Trenitalia e Decathlon partner green per la mobilità

di Paolo Campanelli

È stata presentata alla stazione Roma Termini ieri mattina la nuova partnership tra Trenitalia, società del Gruppo FS Italiane e Decathlon Italia da Sabrina De Filippis, Direttore Passeggeri di Trenitalia e Paolo Piccu, Country Commercial Director di Decathlon Italia.

I vantaggi per  Trenitalia di questa partnership, sono principalmente rivolti ai passeggeri pendolari, da sempre costretti da coincidenze e mezzi che passano esclusivamente ad orari prestabiliti, ma anche per semplici viaggiatori che approfittando del bel tempo, vanno a fare giri in bici lontano dalla città, liberi dalla necessita di dover guidare fino alla loro destinazione prima di potersi rilassare

Sarà gratuito portare City Bike pieghevoli e biciclette standard piegate o smontate e che rientrano nelle dimensioni medie di un bagaglio  sui treni regionali,  mentre le biciclette normali già montate potranno essere imbarcate e riposte in apposite rastrelliere con un semplice supplemento bici.

I nuovi treni regionali “green” Rock e Pop sono già equipaggiati con 18 e 8 posti bici rispettivamente, così come la loro controparte unicamente laziale Jazz, ed entro la fine del 2020 anche gli Intercity Giorno saranno equipaggiati con le apposite rastrelliere da 6 posti a convoglio

Una scelta rivolta all’ambiente quella di Trenitalia, che con già oltre 300mila cicloamatori l’anno, prevede una riduzione di fino a 400mila auto in meno, con la relativa riduzione di  tonnellate di CO2 l’anno prodotta.

Decathlon ha confermato la sua collaborazione green attraverso una serie di iniziative, prima tra tutte, l’assicurazione gratuita valida due anni (dal valore da 15 a 50 euro a seconda del modello) su di ogni acquisto di una bici pieghevole compiuto da un possessore di abbonamento a Trenitalia e carta fedeltà Decathlon, ed un bracciale catarifrangente; altre iniziative comprendono una funzione di officina riparazioni e la possibilità di utilizzare determinati negozi tra gli oltre 120 punti vendita come “Ebuy delle bici usate” per massimizzare la vita di ogni singola bicicletta

“Questa operazione ben si coniuga con la nostra filosofia che sempre è rivolta alla produzione e vendita di oggetti e materiale che rendano qualsiasi tipo di sport accessibile a tutti” commenta Piccu,  Country Commercial Director di Decathlon Italia.

La partnership con Trenitalia verrà promossa nei 124 punti vendita di Decathlon presenti sul territorio nazionale e potrà così incentivare l’utilizzo della bicicletta per spostamenti di lavoro e per turismo. Anche la nostra mission è ormai all’insegna della sostenibilità come dimostrano gli angoli delle 4R (riuso, riutilizzo, riciclo, riparo) presenti nei nostri store».

Decathlon in occasione della presentazione dell’ accordo ha centrato l’attenzione sulla sua serie di City Bike B’Twin, cinque modelli, di cui uno con funzionalità di pedalata assistita, ad impatto zero dediti a “rendere durevolmente accessibili i piaceri e benefici dello sport al maggior numero di persone”, e davanti alle porte della stazione ha allestito un piccolo spettacolo di Freestyle tenuto da MyFlyZone  per mostrarne la resistenza ed affidabilità anche sul temuto sanpietrino romano




Per Lonely Planet Bari fra i dieci migliori posti da visitare in Europa

ROMALonely Planet la guida di riferimento per ogni viaggiatore  ama il capoluogo pugliese. Fra i migliori posti da visitare in Europa nel 2019, ha scelto Bari come unica meta italiana fra le dieci finaliste del “Best in Europe 2019″.

La prestigiosa classifica stilata dagli esperti di Lonely Planet, che vede Bari piazzarsi quinta,  come principale destinazione di quest’anno High Tatras, in Slovacchia. Seguono Madrid, la nuova Arctic Coast Way sull’inesplorata costa dell’Islanda del Nord, e la città di Erzegovina.

Sia che tu voglia vagare per le alte catene montuose o perdersi per le strade della città, i viaggiatori alla ricerca di ispirazione per una vacanza europea troveranno tutto ciò di cui hanno bisogno in questa lista”, fanno sapere da Lonely Planet.

Bari, ha avuto “un balzo in avanti”, diventando un posto “punto di partenza per tanti viaggi in Italia”, grazie ad “un rinascimento” innescato da dieci anni a questa parte: “Il centro storico si è rinvigorito, le vetrine sprangate sono state sostituite da ristoranti a conduzione familiare. Le strade sono più sicure e le spiagge più pulite. Ma i cambiamenti qui sono più che estetici”, scrivono gli esperti di viaggio. “Gli spazi culturali stanno riaprendo, dal ricercato Piccinni al Margherita, un ex teatro trasformato in uno straordinario spazio artistico su palafitte sul mare”.

Seguono Shetland, in Scozia, Lione, che ospiterà la Coppa del Mondo di calcio femminile a luglio, il “piccolo e delizioso” Liechtenstein, che quest’anno festeggia i 300 anni di nazione sovrana, Vevey, in Svizzera, e la “regale“» Istria.

Per chi vuole vedere una di queste mete, Lonely Planet ha indetto anche una competizione che mette in palio biglietti aerei per chi riuscirà, in meno di 25 parole, a descrivere la meta che preferisce e perché.




Autorità Portuale Taranto: anche il 2018 si è chiuso in flessione

ROMA –  I dati e numeri resi note ieri dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio (che come sempre nel suo stile “illegale” evita di mandarceli) , ancora una volta si manifesta l’incapacità dell’attuale vertice ad una gestione manageriale che ripone le proprie speranze come sempre sulle prospettive, in vista di un aumento della produzione siderurgica annunciata da Arcelor Mittal , mentre è rilevante la riduzione sull’attività petrolifera della raffineria ENI di Taranto.

I dati dell’anno 2018 sono ancora una volta deprimenti: le movimentazioni sono state minori di quelle del 2017 in cui erano state gestite 21,6 milioni di tonnellate di merci, calate nell’ultimo anno  a 20,4 milioni di tonnellate, con una riduzione del 5,6% . Per essere maggiormente precisi le merci sbarcate nel 2018 sono state 12 milioni di tonnellate (con un calo -5,1%) con 8,5 milioni  imbarcate (ed un calo del -6,4%). Il cargo in transito dal porto di Taranto è costituito nel suo complesso per circa il 57,3% da rinfuse solide; costituite nel 24,2% da merci varie e nel 18,5% da rinfuse liquide.

Il risultato negativo conseguito dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio , è ancora una volta il risultato di andamenti alterni e di una incertezza manageriale evidente che è sotto gli occhi di tutti. Non a caso a fronte dei modesti numeri positivi registrati per le rinfuse solide con 11,7 milioni di tonnellate (+3,1%) , balzano agli occhi le negative performance sulle rinfuse liquide che hanno raggiunto 3,8 milioni di tonnellate (con una diminuzione del -17,7%) e delle merci varie (-13,3%) con 5 milioni di tonnellate.

L‘ avvocato Prete, presidente dell’ Autorità Portuale cerca sempre di nascondere le proprie evidenti incapacità manageriali e gestionali tentando di giustificare i propri risultati negativi collegamenti all’andamento della produzione industriale che determina la movimentazione portuale di rinfuse e in particolare a Taranto, la cui attività è strettamente legata a quelle dello stabilimento siderurgico siderurgico e della raffineria Eni, che sono i principali clienti ed utilizzatori del porto, che altrimenti sarebbe una vera e propria cattedrale del deserto del mar Jonio.

Il Porto di Taranto  ha beneficiato dell’ incremento degli imbarchi di rinfuse solide con circa 1,5 milioni di tonnellate, +19,2% sul 2017; e  gli sbarchi hanno registrato un aumento dell’1,2% con 10,3 milioni . Risulati questi che in realtà sono stati raggiunti esclusivamente grazie alla stabilizzazione della situazione dell’industria siderurgica in amministrazione straordinaria. Prete confida che l’ attività generata dalla nuova gestione di Arcelor Mittal Italia dello stabilimento siderurgico  ex Ilva , possa contribuire a rilanciare il Porto di Taranto che se fosse stato privato sarebbe fallito da un pezzo.

La contrazione degli sbarchi (-39,4%) con 1,1 milioni di tonnellate nel 2018, rispetto a 1,8 milioni dell’anno 2017, e degli imbarchi con 2,7 milioni inferiori del -3,3% rispetto al 2017 secondo l’ Autorità Portuale è causata dalla riduzione dell’import marittimo della raffineria Eni che sta utilizzando il greggio proveniente dalla Basilicata. Dimenticando che il greggio estratto in Basilicata parte proprio dal Porto di Taranto !

Anche quest’anno nessun numero viene fornito in merito alla movimentazione commerciale dei container per il 2018 che rimane immobile come era stata nel 2016 e 2017 . L’ Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio confida nel rilascio della concessione del Molo Polisettoriale del Porto di Taranto alla holding turca Yilport, tredicesimo operatore terminalista al mondo, che potrebbe contribuire  a rianimare il settore dopo il fuggi-fuggi dei precedenti gestori e terminalisti a causa dei lavori infiniti di ristrutturazione del Porto (oltre 400 milioni di euro) .

 

Incuranti di coprirsi di ridicolo dall’ Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio cercando di minimizzare anche la riduzione in transito nel 2018 comparto passeggeri, a fronte di una pressochè inesistente attività, dimenticando di spiegare i ritardi (quasi tre anni dei lavori di realizzazione del  Molo Passeggeri “Falanto Service Port Center” ) che doveva essere pronto e finito da ben due anni ! in buona compagnia del sindaco “doubleface” Rinaldo Melucci che in campagna elettorale, allorquando era ancora il presidente dello Ionian Shipping Consortium garantiva addirittura che Taranto sarebbe diventato un porto di arrivo e partenza per le navi della Thomson Cruises. Ma per vederle bisogna rivolgersi agli amici e colleghi del noto programma RAI “Chi l’ha visto ?” !!!

Eppure nel 2017  Rinaldo Melucci, (all’epoca dei fatti)  presidente di Isc, così commentavano a Il Sole 24 Ore: È un progetto che vogliamo consolidare. L’obiettivo è ampliare il numero degli attracchi coprendo da aprile a novembre 2018. Vogliamo riconfermare la Thomson Spirit ma anche portare a Taranto l’ammiraglia della flotta, la Tui Discovery 2, così come una seconda importante compagnia per la quale stiamo chiudendo le trattative“. Le solite “cazzate” elettorali!

Sergio Prete

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Avv. Sergio Prete ha dichiarato ( ma non a noi non avendone il coraggio !) : “Il porto di Taranto  sta gradualmente superando la profonda crisi degli ultimi anni dovuta a vari fattori, tra i quali le note problematiche del comparto industriale e la chiusura del terminal contenitori. Già a partire dalla fine dello scorso anno si sono avvertiti i primi segnali di ripresa. Il concreto avvio di tutte le iniziative messe in campo e delle attività programmate consentirà una graduale ma importante ripresa che potrà condurre lo scalo ad una crescita esponenziale, sia in termini di traffici ed occupazione ma anche di diversificazione, innovazione e sostenibilità ambientale. Yilport, Zes, ArcelorMittal, l’Innovation Hub, Piattaforma Logistica, Falanto Service Port Center, sono solo alcuni dei Pilastri su cui stiamo lavorando per garantire a Taranto il posizionamento strategico che merita nel Mediterraneo”. Anche questa volta quelle di Prete sono e restando solite parole al vento.

Resta da chiedersi quando il Ministero delle Infrastrutture deciderà di fare luce su una gestione poco chiara e sopratutto costellata da ritardi e spreco di denaro pubblico. Forse è arrivato il momento…




Club Med annuncia 300 assunzioni: assistenti, chef e manager

di Federica Gagliardi

Per la campagna invernale Club Med, che quest’anno festeggerà l’assunzione numero 100.000, è alla ricerca di candidati per coprire 1.800 nuove posizioni lavorative in Europa e Africa per accogliere clienti provenienti da tutto il mondo: l’80% dei nuovi assunti con contratto stagionale avrà l’opportunità di lavorare in uno dei 20 resort alpini.  E’ fondamentale parlare bene le lingue, avere maturato una buona esperienza nel settore ma è sicuramente il talento di ognuno a dare una marcia in più alle candidature  . La parola “magica” è talento,  quello ciò che Club Med  leader internazionale nel settore turistico di alta gamma, con circa 70 resort nel mondo,  richiede nei suoi dipendenti sia come i  G.O. (Gentile Organizateur), oppure G.E. (Gentile Emploieer).

Per lanciare la nuova campagna di ricerca di personale il management del Club Med  ha scelto il resort di ”5 tridenti” a  Cefalù, in provincia di Palermo, inaugurato la scorsa estate, che registra in questo periodo  il 98% di occupazione della disponibilità (304 camere per 610 posti letto).

Helga Niola

Le offerte di soggiorno in montagna sono al centro della strategia di sviluppo di Club Med – commenta Helga Niola, Recruiting Manager per il Sud Europa di Club Medcon l’apertura del Grand Massif Samoëns Morillon a dicembre 2017 e l’inaugurazione di Les Arcs Panorama (Francia) il 16 dicembre prossimo, l’azienda rispetta questa strategia inaugurando un nuovo resort ogni anno. In Europa, Club Med punta sui resort di montagna aperti tutto l’anno e progetta anche di espandersi nell’area del Mediterraneo (Italia, Portogallo e Spagna) con l’apertura del resort di Marbella, prevista per l’estate del 2019“.

In particolare la campagna di recruiting di Club Med prevede 300 assunzioni in Italia (ci si può candidare collegandosi al sito il sito www.clubmedjobs.com). Le posizioni aperte per i candidati di madrelingua italiana riguardano per il 70% l’hospitality&catering e area lusso (management, accommodation, reception, cucina, catering &bar, logistica); per il 10% il settore sports & leisure (sport, management, eventi, servizi per l’infanzia, salute & benessere); per il 20% il settore sales&supports (vendite, funzioni di supporto, servizi tecnici, salute & benessere, meetings&events). Tra le posizioni che richiedono la conoscenza di altre lingue, da segnalare la ricerca di tre guest relations e tre barman di madrelingua russa per i resort italiani.

Dei 300 italiani che verranno selezionati, il 35% sarà collocato nei resort in Italia: in particolare presso i Club Med di Cefalù in Sicilia (5%), a Pragelato, in Piemonte (15%) e Cervinia, in Valle d’Aosta (15%); il 40% sarà assegnato ai resort situati in Francia, dove si ricercano camerieri di sala e addetti alle pulizie delle camere; il 25% sarà impiegato in altre destinazioni.

L’azienda è impegnata a favorire la crescita professionale e la mobilità interna – aggiunge ancora Helga Niola -. Per coinvolgere e trattenere i nostri dipendenti lavoriamo a stretto contatto con loro per svilupparne le competenze, offrendo formazione professionale e training. Club Med li aiuta anche a estendere la loro preparazione ad altre aree di expertise per aprire nuove prospettive lavorative. L’anno scorso abbiamo anche lanciato una piattaforma di tracking delle carriere: mycareer“.




Sbarca in Puglia la catena di lusso inglese Rocco Forte con un hotel a 5 stelle a Torre Maizza

ROMA– Dopo il successo dell’ Hotel de Russe a Roma, la Rocco Forte Hotels, brand di alberghi di lusso nato in Inghilterra su impulso dell’imprenditore Rocco Forte,  sbarca anche in Puglia selezionando e prendendo in gestione la masseria Torre Maizza, una delle strutture turistiche più apprezzate della zona di Savelletri, in provincia di Brindisi. Prevista la realizzazione di un hotel di lusso che nei prossimi mesi verrà completamente rinnovato.

Il gruppo Rocco Forte Hotels   ha scelto di nuovo l’Italia e soprattutto la Puglia dopo Firenze, Roma e la Sicilia, per ampliare la propria offerta turistica di lusso, che comprende diverse località internazionali, tra le quali Berlino , Edimburgo,Londra e San Pietroburgo. La masseria Torre Maizza,, di proprietà della famiglia Muolo  proprietaria anche della anche Masseria Torre Coccaro, nella zona tra Savelletri e Fasano ,  è stata ceduta in gestione per 30 anni al gruppo inglese . I previsti lavori di ristrutturazione con un investimento di sei milioni di euro, e la cui conclusione è prevista per il prossimo maggio 2019, rinnoveranno l’hotel 5 stelle . Dalla Rocco Forte Hotels rendono noto che  “verranno migliorate le stanze esistenti e create altre mini suite e suite, portando il numero totale delle stanze da 30 a 40″ .

Il rinnovamento della masseria Torre Maizza comprenderà nella propria offerta ai futuri clienti un campo da golf a nove buche,  un ristorante con vista sulla piscina, una terrazza con bar,  una palestra, un centro per bambini, l’accesso ad una spiaggia privata (Coccaro Beach Club)  e un’area per eventi e conferenze. Tutto circondato da un campo di ulivi secolari, un vero e proprio tesoro della natura.

“La Puglia offre un incantevole insieme di cultura raffinatissima, bellezza territoriale e quella ricchezza enogastronomica che da sola attrae il mondo intero” dichiara Vittorio Muolo che aggiunge  “La scelta di dare in gestione una delle nostre strutture  servirà a dare un impulso ancora maggiore all’internazionalizzazione dell’offerta ricettiva. Un brand famoso all’estero attirerà in Puglia molti più turisti stranieri, e questo gioverà anche all’economia locale“.




Tutto quello che si deve sapere sui viaggi in auto con cani e gatti

di Valentina Taranto

ROMA – Per chi vuole viaggiare senza separarsi dai nostri amici a quattro zampe,  in tempo di vacanze, è necessario saper organizzare gli spostamenti in auto assieme al cane o al gatto. La durata del viaggio per il benessere dell’animale, non dovrebbe mai superare le 5-6 ore. Dal punto di vista legale la problematica è prevista e regolamentata dall’articolo 169 del Codice della Strada “Trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore” che specifica che è “vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore a uno, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della Mctc“.

Per essere in regola, ma soprattutto per non far correre rischi al proprio amico a quattro zampe, una delle soluzioni preferibili è quella di utilizzare trasportino (tecnicamente chiamato come “kennel rigido”). Questo box, realizzato in plastica o metallo, non deve essere percepita dal cane come una specie di prigione, ma piuttosto come un luogo di  “protezione” cioè come la propria cuccia dove potersi tranquillamente rilassare in viaggio . E’  consigliabile, prima di usarlr la prima volta, quella di far prendere confidenza al trasportino, utilizzandolo per qualche giorno in casa in maniera tale da far vivere all’animale un periodo di adattamento.

Un’ altra soluzione  che rappresenta un sistema per “non costituire impedimento o pericolo per la guida” quando si viaggia con il cane, è quella della pettorina di sicurezza da far indossare all’animale e da attaccare alla cintura di sicurezza a tre punti dell’auto. Ne esistono diversi modelli, distribuiti anche dalle stesse Case automobilistiche, che sono adatti per cani da 7 e 40 kg di peso. Audi ad esempio ne fa una comodissima. omologata in Germania, che quindi ne legittima l’utilizzo in tutta Europa. Assolutamente sconsigliato invece  ricorrere a nastri con gancio che collegano il collare, che oltre a costituire una modalità inefficace per proteggere le persone, può addirittura diventare mortale per l’animale.

Utile anche il metodo del divisorio rigido, utilizzabile per dividere ed ‘isolare’ i posti anteriori nelle auto più piccole o il bagagliaio nelle station wagon, e nei suv. All’elenco delle cose consigliate e da rispettare, segue chiaramente quello delle cose da non fare tassativamente. Come ad esempio permettere che il cane tenga testa e zampe fuori dal finestrino (può causarsi lesioni all’udito o esporsi a infezioni polmonari), o ancora peggio farlo viaggiare in un’auto surriscaldata e senza ricambio d’aria. E’ necessario e fondamentale che il cane abbia sempre acqua fresca da bere più frequentemente rispetto alle abitudini che il vostro amico a quattro zampe ha quando sta tranquillamente a casa,  ed effettuare almeno ogni due-tre ore delle soste nelle apposite aree di parcheggio (ancora meglio se alberate) e nei piazzali di sosta negli autogrill, o addirittura uscendo dall’autostrada, fermandosi in zone verdi .




Villaggi al Sud ed energia per la Pubblica Amministrazione

ROMA – Il Gruppo Nicolaus, www.nicolaus.it, grazie alle operazioni di finanziamento sostenute da Mediocredito Italiano e dal Banco di Napoli, entrambe società del Gruppo Intesa Sanpaolo, ha concluso due operazioni immobiliari: l’acquisizione totale del villaggio Il Gabbiano, in Marina di Pulsano (Taranto) , e l’acquisizione del villaggio Bagamoyo, in Marina di Sibari, di cui diviene proprietaria al 50% insieme al gruppo riconducibile alla famiglia Loi, rafforzando, così, la partnership con ITI Marina Hotels &Resort.

Per Nicolaus queste due acquisizioni vanno nella direzione di rafforzare le strutture di proprietà, consentendo di aumentare  il valore del gruppo turistico pugliese, in un momento particolarmente favorevole per le presenze turistiche nel mare italiano. Il gruppo Nicolaus nel 2017 ha ottenuto ricavi per 80 milioni. Lo conferma Giuseppe Pagliara, a capo del gruppo Nicolaus, “le operazioni sono state eseguite secondo il piano industriale attento da sempre alla gestione equilibrata dal punto di vista del debito e della patrimonializzazione. Il supporto di Intesa Sanpaolo è stato prezioso per compiere delle operazioni snelle e compatibili con l’attenzione che ci contraddistingue da sempre sulla posizione finanziaria della nostra società e per noi si è confermato come il miglior partner possibile“.

Secondo Francesco Guido, direttore Generale di Banco di Napoli, “il supporto a un’iniziativa di crescita dimensionale quale quella messa in atto da Nicolaus Tour, è un tassello di questa strategia e consente di dimostrare una volta in più che le imprese che posseggono specializzazione e forte competenza nell’indirizzare efficacemente le leve della pianificazione e del governo del proprio business e che hanno una qualificata presenza sui mercati internazionali, non possono che ricevere attenzione e sostegno finanziario ampio e solido per la propria crescita”.

Gli oltre 13mila edifici della Pubblica Amministrazione italiana consumano, secondo Enea, 4,3 terawattora di energia per una spesa di oltre 600 milioni di euro. Mettendo in efficienza le infrastrutture e gli impianti di riscaldamento e d’illuminazione si potrebbero abbattere i consumi del 40% con risparmi annui fino a 70 milioni.. Eppure i progetti stentano a decollare, nonostante le tecnologie e le risorse siano a portata di mano. Lo testimoniano i dati relativi agli stanziamenti dei fondi strutturali europei per progetti di efficienza energetica non ancora assegnati e in scadenza nel 2018 che ammontano, su base nazionale, a 850 milioni. Al Sud, tra avvisi in scadenza e spese ancora da dichiarare all’Unione Europea, la situazione è particolarmente grave: solo in Campania ci sarebbero 120 milioni che rischiano di essere sprecati.

“Il Mezzogiorno può disporre di cospicue risorse – sottolinea l’ingegnere Gianpiero Cascone, amministratore delegato della ESCo Samsø –  destinate all’efficientamento energetico delle aziende e delle infrastrutture pubbliche ma, mentre i privati hanno imparato da tempo a intercettare questi fondi rivolgendosi a società specializzate che le assistono nelle pratiche e nei progetti, la Pubblica Amministrazione rischia di veder sfumare milioni di euro a causa delle lungaggini burocratiche e della mancanza di competenze progettuali interne”. Samsø è impegnata in un roadshow sul territorio nazionale per sensibilizzare gli amministratori pubblici riguardo alla necessità di attivare tempestivamente l’iter necessario ad accedere ai finanziamenti.

Le risorse da assegnare complessivamente (non solo relative all’efficienza energetica dunque) ammontano a 588 milioni di euro per la Sicilia, 456 per la Campania, 436 per la Puglia, 149 per la Calabria, 73 per la Basilicata, 72 per la Sardegna e 10 per il Molise. Ci sono poi le Città Metropolitane italiane cui rimangono 82,8 milioni di euro da spendere. Ci sono anche gli esempi positivi. Samsø ha collaborato nel 2017 con la città metropolitana di Reggio Calabria, assistendo l’amministrazione negli adempimenti necessari a sfruttare gli oltre 8 milioni di euro stanziati dal Piano Operativo Nazionale in ambito di efficientamento. Risultato: tempi di accesso alle risorse accorciati di 1 anno e mezzo rispetto alla media.




Alla Camera di Commercio di Matera una giornata formativa sul turismo come esperienza di visita dei territori

ROMA – Il turismo è cambiato e ricerca sempre più esperienze di visita dei territori. Per trasformare una semplice destinazione turistica in un momento di conoscenza approfondita occorrono nuove competenze che, a partire dall’utilizzo di internet, presentino sui siti on line e poi permettano ai visitatori di godere appieno di una città, un luogo, una struttura.

La gestione strategica delle destinazioni come esperienze è il tema della giornata di formazione Experience Lab, a partecipazione gratuita, che il prossimo  giovedì 14 dicembre si terrà alla Camera di commercio di Matera. L’attività formativa, parte integrante del progetto Mirabilia: European Network of Unesco Sites, è destinata agli operatori del turismo, dai privati (strutture ricettive, b&b, organizzatori di tour e attività, imprese agricolo/rurali, tour operator), alla pubblica amministrazione (enti del turismo, Pro loco, Apt) e alle cooperative e Ong, che si iscriveranno al corso contattando l’Azienda speciale della Camera di commercio di Matera – Cesp.

 “Con Experience Lab vogliamo mettere a disposizione delle imprese conoscenze e pratiche tali da rafforzare le loro competenze nella creazione, gestione e promozione di una destinazione turistica – afferma il presidente della Camera di Commercio di Matera Angelo Tortorelli – Ancora una volta l’invito a far tesoro della rete di Mirabilia per creare piani di offerta, marketing e management per i siti Unesco che non rientrano nelle rotte dei viaggiatori internazionali. La promozione on line è fondamentale, occorre però conoscerne le regole per poterla sfruttare appieno”.

Il seminario formativo Experience Lab è tenuto da esperti in destination making e marketing in ambito internazionale e on-line. Docenti che offriranno una formazione adatta al destination manager e agli operatori delle destinazioni, molto pratica e concreta e con un focus specifico sulla valorizzazione on-line del potenziale dei territori e delle esperienze.

Il seminario si svolgerà, dalle ore 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17.30 del 14 dicembre 2017, alla Camera di Commercio di Matera, in via Lucana n.82. E’ necessaria la prenotazione-adesione confermando la propria presenza al seguente indirizzo mail: loredana.muoio@mt.camcom.it




CNA entrerà nel Tavolo tecnico del Mibact, Silvestrini (CNA): “Vogliamo portare il nostro Paese ai vertici mondiali”

 

ROMA – “La CNA sarà accolta nel Tavolo tecnico permanente sul turismo. Ad assicurarlo il sottosegretario al Mibact, Dorina Bianchi, intervenendo al convegno su “Il ruolo del turismo nell’economia italiana: le proposte della CNA”, che si è tenuto oggi a Roma nell’auditorium della Confederazione.

“Vogliamo che un viaggio in Italia diventi un viaggio nella cultura italiana”, ha affermato Sergio Silvestrini, segretario generale della CNA, aprendo i lavori. “L’economia italiana va meglio – ha sottolineato – siamo usciti dalle secche di una crisi durata dieci anni. Si percepisce, soprattutto, un clima complessivamente diverso. Riusciamo a guardare il futuro con un pizzico in più di ottimismo, come dimostra proprio l’andamento positivo del turismo, questa grande ricchezza del nostro Paese”. Una ricchezza che nel 2016 ha contribuito al prodotto interno lordo per l’11,4 per cento, destinato a salire quest’anno, secondo le stime di CNA Turismo, all’11,9 per cento con 2,7 milioni di occupati.

“Noi vogliamo portare il nostro Paese ai vertici mondiali del turismo. Un traguardo che impone – ha spiegato Silvestrinipiù numerose e migliori infrastrutture, materiali e immateriali, ma anche un nuovo alfabeto turistico, nel quale alle lettere tradizionali vanno affiancate tutte le altre: oltre alle strutture ricettive dobbiamo inserire l’idea di prodotto degli artigiani, del Made in Italy, del bello che viene costruito e mantenuto. Puntando sul turismo esperienziale, a esempio, che può  trasformare il viaggio in un’avventura in sé. E a tale scopo CNA, che condivide il Piano strategico del turismo a partire dalla valorizzazione della nostra identità, è pronta lavorare nelle sedi istituzionali per rappresentare istanze e offrire proposte dei tanti attori economici che ogni giorno di più rendono desiderabile l’Italia, molti dei quali rimasti finora nell’ombra. Per questo proponiamo una vera e propria Carta degli artigiani del turismo”.

Il sottosegretario Bianchi ha rilevato come “il Piano ha la capacità di creare una consapevolezza: il turismo è un’industria che ha bisogno prima di tutto di un coordinamento che tenga insieme quel mondo variegato fatto di tante realtà diverse. Il settore cresce ed è destinato a crescere ma deve riuscire a creare ricchezza in tutto il Paese e non per pochi mesi. Delocalizzazione e destagionalizzazione, perciò, sono le nostre parole d’ordine”.

“Abbiamo intrapreso – ha concluso il presidente di CNA Turismo, Luca Toniniun percorso di valorizzazione dell’intero sistema dell’artigianato e delle piccole imprese che contribuiscono a rendere l’Italia una meta attraente per il turismo internazionale e siamo partiti nella maniera giusta, come dimostra la piena sintonia che abbiamo trovato con il sottosegretario Bianchi