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12 Luglio 2026 15:20

Guardia di Finanza sequestra oltre 1500 capi contraffati ed un’auto

Due senagalesi regolarmente residenti sul territorio nazionale, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per i reati di contraffazione e di ricettazione.

 

Complessa ed articolata operazione della Guardia di Finanza di Barletta che durante il fine settimana, con il supporto dei “Baschi Verdi” di Bari, ha dispiegato un imponente dispositivo anti-contraffazione presso il mercato settimanale di via Bruni a. L’obiettivo delle Fiamme Gialle era quello di reprimere il diffuso fenomeno della vendita di abbigliamento e calzature con marchi famosi contraffatti tra le bancarelle del mercato a discapito dei commercianti onesti che devono affrontare, oltre il difficile momento congiunturale, anche la sleale concorrenza portata da cittadini extracomunitari che vendono giubbotti e scarpe di pregio sottocosto.

L’impatto è stato di sicuro effetto visti i risultati conseguiti e l’interesse suscitato tra gli avventori ed i commercianti regolari, alla fine di una giornata che ha visto l’area mercatale settimanale della città presidiata per l’intera giornata dai finanzieri a tutela dell’economia legale. Di rilievo i numeri dell’attività di servizio : oltre 1.500 articoli, tra scarpe giacconi e borse riportanti le più note e costose griffe presenti sul mercato, nonché un’autovettura con targa bulgara, servita per il trasporto della merce, posti sotto sequestro. Due le persone, di nazionalità senegalese e regolarmente residenti sul territorio nazionale, segnalate all’Autorità Giudiziaria per i reati di contraffazione e di ricettazione.

L’ennesima operazione del Gruppo Guardia di Finanza di Barletta traccia quindi una continuità con una strategia pianificata e strutturata nel settore del “falso” cui i finanzieri pongono la massima attenzione al di ine di assicurare condizioni di legalità a beneficio degli operatori economici del locale distretto industriale calzaturiero nonché della libera concorrenza del mercato.

Da segnalare come nonostante la presenza dei militari sul posto, qualcuno ha pensato bene di vendere merce senza ottemperare all’obbligo del rilascio della ricevuta, circostanza comunque non sfuggita ai finanzieri che hanno così contestato le violazione ai trasgressori delle norme fiscali.

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