Il governo ha prorogato il taglio temporaneo delle accise sui carburanti varato lo scorso 18 marzo: 25 centesimi al litro su benzina e gasolio, 12 centesimo al chilo sul Gpl. Il nuovo decreto, approvato questa mattina in Cdm, sarà in vigore fino al 1 maggio, per provare a tamponare il rincaro dei costi dei beni energetici legato al conflitto in Medio Oriente che dura da quasi quaranta giorni. Il testo contiene anche misure mirate sulle aziende agricole, a cui viene esteso il credito di imposta al 20% previsto inizialmente solo per quelle ittiche.
L’intervento verrà finanziato con 500 milioni di euro, di cui 200 provenienti dall’extragettito Iva maturato in queste settimane e 300 milioni attraverso il meccanismo degli Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO2. Le associazioni dei consumatori restano scettiche sulla piena efficacia del provvedimento varato dal Cdm. Per il Codacons il decreto “non è sufficiente a riportare i listini dei carburanti a livelli accettabili”. Mentre per l’Unione Nazionale Consumatori si tratta di un “taglio inadeguato per il gasolio. È grave non aver alzato lo sconto sul gasolio, che oggi nella rete stradale si vende in media esattamente a 2,1 euro al litro”.
Oggi intanto, rileva il Mimit, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti il prezzo medio in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,763 /l per la benzina e 2,096 /l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,822 /l per la benzina e 2,137 /l per il gasolio.

Il ministro Giorgetti annuncia la proroga
“Proroghiamo la riduzione delle accise già in essere, che scadrebbe il lunedì di Pasquetta, fino al 1 di maggio”, annuncia il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. L’onere di queste misure si aggira intorno ai 500 milioni, “per 200 milioni c’è l’autocopertura che deriva dall’incremento del gettito Iva, per 300 milioni ci sono risorse che sono state recuperate su Ets CO2, che non erano state ancora utilizzate, avendo premura di non toccare quelle originariamente destinate al sollievo degli energivori“. Il titolare del Mef guarda alle prossime possibili mosse: “Il decreto legge tampona la situazione fino al 1 di maggio, poi eventi geopolitici che non dipendono ovviamente da noi ci suggeriranno eventuali altri tipi di interventi rispetto ad una situazione che oggettivamente è molto complicata sotto ogni aspetto, anche quello economico”.
La partita a Bruxelles e il patto di stabilità
Giorgetti guarda anche alla partita a Bruxelles per il possibile allentamento dei vincoli di spesa imposti dal patto di stabilità, visto il protrarsi del conflitto ben oltre i tempi inizialmente immaginati dagli analisti, con evidenti ricadute economiche di lunga durata. “È chiaro che la riflessione a livello europeo, se la situazione non cambia, sarà inevitabile. Ho espresso questa mia riflessione già all’inizio del conflitto, la ho ribadita all’Eurogruppo, lo farò in qualsiasi consesso internazionale in cui parteciperò, perché questa è la realtà. Il tema della durata del conflitto produrrà ahimè conseguenze sia sulle politiche monetarie sia su quella fiscale dei Paesi che subiscono questi effetti”.





