CoronaVirus: Basilicata Liguria, Puglia verso la zona rossa. Rischiano anche altre regioni

CoronaVirus: Basilicata Liguria, Puglia verso la zona rossa. Rischiano anche altre regioni

La Regione entro venerdì potrebbe chiedere al Governo il passaggio dalla “zona arancione” a quella “rossa”. A rischio non è l’indice RT ma la pressione sul sistema sanitario. Una delle ipotesi è quella di chiedere “restrizioni” chiedendo la zona rossa per le province di Foggia e la Bat, che sono le due province pugliesi maggiormente in difficoltà al momento.

di REDAZIONE CRONACA

La Puglia potrebbe diventare la settima regione a entrare in “zona rossa”. Gli ultimi dati infatti prefigurerebbero il ​​passaggio della Regione guidata da Michele Emiliano nella zona che prevede le restrizioni più dure, dove già si trovano Calabria, Campania, Lombardia, Piemonte, Toscana, Valle D’Aosta, e la provincia autonoma di Bolzano. Il Veneto invece è a rischio di entrare in “zona arancione“.

Il presidente  Michele Emiliano spera che sia il Governo a prendere l’iniziativa e manda in avanscoperta l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, prossimo assessore regionale alla Sanità, a spiegare i motivi per cui è necessaria una stretta maggiore sulla Puglia: “Gli operatori sono molto stressati, quindi qualunque iniziativa che possa allentare la morsa sugli ospedali e sulla sanità territoriale è benvenuta“.

Sulla base di una parte dei 21 indicatori del ministero della Salute che identificano le zone a rischio, la Puglia al momento è ancora in zona arancione, considerato che l’indice Rt è attorno a 1,44. “Il sistema al momento regge” sostiene Lopalco che aggiunge: “È in corso di valutazione” l’ipotesi di ingresso della Puglia in zona rossa. Una delle ipotesi è quella di chiedere “restrizioni” chiedendo la zona rossa per le province di Foggia e la Bat, che sono le due province pugliesi maggiormente in difficoltà al momento. A chiedere la “zona rossa” era stato per primo il presidente dell’Ordine dei medici di Bari e della Federazione degli Ordini nazionali, Filippo Anelli: “Il virus continua a diffondersi a una velocità preoccupante in Puglia. L’assessore Lopalco chieda subito al governo di rendere la Puglia regione rossa“.

Il primo ospedale da campo da 40 posti non a caso è stato allestito da Esercito e Protezione civile a Barletta. Un secondo ospedale da campo potrebbe essere montato a Foggia. Anche il capoluogo regionale Bari è alle prese con moltissimi ricoveri, ma alla Regione Puglia sono sicuri che il gran numero di ospedali che si stanno riconvertendo in strutture Covid migliorerà la situazione del capoluogo nei prossimi giorni. Ma sulle previsioni di Emiliano non c’è molto da fidarsi.

Nel bollettino regionale pugliese in realtà non si trovano buone notizie, a partire dal numero dei nuovi positivi, che sono 1.234 su 6.228 tamponi effettuati , con un rapporto percentuale pari al 19,81%. Un dato che nonostante sia inferiore rispetto alla percentuale eccessiva di lunedì (23,6%), rimane comunque tra i più alti di sempre. Tra i nuovi casi positivi di ieri desta allarme e preoccupazione il dato proveniente dalla provincia di Taranto, con nuovi 245 contagiati, cioè il 20% dei nuovi positivi in Puglia di ieri. Molto più bassi i numeri rilevati nella provincia di Lecce (94 casi) e di Brindisi (88 casi). Restano sempre molto alti i numeri della provincia di Bari (495) e di Foggia (182). Completano il quadro regionale i positivi della provincia di Bat (124).

Altrettanto preoccupante l’andamento delle morti, con il numero di ieri (36) che ha uguagliato quello di lunedì , uno dei più dati alti dall’inizio della pandemia. Dal bollettino regionale pugliese, nelle ultime 24 ore vi sono stati 3 morti nella provincia di Brindisi e 6 nella provincia di Taranto, ai quali vanno aggiunte 16 vittime di Foggia, 8 di Bari, 2 della Bat, ed un residente fuori regione. Analizzando e conteggiando i dei bollettini più recenti negli ultimi quattro giorni in Puglia, ci sono stati esattamente 100 morti. Il numero complessivo delle vittime è salito a 1.057.

Le novità potrebbero quindi arrivare venerdì prossimo quando saranno passati 15 giorni , secondo i tempi previsti dal Ministero della Salute per rivalutare il posizionamento. Anche altre regioni starebbero rischiare di cambiare fascia, passando a misure più restrittive, ma bisognerà attendere l’analisi dei dati da parte della Cabina di regia del Ministero .

Da ieri come noto anche l’Abruzzo è in zona rossa (ma con le scuole fino alla prima media aperte). Decisione adottata dalla giunta regionale abruzzese “al fine di contrastare e contenere il diffondersi del virus del Covid-19″. Soltanto la provincia di Pescara potrebbe avere valori da “zona arancione“. In Puglia proprio ieri il Tar di Bari in composizione collegiale è stato chiamato a pronunciarsi sulla contestata ordinanza 407 dello scorso 28 ottobre, di chiusura delle scuola voluta da Emiliano e successivamente con la secondo successiva ordinanza del 6 novembre di lasciare la facoltà ai genitori di scegliere tra lezioni in presenza o da remoto .

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