Ecco le sorprese amare per l’ Italia dopo l’accordo del premier Conte a Bruxelles

Ecco le sorprese amare per l’ Italia dopo l’accordo  del premier Conte a Bruxelles

Il Governo Italiano, in realtà non ha conseguito quel gran successo di cui si vanta ed autocelebra il premier Giuseppe Conte. All’ interno il testo ufficiale dell’accordo sul “Recovery fund” raggiunto a Bruxelles, di cui tutti parlano e la stragande maggioranza dei politici italiani ignorano cosa contiene lo mettiamo a disposizione dei nostri lettori perché si rendano conto della realtà e non delle chiacchiere interessate dei politici, pro e contro l’accordo

Il nostro giornale vi offre il testo ufficiale dell’accordo sul “Recovery fund” raggiunto a Bruxelles, di cui tutti parlano e la stragande maggioranza dei politici italiani ignorano cosa contiene lo mettiamo a disposizione dei nostri lettori perché si rendano conto della realtà e non delle chiacchiere interessate dei politici, pro e contro l’accordo: euco-final-conclusions

Abbiamo cercato di evidenziare i passaggi più “significativi”, dai quali si evince senza alcun dubbio evidente che Il Governo Italiano, in realtà non ha conseguito quel gran successo di cui si vanta ed “autocelebra” il premier Giuseppe Conte, in ed abbiamo indicato e riportato in rosso i passaggi che riteniamo possano danneggiare lo Stato Italiano:

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PUNTO A14. Gli importi a titolo di Next Generation EU per singolo programma sono i seguenti:
Dispositivo per la ripresa e la resilienza: 672,5 miliardi di EURO
di cui prestiti 360 miliardi di EURO
di cui sovvenzioni 312,5 miliardi di EURO
• REACT-EU: 47,5 miliardi di EURO
• Orizzonte Europa: 5 miliardi di EURO
• InvestEU: 5,6 miliardi di EURO
• Sviluppo rurale: 7,5 miliardi di EURO
• Fondo per una transizione giusta (JTF): 10 miliardi di EURO
• RescEU: 1,9 miliardi di EURO
Totale: 750 miliardi di EUR

Punto A16. Il criterio di ripartizione degli stanziamenti d’impegno a titolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza per il periodo 2021-2022 è stabilito conformemente alla proposta della Commissione. Nel criterio di ripartizione per l’anno 2023 il criterio della disoccupazione nel periodo 2015-2019 è sostituito, in percentuali uguali, dalla perdita del PIL reale osservata nell’arco del 2020 e dalla perdita cumulativa del PIL reale osservata nel periodo 2020-2021, che sarà calcolata entro il 30 giugno 2022.

Punto A17. Il prefinanziamento del dispositivo per la ripresa e la resilienza verrà versato nel 2021 e dovrebbe essere pari al 10 %.

Punto A18. Gli Stati membri preparano piani nazionali per la ripresa e la resilienza in cui è definito il programma di riforme e investimenti dello Stato membro interessato per il periodo 2021-2023. I piani saranno riesaminati e adattati, ove necessario, nel 2022 per tenere conto della ripartizione definitiva dei fondi per il 2023.

Punto A19 – La Commissione chiede il parere del comitato economico e finanziario in merito al soddisfacente conseguimento dei pertinenti target intermedi e finali. Il comitato economico e finanziario si adopera per raggiungere un consenso. Qualora, in via eccezionale, uno o più Stati membri ritengano che vi siano gravi scostamenti dal soddisfacente conseguimento dei pertinenti target intermedi e finali, possono chiedere che il presidente del Consiglio europeo rinvii la questione al successivo Consiglio europeo.

In caso di rinvio della questione al Consiglio europeo, la Commissione non prenderà alcuna decisione relativa al soddisfacente conseguimento dei target intermedi e finali e all’approvazione dei pagamenti fino a quando il prossimo Consiglio europeo non avrà discusso la questione in maniera esaustiva. Di norma, tale processo non dovrà richiedere più di tre mesi dal momento in cui la Commissione ha chiesto il parere del comitato economico e finanziario e sarà conforme all’articolo 17 TUE e all’articolo 317 TFUE.

Punto 67 – Fondi strutturali e occupazione, l’Italia resta a bocca asciutta, 650 milioni alla Germania

Per dare impulso alla competitività, alla crescita e alla creazione di posti di lavoro in taluni Stati membri, i fondi strutturali erogheranno le seguenti dotazioni supplementari nell’ambito dell’obiettivo “Investimenti a favore dell’occupazione e della crescita”: 200 milioni di EURO al Belgio per le regioni in transizione, 200 milioni di EURO alla Bulgaria per le regioni meno sviluppate, 1.550 milioni di EURO alla Repubblica Ceca a titolo del Fondo di coesione, 100 milioni di EURO a Cipro a titolo dei fondi strutturali nell’ambito dell’obiettivo “Investimenti a favore dell’occupazione e della crescita”, 50 milioni di EURO all’Estonia, 650 milioni di EURO alla Germania per le regioni in transizione che rientrano nella rete di sicurezza di cui al punto 61, 50 milioni di EURO a Malta a titolo dei fondi strutturali nell’ambito dell’obiettivo “Investimenti a favore dell’occupazione e della crescita”, 600 milioni di EURO alla Polonia per le regioni meno sviluppate, 300 milioni di EURO al Portogallo per le regioni in transizione e 350 milioni di EURO alla regione più sviluppata della Slovenia.

Misure collegate a una sana governance economica

Punto 69. I meccanismi destinati ad assicurare il collegamento tra le politiche di finanziamento dell’Unione e la governance economica dell’Unione dovrebbero essere mantenuti in modo da permettere alla Commissione di richiedere revisioni o modifiche dei programmi pertinenti al fine di sostenere l’attuazione delle pertinenti raccomandazioni del Consiglio o di massimizzare l’impatto dei fondi sulla crescita e sulla competitività; o di proporre al Consiglio di sospendere integralmente o in parte gli impegni o i pagamenti a favore di uno o più programmi di uno Stato membro che omettesse di intraprendere azioni efficaci nel contesto del processo di governance economica.

RUBRICA 4 – MIGRAZIONE E GESTIONE DELLE FRONTIERE

Punto 101. Questa rubrica finanzia misure connesse alla gestione delle frontiere esterne, alla migrazione e all’asilo, contribuendo così alla realizzazione dei programmi di Bratislava e di Roma. Un’azione coordinata a livello dell’UE offre un importante valore aggiunto UE in quanto il controllo efficace delle frontiere esterne è un prerequisito per garantire una gestione più efficiente della migrazione e un elevato livello di sicurezza interna, salvaguardando al contempo il principio della libera circolazione delle persone e delle merci nell’Unione.

 I programmi a titolo di questa rubrica aiuteranno l’Unione europea e i suoi Stati membri ad attuare in modo efficace un approccio globale alla migrazione.

Punto 102. Gli stanziamenti di impegno per questa rubrica non saranno superiori a 22 671 milioni di EURO. Come al solito tutto molto vago e rivolto al futuro, in tema d’immigrazione.

Migrazione

Punto 103. Il Fondo Asilo e migrazione sosterrà gli sforzi degli Stati membri volti a dare accoglienza ai richiedenti asilo e mettere in atto misure di integrazione. Sosterrà anche lo sviluppo di una politica comune in materia di asilo e migrazione e faciliterà la gestione efficace della migrazione esterna, compresi i rimpatri e una cooperazione rafforzata con i paesi terzi, in particolare quelli confinanti con l’UE o prossimi alle frontiere dell’UE. Si garantiranno sinergie con la politica di coesione, che sostiene l’integrazione socioeconomica, con la politica esterna, che affronta la dimensione esterna, comprese le cause profonde della migrazione, nonché mediante la cooperazione con i paesi terzi in materia di gestione della migrazione e di sicurezza

Punto 104. La dotazione per il Fondo Asilo e migrazione per il periodo 2021-2027 ammonta a 8.705 milioni di EURO e viene utilizzata come segue:

a) 5,523 milioni di EURO saranno assegnati a programmi nazionali attuati in regime di gestione concorrente;

b) 3.182 milioni di EURO saranno assegnati allo strumento tematico. Lo strumento tematico comprende una componente dedicata consistente per azioni mirate volte ad affrontare la migrazione esterna.

Le dotazioni per gli Stati membri si baseranno su criteri oggettivi legati all’asilo, alla migrazione legale e all’integrazione nonché al contrasto della migrazione irregolare, compresi i rimpatri, e saranno aggiornate nel 2024 con effetto a decorrere dal 2025 sulla base dei dati statistici più recenti disponibili.

Gestione delle frontiere

Punto 105. Il Fondo per la gestione integrata delle frontiere fornirà sostegno alla responsabilità condivisa di garantire la sicurezza delle frontiere esterne salvaguardando al contempo la libera circolazione delle persone nell’Unione, e faciliterà gli scambi commerciali legittimi, contribuendo a un’unione doganale sicura ed efficiente.

Si garantiranno sinergie con gli strumenti di politica esterna per contribuire alla protezione delle frontiere e alla gestione della migrazione esterna mediante la cooperazione con i paesi terzi.

Punto 106In considerazione delle speciali esigenze degli Stati membri che hanno registrato il maggior numero di domande di asilo pro capite nel 2018 e nel 2019, è opportuno aumentare gli importi fissi per Cipro, Malta e Grecia a 25 milioni di EUR nel Fondo Asilo e migrazione e a 25 milioni di EUR nel Fondo per la gestione integrata delle frontiere. Come si evince 0 via 0 all’Italia.

Nuove risorse proprie, l’Ue annuncia nuove tasse per i cittadini europei, quindi anche per gli italiani, a partire già dal 2021.

Punto 145. Nei prossimi anni l’Unione lavorerà a una riforma del sistema delle risorse proprie e introdurrà nuove risorse proprie.

Punto 146. Come primo passo, sarà introdotta e applicata a decorrere dal 1º gennaio 2021 una nuova risorsa propria composta da una quota di entrate provenienti da un contributo nazionale calcolato in base al peso dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati, con un’aliquota di prelievo di 0,80 EURO per chilogrammo e con un meccanismo volto a evitare effetti eccessivamente regressivi sui contributi nazionali.

Punto 147. Come risorse proprie supplementari, nel primo semestre del 2021 la Commissione presenterà proposte relative a un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera e a un prelievo sul digitale, ai fini della loro introduzione al più tardi entro il 1° gennaio 2023

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