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26 Ottobre 2026 15:46

Dossieraggi, la mail di Mattarella non è stata clonata. Ecco come sono andate le cose

Dagli atti del fascicolo d'indagine dell'inchiesta della procura di Milano sulla società di investigazione 'Equalize' emerge una ricostruzione dei fatti ben diversa

“Gli faccio, sì, guarda che noi l’abbiamo spedita a venti persone, più tre mail, una mail intestata a Mattarella, con nome e cognome, che se vanno a vedere l’account è intestato al presidente della Repubblica”. Lo evidenziava Samuele Nunzio Calamucci, l'”hacker” della società di investigazioni ‘Equalize‘, finito ai domiciliari nell’inchiesta milanese sui presunti dossieraggi, parlando con l’ex superpoliziotto Carmine Gallo (anche lui ai domiciliari) nell’ottobre del 2022 a proposito dell’operazione finalizzata a far saltare l’amministratore delegato della società Linea Verde il quale è tutt’ora in carica.

“Calamucci spiega che il merito non è stato delle lettere anonime, ma bensì di alcune e-mail da lui inviate utilizzando un account di posta interno all’azienda e fingendosi un dipendente anonimo che denunciava all’organismo di vigilanza le irregolarità poi indicate anche nelle lettere anonime. Calamucci – – ricostruiscono i carabinieri del nucleo investigativo di Varese – spiega di aver inviato le mail anche alla presidenza della Repubblica e al presidente Sergio Mattarella minacciando di denunciare tutti”.

“Quindi di fatto non ci sarebbe stata alcuna violazione dell’account mail del Capo dello Stato – come era emerso nei giorni scorsi da altri atti d’indagine – ma più semplicemente un utilizzo “indebito” di un indirizzo a lui intestato per fare maggior pressione sull’amministratore delegato che il gruppo di via Pattari stava cercando di destabilizzare“. Nella richiesta di misure cautelari si ipotizzava la possibilità che i tecnici informatici fossero “riusciti, sempre attraverso lo stesso gruppo, a utilizzare abusivamente o a clonare il predetto account”.

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