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1 Marzo 2024 18:17
1 Marzo 2024 18:17

Ennesimo “show” giudiziario della Procura di Trani: “processate il Sen. Azzolini”

I magistrati lo accusano bancarotta fraudolenta. Nella stessa indagine per altri 11 indagati richiesta archiviazione

La Procura della Repubblica di Trani ha chiesto il rinvio a giudizio per il senatore Antonio Azzollini  ex Ncd ora in Forza Italia e per altre 17 persone nell’ambito del procedimento sul crac per 500 milioni di euro della Casa della Divina Provvidenza di Bisceglie (Barletta Andria Trani). Al senatore, i magistrati tranesi contestano i reati di bancarotta fraudolenta e induzione indebita a dare o promettere utilità. Chiesta invece l’archiviazione per il reato di associazione per delinquere “perché il fatto non sussiste

Il senatore pugliese fu al centro dell’inchiesta “Ora pro nobis che  ha causato nel giugno del 2015 un vero e proprio “terremoto” giudiziario sull’opera fondata da don Pasquale Uva, che si trovava  già in amministrazione straordinaria. Il Senato ha respinto la richiesta di arresti domiciliari presentata ai danni dell’ex sindaco di Molfetta, che nell’aprile 2016 ha vinto un importante primo round presso il Tribunale del Riesame di Bari che ha stabilito la non sussistenza di gravi indizi di colpevolezza per i reati di associazione a delinquere, circostanza che ha indotto la procura ad archiviare tali accuse.

Contestualmente alla richiesta di rinvio a giudizio, la Procura ha stralciato con relativa richiesta di archiviazione la posizione di altri 10 indagati e numerose ipotesi di reato, tra cui anche quelle di bancarotta per le quali negli anni scorsi aveva chiesto e ottenuto l’arresto di alcuni indagati. L’udienza preliminare è stata fissata per il 31 gennaio 2017 dinanzi al gup Angela Schiralli del Tribunale di Trani dinnanzi a cui compariranno  anche l’ex direttore generale Dario Rizzi, Adrijana Vasilievic e suor Marcella Cesa, ex madre superiora della Congregazione delle Ancelle della Divina Provvidenza.

Lo scorso novembre il gup di Trani ha rinviato a giudizio  per “concussione” e “truffa” lo stesso senatore Azzollini  con altre 41 persone – per la vicenda del porto di Molfetta, opera mai portata a termine dopo l’erogazione di fondi pubblici per 150 milioni di euro, cittadina pugliese di cui Azzolini è stato sindaco

 

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