EDITORIA, IL GRUPPO ANGELUCCI INTERESSATO A RILEVARE LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

EDITORIA, IL GRUPPO ANGELUCCI INTERESSATO A RILEVARE LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

Secondo alcune indiscrezioni, sarebbero interessati a rilevare la testata e a permettere allo storico giornale pugliese di tornare finalmente in edicola. Un’operazione che consentirebbe a molti di uscire da una situazione che definire ingarbugliata è dire poco.

di REDAZIONE ECONOMIA

Secondo quanto pubblicato dall’Agenzia Adnkronos la ‘Gazzetta del Mezzogiorno potrebbe finire agli Angelucci, già editori di Libero, Tempo e Corriere dell’Umbria. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, gli Angelucci sarebbero interessati a rilevare la testata e a permettere allo storico giornale pugliese di tornare finalmente in edicola dopo che il Tribunale di Bari ha omologato il concordato preventivo proposto dalla società ‘Ecologica Spa’ per il fallimento della ‘Mediterranea Spa’, proprietaria della testata dichiarata fallita lo scorso anno.

La crisi della Gazzetta del Mezzogiorno si è palesata il 12 luglio scorso, quando la Federazione nazionale della Stampa italiana e le Associazioni regionali di Stampa della Puglia e della Basilicata hanno sottolineato in una nota la loro “preoccupazione per la mancanza di chiarezza sul futuro” del quotidiano a poco più di quindici giorni dalla scadenza del contratto di affitto con la Ledi Srl”. Il 30 luglio da fonti aziendali si apprende che dal lunedì successivo la Gazzetta del Mezzogiorno non sarebbe stata più in edicola in seguito alla cessazione del contratto d’affitto del ramo d’azienda stipulato a dicembre tra la Edisud (società dichiarata fallita lo scorso anno dal Tribunale di Bari) e la Ledi, società del gruppo barese Ladisa. L’1 agosto, infatti, l’ultimo numero del quotidiano pugliese arriva in edicola con un titolo unico, “Arrivederci“, in prima pagina, e l’editoriale d’addio del direttore Michele Partipilo.

Nei giorni successivi la Fnsi e le Associazioni regionali di Puglia e di Basilicata si sono appellati al tribunale per “ridurre i tempi tra l’esito delle votazioni sui piani di concordato Mediterranea e l’omologazione della procedura”, mentre i giornalisti del quotidiano pugliese tornano a sollecitare il Tribunale fallimentare di Bari per avere certezze sul futuro del giornale e dei posti di lavoro con una decisione rapida e definitiva sull’assegnazione della testata al migliore dei due piani di concordato sulla Mediterranea Spa.

Proprio ieri una nota del Cdr del quotidiano barese aveva comunicato che “il Tribunale di Bari ha omologato il concordato preventivo proposto dalla società Ecologica spa per il fallimento delle Mediterranea Spa”, e che, dunque, si apriva uno “spiraglio di luce per tutti i giornalisti della Gazzetta dopo anni di buio e sofferenze”. Ora, però secondo alcune indiscrezioni, a rivelare la testata, mettendo la parola ‘fine’ alla crisi dello storico giornale pugliese, potrebbero essere gli Angelucci, che sono da anni interessati allo sbarco in Puglia.

Gianpaolo e suo padre Antonio Angelucci

Ma non solo. Infatti la recente sconfitta di Rcs/Cairo nell’arbitrato Blackstone (che chiede un totale di 600 milioni) e il conseguente e prossimo provvedimento della Consob di Paolo Savona per mancato accantonamento, ha risvegliato l’insanabile voglia di Corriere della Sera. E non solo dalle parti della Banca Intesa guidata da Carlo Messina ma sembra, anche dalla famiglia Angelucci. Una “mission impossible” a prima vista , soprattutto se viene provata da chi è fuori dal potere finanziario meneghino. Gli Angelucci questo lo sanno benissimo ed è proprio da qui che ha origine il loro rapporto con la famiglia Rotelli che con il Gruppo San Donato è di fatto il primo operatore della sanità privata italiana per fatturato – il colpo da maestro fu proprio l’acquisizione del San Raffaele di Milano.

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