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6 Ottobre 2022 14:52
6 Ottobre 2022 14:52

Calenda chiude l’alleanza con il Pd: “Hanno voluto l’ammucchiata e perderanno”  

Il leader di Azione: "Ho fatto di tutto per essere alleato con Letta, tra una scelta riformista ed essere tutto e il contrario di tutto ha scelto la seconda strada. Il segretario dem: "Vuole aiutare la destra, noi andiamo avanti determinati" e +Europa conferma il patto con i dem. Renzi invita l'ex ministro nel terzo polo

“Non intendo andare avanti con l’alleanza con il Pd”, annuncia il leader d Azione Carlo Calenda ospite di ‘Mezz’ora in più‘ su RAI TRE intervistato da Lucia Annunziata. E dopo aver affermato di averlo già comunicato a Enrico Letta, sottolinea: “Non mi sento a mio agio, non c’è dentro coraggio, bellezza, serietà e amore a fare politica così, ho comunicato ai vertici del Pd che non intendo andare avanti con questa alleanza”.

“E’ la decisione più sofferta che ho preso da quando ho cominciato a fare il politico – afferma CalendaEd è questo l’elemento che mi fa decidere, ho deciso di fare politica nel 2018 quando il Pd prese il minimo storico, e l’ho fatto per contrastare il populismo becero, pensavo che il Pd fosse l’unico argine, poi il Pd ha preso una strada differente“.

Carlo Calenda rompe così il patto di alleanza con il Pd in vista delle elezioni politiche del 25 settembre 2022. “L’unico alleato possibile per Calenda sia Calenda“, è la replica del segretario del PD Enrico Letta che chiude a M5S. Intanto Matteo Renzi leader di Italia Viva apre a un dialogo con Azione nel nome del Terzo Polo che definisce “opportunità straordinaria“.

“A Letta ho detto che se avesse firmato un patto antitetico al nostro sarebbe stata una confusione totale, ieri ho avuto la sensazione di un Pd in mezzo e tante altre forze, che dovevano essere Bonelli e Fratoianni, poi si sono aggiunti Di Maio e altri. Dal momento successivo al nostro accordo hanno attaccato l’agenda Draghi, ci doveva essere una coerenza di linguaggio che è saltata subito“. spiega Calenda.

“Il partito democratico dall’arrivo dei 5 stelle in poi ha sempre l’ansia di avere tutto dentro – afferma -. Non ha il coraggio di rappresentare i socialdemocratici: deve avere dentro populisti di sinistra, una cosa per me inspiegabile e così facendo in questa legislatura si sono suicidati. Hanno semplicemente sostituito il Movimento 5 stelle con Fratoianni. Non ha senso perche’ Fratoianni e 5 stelle e la pensano nello stesso modo su tutto solo che uno e’ al 2% e gli altri al 10%. Non si capisce quale sia la logica allora tanto valeva tenersi 10“.

Bonino: “E Calenda ad aver dato l’addio

“C’è stato un patto con Enrico Letta che è stato siglato il 2 agosto di quest’anno non del Medioevo e io a quello mi attengo”. Questa la posizione espressa da Emma Bonino in un’intervista a Repubblica. “È Calenda che ha dato l’addio. Eravamo insieme fino a sabato, e domenica deciso di andarsene per conto proprio. Ha mancato alla parola data per ragioni fumose, non convincenti e meno che meno dirimenti – aggiunge la leader di +Europa -. Sono personalmente dispiaciuta e politicamente incredula”.

Questa coalizione di sinistra è fatta per perdere, c’era l’opportunità di farne una per vincere, per questo eravamo disposti a cedere su tutto, anche i collegi, la scelta è stata fatta dal Pd“, insiste. In ogni caso “c’è delusione per Letta, non animosità. Letta ha fatto quello che hanno fatto tutti i leader dem prima di lui”, dice ancora Calenda aggiungendo: “Solo mi aspettavo un pochino di più“.

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Adesso il mio obiettivo principale è far partire la raccolta delle firme contemporaneamente e cercare di avere chiarezza sulla questione del logo perche’ la legge prevede che se hai un eletto al Parlamento europeo non devi presentare le firme, tuttavia siccome è la prima volta di questo tipo di interpretazione talmente ballerina non si capisce niente. In ogni modo noi iniziamo oggi la raccolta delle firme”, aggiunge Calenda.

Il commento di Matteo Renzi

“Questa giornata segna la Caporetto di Enrico Letta”, afferma il leader di Italia Viva Matteo Renzi ai suoi, invitandoli a “staccare Twitter e andare al mare”. Nessun commento ufficiale sullo strappo di Calenda ma grande sorpresa “per la strategia fallimentare di Letta“. Da un mese a questa parte – il ragionamento di Renzi – il segretario del Pd sta sbagliando tutto quello che è possibile sbagliare. E la Meloni ringrazia. Quanto a Calenda non ci sono contatti ufficiali in corso ma rimane la disponibilità di Italia Viva a un dialogo nel nome del Terzo Polo che Renzi definisce “opportunità straordinaria”. Prosegue intanto il lavoro sulla campagna elettorale che dovrebbe cominciare a fine agosto a Melendugno per rilanciare il valore strategico della Tap.

La replica di Enrico Letta

“Ho ascoltato Carlo Calenda. Mi pare da tutto quel che ha detto che l’unico alleato possibile per Calenda sia Calenda, commenta Letta su Twitter. “Noi andiamo avanti nell’interesse dell’Italia”, aggiunge subito dopo. Più tardi, al Tg1, il segretario dem dice: “Gli italiani hanno visto benissimo, c’è stato un patto sottoscritto e una parte ha deciso di non onorare la parola data. Secondo me in politica, come nella vita, è abbastanza grave: che promesse puoi fare agli italiani se sanno che già con gli alleati rompi la parola data?” prosegue LettaLe cose che ha detto in questi giorni e nell’intervista con Lucia Annunziata su Raitre denotano che è sufficiente a se stesso, incapace di parlare con chiunque altro”, aggiunge il segretario dem.

Il mio stato d’animo dopo lo strappo? “Molto determinato, adesso si parte in campagna elettorale. Le alleanze sono definite. Quello che è fondamentale adesso è parlare di lavoro, di pensioni, di giovani, di ambiente. Queste sono le cose che interessano agli italiani”. Il Pd, assicura Letta, sarà “ancora più determinato rispetto a prima, perché è chiaro che gli italiani, con questa legge elettorale, potranno scegliere se essere governati da Meloni e dalle destre o da noi. E’ una scelta netta e Calenda ha deciso di aiutare la destra facendo quello che ha fatto“. E sul M5S: “E’ stato Conte a far cadere il governo Draghi, si è assunto un’enorme responsabilità. E per noi questo è un fatto conclusivo”, afferma ancora Enrico Letta.

“Non ho capito e non credo siano facilmente comprensibili” le ragioni di Carlo Calendama mi sento di poter dire che Calenda può stare, secondo quello che lo stesso ha detto, solo in un partito che guida lui, in una coalizione di cui è il solo leader, in cui non ci sia nessun altro”Enrico Letta torna a raccontare lo strappo con il segretario di Azione in un’intervista alla ‘Stampa’.

Era già successo che Calenda mettesse in discussione un accordo?È vero, è la seconda volta – riconosce il segretario del PD -. Col senno di poi sono stato troppo ingenuo. Ma sono esterrefatto: il principio fondamentale del diritto è ‘pacta sunt servanda‘. Se un politico, un uomo di Stato, fa saltare gli accordi che ha firmato perché ha cambiato idea non c’è più politica, stiamo su Twitter dove si può cambiare idea ogni minuto. Ecco credo che Calenda abbia scambiato Twitter col mondo reale”.

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