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18 Luglio 2024 23:15
18 Luglio 2024 23:15

I sequestri “allegri” della Finanza a Milano. Il Tribunale riesame boccia sequestro Finmeccanica: “Illegittimo, reato troppo generico”

Al centro dell'inchiesta l'operazione che ha portato alla cessione, da parte di Finmeccanica, del 40% di Ansaldo Sts a Hitachi. I finanzieri avevano "clonato" il cellulare e tre computer dell'ad Moretti. Per il tribunale del Riesame: "Provvedimento di iniziativa della polizia giudiziaria, doveva essere convalidato".

Schermata 2016-04-13 alle 21.10.17Tutto nasce con le perquisizioni del 16 marzo scorso effettuate presso le sedi di Ansaldo Sts a Genova, Finmeccanica a Roma ed Hitachi a Napoli,  su disposizione del pm di Milano Adriano Scudieri, magistrato del pool reati economici coordinato dal procuratore aggiunto Francesco Greco. La procura milanese ha impiegato i finanzieri del Nucleo di polizia valutaria per raccogliere la documentazione nell’ambito dell’inchiesta, che al momento risulta ancora a carico di ignoti, avente oggetto principale la cessione da parte di Finmeccanica, del 40% di Ansaldo Sts all’  Hitachi.

L’ inchiesta venne attivata anche alla luce della decisione di Consob che ha sostenuto una possibile “collusione” tra il venditore (Finmeccanica) e l’ acquirente (Hitachi) nella valutazione e determinazione del prezzo di cessione.

Gli informatici delle fiamme gialle durante la perquisizione avevano “clonato”, cioè copiato i dati del telefono cellulare e dei tre computer utilizzati dall’amministratore delegato di Finmeccanica, Mauro Moretti, che dato il ruolo ricoperto contengono dati delicatissimi e riservati relativi ai rapporti intrattenuti con il mondo politico economico e finanziario italiano e internazionale. Furono “clonati” persino gli smartphone e computer dei più alti dirigenti, Gian Piero Cutillo Chief Financial Officer, Federico Fabretti, direttore delle relazioni esterne, Raffaella Luglini, investor relations, Andrea Parrella, capo del settore Legale e Giovanni Soccodato, vicepresidente esecutivo .

Gli avvocati Riccardo Olivo e Anna D’Alessandro difensori si Finmeccanica si sono quindi rivolti al Tribunale del Riesame seguendo una strategia molto “sottile”. Il loro teorema difensivo è che il sequestro dei finanzieri (in qualità di polizia giudiziaria) avrebbe dovuto essere convalidato entro le 48 ore dal pubblico ministero e considerato che tutto ciò non è avvenuto, avrebbero dovuto fare istanza di restituzione dei beni allo stesso pubblico ministero (che chiaramente l’avrebbe respinta), e quindi presentare poi opposizione al Gip.

CdG sede finmeccanica

Per evitare questo percorso dai tempi lunghi, intelligentemente i legali di Finmeccanica hanno preferito  rivolgersi subito al Tribunale del Riesame, competente per i provvedimenti del pm, ma non della polizia giudiziaria. Il Tribunale ha sostenuto l’illegittimità del sequestro in quanto effettuato dalla polizia giudiziaria e conseguentemente, ha ritenuto “inammissibile” il ricorso dei legali. Sembra incredibile, ma in realtà così decidendo ha dato ragione alla linea difensiva di Finmeccanica.

CdG tribunale-milano

Il Tribunale del Riesame di Milano ha quindi dichiarato illegittimo il sequestro disposto dalla Procura di Milano di documenti cartacei e informativi nell’ambito dell’indagine per “aggiotaggio” (manipolazione del mercato) e ostacolo all’attività di vigilanza sull’offerta lanciata da Hitachi sulla partecipata di Finmeccanica Ansaldo Sts.  Adesso con in mano il provvedimento del Tribunale che attesta l’illegittimità del sequestro, i legali di Finmeccanica potranno chiedere ed ottenere al pubblico ministero la restituzione dei beni cartacei e informatici sequestrati. Non ci meraviglieremmo però se il pm dovesse disporre con il dissequestro, un nuovo contestuale sequestro bis,  sanando le precedenti anomalie procedurali.

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