MENU
30 Ottobre 2026 02:47

16 marzo 1978 : sequestro Aldo Moro. Il presidente Mattarella rende omaggio in via Mario Fani

"Ci separano quarantatré anni dal disumano assassinio in Roma, ad opera dei terroristi delle brigate rosse, di Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino. Difensori dello Stato di diritto, della libertà e della democrazia della Repubblica, pagarono con la vita il mandato loro affidato di proteggere Aldo Moro, statista insigne, presidente della Democrazia Cristiana, il cui calvario sarebbe durato sino al successivo 9 maggio quando il suo corpo venne fatto ritrovare in via Caetani. Una data, quella del 16 marzo 1978, incancellabile nella coscienza del popolo italiano" ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella
di Alessandra Monti

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deposto questa mattina una corona di fiori in via Fani dove le Brigate Rosse 16 marzo del 1978 sequestrarono Aldo Moro, allora Presidente della Democrazia Cristiana uccidendo cinque agenti della sua scorta composta dagli agenti Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino, appartenenti alla Polizia di Stato ed ai Carabinieri.

“Ci separano quarantatré anni dal disumano assassinio in Roma, ad opera dei terroristi delle brigate rosse, di Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino. – dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – Difensori dello Stato di diritto, della libertà e della democrazia della Repubblica, pagarono con la vita il mandato loro affidato di proteggere Aldo Moro, statista insigne, presidente della Democrazia Cristiana, il cui calvario sarebbe durato sino al successivo 9 maggio quando il suo corpo venne fatto ritrovare in via Caetani. Una data, quella del 16 marzo 1978, incancellabile nella coscienza del popolo italiano“. 

“Lo sprezzo per la vita delle persone, nel folle delirio brigatista, lo sgomento per un attacco che puntava a destabilizzare la vita democratica italiana,– ha affermato Mattarella – rimangono una ferita e un monito per la storia della nostra comunità. Sono vite strappate agli affetti familiari da una violenza sanguinaria, sono lacerazioni insanabili. Alle vittime va un pensiero commosso e ai familiari la solidarietà più intensa, che il trascorrere degli anni non ha mai indebolito”.

“La democrazia italiana, venne privata, in quell’agguato, di uno dei leader più autorevoli e capaci di visione. Il corso della storia repubblicana ne fu segnato. In quei terribili giorni si fece strada un forte sentimento di unità, diffuso nel Paese e che fu decisivo per isolare le bande del terrore, per respingere i loro folli progetti e le insinuazioni della loro propaganda” afferma il Capo dello Stato “una unità che si tradusse in più avvertita responsabilità verso il valore delle istituzioni democratiche, garanzia delle libertà scolpite”. 

TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

Supermedia: testa a testa tra centrodestra e campo largo. Vannacci in netto calo
La DIA compie 35 anni
Arrivano le targhe personalizzate, costeranno 600 euro
Meloni: “Vergognosa la decisione del Gip di non convalidare arresto Siher”
Elezioni Csm, tensioni su Antonio Di Pietro
Attacco hacker alle mail di Meloni, Delmastro e Formentini nel server della Camera dei Deputati
Cerca
Archivi
Supermedia: testa a testa tra centrodestra e campo largo. Vannacci in netto calo
Precipitato un elicottero militare in Bosnia vicino a Brčko: a bordo quattro italiani morti, 11 feriti
Cassazione rigetta ricorsi contro lo stop dell'area a caldo ex Ilva di Taranto
L'analisi social: il 71% boccia la scarcerazione di Youssef Siher
La DIA compie 35 anni

Cerca nel sito