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17 Aprile 2026 18:47

Csm: approvati emendamenti sullo stop alle porte girevoli previsto dalla riforma Cartabia

La Commissione Giustizia della Camera ha concluso l'esame, adesso il testo passa al voto dell' Aula il 19 aprile. I magistrati eletti in Parlamento o con incarichi di governo, una volta cessati dalla carica non rientreranno in magistratura bensì saranno collocati fuori ruolo presso le amministrazioni pubbliche.

La Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ha concluso le votazioni sugli emendamenti alla riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm, approvando l’emendamento che recepisce gli accordi di maggioranza sulle cosiddette porte girevoli tra magistratura e politica.. Dopo il parere delle Commissioni Bilancio e Affari costituzionali, la Commissione Giustizia voterà il mandato al relatore alle 12,30. Il testo è atteso in Aula martedì prossimo 19 aprile.

Si tratta della riformulazione di un emendamento di Michele Bordo (Pd), proposta dai relatori e accettata dal proponente. I magistrati che verranno eletti in Parlamento o che assumeranno incarichi di governo (ministro o sottosegretario), una volta cessati dalla carica, non potranno rientrare negli organici della magistratura e verranno collocati fuori ruolo presso le amministrazioni pubbliche. I magistrati che assumono ruoli apicali come ad esempio Capo di Gabinetto di un ministro, una volta cessata la carica dovranno restare fuori ruolo per un anno e per i successivi tre anni nn potranno avere incarichi direttivi o semidirettivi. I magistrati che si candidano ma non vengono eletti, Infine non possono esercitare nelle regioni dove si sono candidati.

Incredibilmente annunciato lo sciopero della magistratura che dimentica di non avere alcun potere a legiferare, ma solo ad applicare le leggi votate dal Parlamento. Ed è lo stesso presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia a ufficializzare la prossima astensione come “ormai inevitabile” dichiarando al quotidiano La Repubblica : “È la base a chiederci lo sciopero. Sta montando una forte protesta di tutta la magistratura contro questa riforma che arriva dai territori. E in queste ore, uno dopo l’altro, si accumulano sulla mia scrivania anche i documenti degli stessi gruppi organizzati. La richiesta è sempre la stessa, una protesta ferma contro una riforma che non tiene conto delle nostre critiche. Gli aspetti che via via, più volte, abbiamo segnalato come inaccettabili non sono stati né eliminati, né attenuati. Anzi, sono stati aggravati“.

La decisione ufficiale sullo sciopero dei magistrati avverrà martedì prossimo 19 aprile, quando la riforma approderà in aula alla Camera. Puntuale e durissima la posizione della “sinistra giudiziaria” di Area che nell’appello intitolato “Facciamo presto“parla di una riforma “devastante”, ed in poche ore arrivano le adesioni della magistratura “sinistrorsa” in agitazione da giorni, che rifiuta la riforma Cartabia ritenendola”dai contenuti tragici e che stravolgerà completamente e definitivamente l’assetto costituzionale”. Probabilmente questi magistrati dimenticano di essere dei “servitori di Stato” (profumatamente pagati) e vederli scioperare contro il Governo ed il parlamento eletto dai cittadini è l’ennesima vergogna istituzionale di una certa magistratura.

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