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10 Gennaio 2026 06:39

Crans-Montana, arrestato gestore LeConstellation: “Era a rischio fuga”. Domiciliari alla moglie

Jacques Moretti in custodia cautelare. La moglie Jessica Maric Moretti : "Mi scuso, penso sempre alle vittime"

Jacques Moretti, il gestore del bar Le Constellation di Crans-Montana, teatro della tragedia di Capodanno nella quale hanno perso la vita almeno 40 persone e’ stato posto in custodia cautelare . Lo rende l’emittente Bfmtv citando proprie fonti. L’interrogatorio di Moretti era iniziato alle 8 di questa mattina, insieme alla moglie Jessica Maric Moretti, che rimane in libertà, ma con “misure sostitutive per ovviare il rischio fuga” misura che è stata attuata considerando che deve accudire un figlio piccolo. . La Procura di Sion ha chiesto la carcerazione preventiva di Jacques Moretti, parlando di un ‘‘potenziale rischio di fuga”, come confermato in una nota diffusa dalla procuratrice generale vallesana Beatrice Pilloud in cui si fa notare che l’indagato è cittadino francese e che la Francia non concede facilmente l’estradizione. La Svizzera, benché non appartenente alla Ue, aderisce all’area Schengen, dunque i cittadini comunitari possono attraversarne in teoria i confini senza essere sottoposti a controlli.  

L’arresto di Moretti è stato ordinato dalla procuratrice incaricata del caso Catherine Seppey, scrive il sito ‘Leman Bleu’. Per la prima volta questa mattina i coniugi Moretti sono stati ascoltati alla presenza degli avvocati delle vittime. Assieme alla moglie Jessica Maric Moretti, il gestore di Le Constellation è arrivato questa mattina verso le 8 in procura a Sion accompagnati con i tre avvocati Yael Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod . L’interrogatorio, durato sei ore, è stato condotto da tre procuratori, tra cui Catherine Seppey (incaricata dell’inchiesta) e Beatrice Pilloud. Al termine, Jacques Moretti è uscito a bordo di un furgone della polizia cantonale.

Jacques e Jessica Maric Moretti, accompagnati da tre avvocati, sono stati interrogati oggi per la prima volta come imputati. sono arrivati ​​a piedi presso la sede della Procura della Repubblica del Canton Vallese, nei pressi della stazione ferroviaria di Sion. Né gli imputati, né i loro avvocati hanno risposto alle domande dei circa 50 giornalisti presenti.  I tre procuratori che li avevano convocati per questa mattina intendono, in particolare, acquisire una conoscenza più chiara del loro patrimonio immobiliare.

Jessica Moretti: “Mi scuso, penso sempre alle vittime”

La moglie Jessica Maric in Moretti è stata posta ai domiciliari restando quindi fuori dal carcere, ma la procura ha chiesto “misure sostitutive per ovviare al rischio di fuga“. Lo hanno reso noto sapere i legali della donna, mentre il marito è stato posto in detenzione preventiva proprio in relazione al rischio che possa fuggire. Tali misure – braccialetto elettronico, divieto di lasciare il Paese, deposito di una cauzione, consegna dei documenti di identità, oltre alla richiesta di presentarsi ogni tre giorni alla polizia – dovranno essere confermate entro 48 ore dal Tribunale delle misure coercitive. I Moretti sono ufficialmente indagati per omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo

Jessica Maric Moretti ha chiesto “scusa” per la tragedia di Capodanno e ha dichiarato di “pensare costantemente” alle vittime. Al termine della sua udienza presso il pubblico ministero di Sion, Jessica Maric Moretti ha detto ai giornalisti che “i miei pensieri sono sempre rivolti alle vittime e alle persone che stanno combattendo oggi” dopo essere rimaste ferite nell’incendio. ”E’ una tragedia inimmaginabile – ha affermato la donna – Non avremmo mai potuto immaginare una cosa del genere. E’ successo nel nostro locale e voglio scusarmi“.

Le Constellation, chi sono i proprietari

Quarantenni, originari della Corsica, i coniugi Moretti si sono detti “sotto shock” dopo quanto successo nella località svizzera, dove vivono da anni. “Siamo vivi, ma è una catastrofe“, hanno scritto in un messaggio a un loro amico che chiedeva notizie dopo la tragedia, piangendo anche la morte di diversi membri del loro personale. Jessica Maric Moretti si trovava all’interno del bar Le Constellation quando è scoppiato l’incendio ed è rimasta ustionata a un braccio, mentre suo marito Jacques si trovava in un altro loro locale.

Dopo aver rilevato il bar andato a fuoco nel 2015 trasformandolo da locale abbandonato a un punto di riferimento nel panorama notturno di Crans-Montana – i coniugi coppia avevano aperto nel 2020 anche il bar-ristorante “Senso“, e nel 2023 “le Vieux Chalet“, nella cittadina di Lens, che offriva specialità svizzere e corse. Entrambi adesso risultano “chiusi temporaneamente“.

Secondo il quotidiano “Corse-Matin”, Jacques Moretti è originario di Ghisonaccia, nel cuore della Corsica, mentre la moglie ha vissuto per molti anni in Costa Azzurra, a Cannes, dopo aver ha studiato tra Antibes ed il Principato di Monaco. Suo padre è un vigile del fuoco a Cannes, ed uno zio è presidente del Comitato comunale antincendi boschivi di Auribeau-sur-Siagne, scrive “Nice Matin”.

Le foto cancellate dai social

La mattina del primo gennaio, a poche ora dal devastante incendio, la pagina Facebook che pubblicizzava la serata nel locale, destinata soprattutto a ragazzini minorenni non esisteva più , e le immagini di altre serate dove giovanissimi consumavano alcol.  Ieri è stata cancellata anche la pagina social “Old Constellation”, l’ultima rimasta ma che illustrava i lavori svolti all’interno del bar durante la ristrutturazione del 2015, quando i Moretti lo avevano preso in gestione e per 100 giorni hanno portato avanti i lavori: restringendo la scala che porta al seminterrato, dove i ragazzi sono rimasti prigionieri delle fiamme e collocando i pannelli e la schiuma fonoassorbente che avrebbero provocato l’incendio.

Le foto spiegavano come si è arrivati al disastro della notte di Capodanno. Per una settimana quelle foto, che adesso non sono più disponibili, sono state pubblicate sui giornali, sia svizzeri che stranieri. Si vedeva con chiarezza come, per allargare il seminterrato e aggiungere altri tavoli, la scala fosse stata ridotta notevolmente, diventando circa un metro, fuori dalle norme in vigore. E come venissero collocati i pannelli, abbassando il soffitto con materiale infiammabile. Qualcuno deve averli cancellati: chi se non titolari di questo account, come di quelli già chiusi nei giorni scorsi?

Presidente svizzero: mai più una tragedia come Crans-Montana

“Dobbiamo alle persone colpite, alle famiglie e ai parenti rispetto, ricordo e l’impegno a fare tutto il possibile affinché una simile catastrofe non si ripeta“, è quanto ha scritto, in una lettera inviata ai media, il presidente della Confederazione svizzera, Guy Parmelin assicurando che “verranno tratte le debite conseguenze dal drammatico incendio di Capodanno a Crans-Montana“. Lo riporta il Corriere del Ticino ricordando che la giustizia sta attualmente indagando in che misura siano state violate le prescrizioni di sicurezza e verranno tratte le debite conseguenze.

Padre ragazzo ferito: “Arresto Moretti atto dovuto”

Mi sembra un atto dovuto”. con queste parole Umberto Marcucci, padre di un ragazzo attualmente ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano per le ferite riportate durante il rogo di Crans Montana, ha commentato l’arresto di Jacques Moretti. Marcucci ha aggiunto che comunque “realmente in questa fase purtroppo il pensiero è un altro”.

L’arresto di Jacques Moretti “è già una cosa buona”, ha detto invece la madre di Riccardo Minghetti, il 16enne romano morto nella strage di Capodanno a Crans Montana, in cui sono morti altri 5 giovani italiani., prima di entrare nella basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso per la messa di commemorazione delle vittime della tragedia. Riccardoaveva una parola per tutti, gli amici lo incontravano e uscivano con il sorriso, era un ragazzo positivo”, testimonia il padre del ragazzo per poi aggiungere: “Non sono state rispettate vite umane, la cosa peggiore che ci possa essere, deve essere fatta giustizia”.

“Sono arrabbiata col Comune di Crans Montana che non ha fatto i controlli e ora bisogna stare in allerta sulle indagini, perchè non stanno iniziando benissimo”, ha aggiunto la mamma della giovane vittima dell’incendio di Crans Montana. La procura di Roma ha disposto l’autopsia sul corpo di Riccardo Minghetti, L’esame autoptico verrà eseguito nei prossimi giorni per accertare le cause del decesso. Nel procedimento i pm di piazzale Clodio procedono per omicidio colposo plurimo e incendio e hanno delegato per le autopsie delle altre giovani vittime italiane le procure dí Milano, Bologna e Genova che poi trasmetteranno gli esiti agli inquirenti della Capitale, competenti per gli italiani morti all’estero.

Le famiglie dei ragazzi italiani morti o feriti nella strage di Crans-Montana si stanno coordinando per avere un unico avvocato che li possa rappresentare per avere verità e giustizia per i loro figli. L’idea è di trovare un legale in Svizzera, “visto che il processo principale si terrà lì – ha spiegato all’ANSA Umberto Marcucci, il padre di Manfredi, il sedicenne ricoverato al Niguarda di Milano dopo le ferite riportate la notte di Capodanno -, ci stiamo coordinando con gli altri genitori e stiamo cercando un avvocato in Svizzera“.

L’avvocato Alessandro Vaccaro, che segue la famiglia di Emanuele Galeppini, una delle vittime, punta il dito anche sui “controlli non eseguiti dal Comune” per ben 6 anni. “Bisogna allargare la catena delle responsabilità, estendere le imputazioni anche ai responsabili comunali. Inoltre bisogna riqualificare il reato da omicidio colposo a dolo eventuale, che si contesta quando accetti il rischio che accada un disastro” che prevede pene di vent’anni invece di quattro e mezzo. Nel frattempo il quotidiano elvetico Blick attacca ed accusa il Comune di nascondere documenti sulle procedure per la sicurezza pubblica, inclusa la prevenzione degli incendi.

La gente di Crans non ha voluto il sindaco Nicolas Féraud, ed suoi collaboratori ed i funzionari che hanno chiuso gli occhi davanti a una bomba che sapevano pronta ad esplodere, impedendo il loro accesso nel centro congressi riservato al dolore di chi adesso dovrà tentare di sopravvivere. Al sindaco Féraud è stato perfino negato di dire una sola parola, nascondendosi tra la gente sceso a Martigny, non venendo mai inquadrato dalle telecamere, evitato e ignorato dalle delegazioni internazionali ed autorità locali. Ormai viene definito un “imperdonabile estraneo che ci ha tolto anche l’onore”. dopo aver freddamente ammesso i mancati controlli sulla sicurezza.

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