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30 Settembre 2022 01:26
30 Settembre 2022 01:26

Corte dei Conti: pressione fiscale dei Comuni al limite, +22% in 3 anni

Record nelle città più grandi (in quelle con più di 250 mila abitanti l'imposizione arriva a 881,94 euro a testa) e nei centri sotto i 2 mila abitanti.

Tasse dei Comuni arrivate al limite: è questo l’allarme lanciato dalla Corte dei Conti che ha verificato come negli ultimi 3 anni il peso fiscale dei tributi locali sia aumentato del 22%, cioè a 618 euro a testa per ogni cittadino, e tutto ciò  per compensare gli 8 miliardi di tagli subiti dalle città in 5 anni.

Le entrate non portano efficienza delle gestioni

E’ quanto emerge dai dati presentati dalla Corte dei Conti nella relazione sulla finanza locale. Tra il 2010 e il 2014, i Comuni hanno subito tagli per circa “8 miliardi“, a fronte di “aumenti molto accentuati” delle tasse locali necessari  “per conservare l’equilibrio in risposta alle severe misure correttive del governo”. E’ questa l’origine del peso delle imposte comunali, che viene giudicato dai magistrati contabili “ai limiti della compatibilità con le capacità fiscali locali”, i quali osservano che nonostante l’incremento consistente delle entrate proprie delle città (+15,63% rispetto al 2013), tutto ciò non si traduce in efficienza delle gestioni, nè sembra produrre benefici sui servizi, sui consumi e sull’occupazione locale, in assenza di una adeguata azione di stimolo derivante dagli investimenti pubblici, compresi quelli dell’ultimo periodo.

La dinamica delle entrate locali, scrivono i magistrati contabili, è dovuta principalmente a “due fenomeni: il deterioramento del quadro economico, con effetti penalizzanti soprattutto sul gettito risultante dalle più ridotte basi imponibili” e dalle “numerose manovre di risanamento della finanza pubblica, i cui effetti prodotti dal disorganico e talvolta convulso succedersi di interventi sulle fonti di finanziamento degli enti locali hanno determinato forti incertezze nella gestione dei bilanci e nella formulazione delle politiche tributarie territoriali”.

CdG imprese-tasse

628 euro per abitante nei piccoli comuni

La Corte dei Conti evidenzia nel dettaglio nella relazione sulla finanza locale che “i livelli massimi di riscossione tributaria» si registrano nei Comuni con più di 250mila abitanti, dove arriva a 881,94 euro a testa. Ma anche gli abitanti dei Comuni piccoli o piccolissimi, sotto i duemila abitanti con 628 euro per abitante. La quota più bassa di riscossione fiscale si registra nei Comuni tra 5 e 10mila abitanti (511,76 euro pro capite) e comunque tutte le fasce intermedie si collocano sotto i 600 euro a testa. Guardando alle entrate per “macro aree”, ed osserva che “gli anni 2012 e 2014 segnano, in generale, livelli molto elevati di incassi da tributi, con punte particolarmente accentuate nelle Isole, dove il livello raggiunto nel 2014 risulta quasi doppio rispetto al 2011, con un incremento del 93,62%”.

I magistrati contabili osservano anche che “la crescita dell’autonomia finanziaria degli enti non sembra produrre benefici effetti né sui servizi, né sui consumi e sull’occupazione locale, in assenza di una adeguata azione di stimolo derivante dagli investimenti pubblici” e che “andrebbe dunque recuperato il progetto federalista che lega la responsabilità di ‘presà alla responsabilità di ‘spesà, realizzando una necessaria correlazione tra prelievo ed impiego”. Progetto “a cui è sicuramente funzionale la determinazione dei costi e dei fabbisogni standard, necessaria per superare definitivamente il criterio della ‘spesa storicà, ma che i più recenti interventi normativi non sembrano sostenere adeguatamente, andando nella direzione di una maggiore flessibilità dei bilanci, di una effimera ricostituzione della liquidità con oneri di rimborso a lunghissimo termine e di un alleggerimento degli oneri connessi alla neonata disciplina dell’armonizzazione contabile”.

Palazzo Chigi: “I soldi della Tasi-Imu ai Comuni”

I soldi in meno della Tasi-Imu saranno restituiti integralmente ai Comuni. E il tuo bravo sindaco saprà farne prezioso uso“, ha scritto Matteo Renzi, rispondendo sull’Unità a un lettore che non condivide la scelta di non far pagare la tassa sulla prima casa.”Sono anni che vengono tagliati i trasferimenti ai comuni. E spesso le autonomie locali sono lasciate sole a gestire il welfare. Serve un piano straordinario di contrasto alle povertà”.

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