massafrese. Richiesta che è stata rigetta dal Gip dr.ssa Rita Romano, del quale la stampa locale come sempre “ventriloqua” della procura di Taranto, si è ben guardata dal dare notizia.

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