ArcelorMittal: un tornado di vento butta giù una gru a Taranto. Un operaio disperso in mare

ArcelorMittal: un tornado di vento butta giù una gru a Taranto. Un operaio disperso in mare

Una gru operante sul quarto sporgente dello stabilimento ArcelorMittal Italia di Taranto è stata abbattuta nel tardo pomeriggio a causa del forte vento precipitando in mare ed al momento una persona che si trovava nell’abitacolo della gru, risulta dispersa. Sul posto sono al lavoro i sommozzatori dei Vigili del Fuoco, la Polizia di Stato, personale e mezzi della Capitaneria di Porto immediatamente intervenuti per cercare di trovare l’operaio finito a mare. AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE

BARI – A causa del maltempo che si è abbattuto lungo la costa in mezza Italia, da nord a sud, delle forti raffiche di vento che hanno colpito la Puglia,  hanno fatto precipitare in mare una gru operante sul quarto sporgente dello stabilimento ex Ilva, ora ArcelorMittal, a Taranto ed al momento una persona risulta dispersa.  Lo ha reso noto l’azienda.

L’incidente si è verificato alle 19.30 di questa sera quando si è abbattuto improvvisamente sulla città di Taranto quello che molti definiscono un “tornado” che si è poi spostato in provincia.  E’ accaduto quando sulla città si è abbattuta una tempesta di acqua e di vento, peraltro preannunciate da giorni con un’allerta meteo. L’operaio 40enne di Fragagnano, della provincia di Taranto,  attualmente disperso, da quanto si è appreso, si trovava nell’abitacolo della gru sul quarto sporgente dello stabilimento nell’area portuale e si trovava da solo.

Sulla base di una prima ricostruzione del tragico evento, causato dal di maltempo che ha ha flagellato tutta la Puglia, una fortissima raffica di vento avrebbe causato lo scontro tra due gru,   la “DM 5” e la “DM 8“che in quel momento erano in movimento: la prima a seguito del forte urto,  è finita in mare portandosi dietro la cabina all’interno della quale si trovava il “gruista” 31enne, mentre l’altra è precipitata sulla banchina.

(foto tratte da RTM TV via Google)

Purtroppo questa non è la prima volta, che si verificano incidenti del genere proprio al quarto sporgente: nel 2012, sempre in seguito a un tornado che si abbattè su Taranto, morì un operaio Francesco Zaccaria, di 29 anni, che si trovava nella cabina della stessa gru “DM 5”  successivamente all’incidente ricostruita, che venne trovato e ripescato in mare priva di vita a trenta metri di profondità. Il dettaglio che si tratta della stessa gru è stato ricordato e commentato da Marco Bentivogli, segretario generale Fim Cisl su Twitter: “Non c’è tregua per il siderurgico ionico“.

Cosimo Massaro

Secondo voci al momento non confermate ufficialmente  il lavoratore precipitato in mare con la gru nella quale stava lavorando questa sera, al momento del violentissimo nubifragio che ha colpito la città di Taranto,  è Cosimo (Mimmo) Massaro, di 40 anni un’operaio  specializzato di Fragagnano  che lavorava nell’ ex-ILVA di Taranto dal 2002 .

Sul posto sono al lavoro i sommozzatori dei Vigili del Fuoco partiti da Bari alle 20:30 di questa sera, la Polizia di Stato, personale e mezzi della Capitaneria di Porto per cercare di recuperare l’operaio probabilmente finito a mare. La Procura della Repubblica di Taranto ha inviato sul posto lo Spesal,  il servizio ASL per la sicurezza sul lavoro, per una prima verifica della situazione. In tarda serata le operazioni di ricerca sono state sospese per mettere in sicurezza la zona in presenza del rischio di cedimento di un’altra gru. Il Sostituto Procuratore della Repubblica di Taranto dr. Enrico Bruschi, che coordina le indagini, ha disposto il sequestro di tutta l’area.

AGGIORNAMENTO

Questa mattina sono riprese le operazioni di ricerca le ricerche in mare dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Bari, per ritrovare il corpo del lavoratore Cosimo Massaro precipitato in mare con la gru nella quale stava lavorando questa sera, al momento del violentissimo nubifragio che ha colpito la città di Taranto.  Sul luogo del tragico incidente si è recato anche il procuratore capo di Taranto dr.  Carlo Maria Capristo.

La Capitaneria di Porto, che coordina le operazioni di messa in sicurezza dell’area ha reso noto che “L’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro dell’intera area e la Capitaneria di Porto ha emesso un’ordinanza di interdizione alla navigazione, in considerazione delle condizioni di pericolo in atto, nello specchio acqueo per un raggio di 250 metri dalla sommità del molo ove è avvenuto l’incidente”, che ha coinvolto un operaio di ArcelorMittal disperso dopo il crollo avvenuto ieri di ben tre gru per il forte vento.

La gru dove Massaro si trovava di turno nella cabina di guida, “crollata in mare” insieme alle altre due “a seguito delle condizioni meteo avverse che si sono abbattute in zona” prosegue la Guardia Costiera ed era al “IV sporgente in concessione alla società ArcelorMittal”, ed era “una gru di scaricazione presente lungo la banchina del predetto sporgente“.  La sala operativa della Capitaneria di porto – Guardia Costiera ha subito inviato una squadra di personale via terra e una motovedetta, oltre che personale e mezzi portuali,  disponendo anche l’impiego dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco.

L’Amministrazione Comunale di Taranto attraverso una nota si è stretta alla famiglia ed ai colleghi del giovane Cosimo Massaro. “Siamo sgomenti per un incidente che ha replicato esattamente la tragedia di alcuni anni fa, segno che qualcosa su quel pontile non funziona a dovere, segno che ancora tanto si deve fare all’interno delle aree dello stabilimento siderurgico per tutelare la vita umana“.

Si rispetti oggi il dolore di una intera comunità – prosegue la nota  – nessuno violi e strumentalizzi un momento così drammatico. Taranto è stanca di soffrire e di essere usata, la terra ionica tutta merita risposte e attenzione, a cominciare proprio dai luoghi di lavoro. L’Amministrazione Comunale proclamerà il lutto cittadino” conclude la nota.

Arcelor Mittaal rallenta la produzione

A seguito del tragico incidente, Arcelor Mittal Italia ha immediatamente avviato un rallentamento della produzione a Taranto con l’obiettivo di mettere in sicurezza lo stabilimento nel pieno rispetto delle normative ambientali. “È fondamentale che in questo momento tutti lavoriamo in modo efficace e collaborativo: serve massima condivisione tra l’azienda, i sindacati e gli stessi lavoratori per evitare la fermata di Afo1, che è l’unico Altoforno ancora in marcia e per garantire condizioni di massima sicurezza all’interno di tutti gli impianti”.

Nel pomeriggio un incendio doloso all’interno della fabbrica

Nel pomeriggio all’interno dello stabilimento siderurgico ex-ILVA di Taranto  vi è stato un’incendio doloso all’interno della zona degli spogliatoi dello stabilimento, sul quale sta  indagandola Polizia di Stato intervenuta sul posto con la Polizia Scientifica . Incidente questo che dimostra la situazione di tensione che aleggia all’interno dello stabilimento all’indomani delle note vicende che stanno mettendo a rischio l’economia ed occupazione di un’intera provincia.   Nel silenzio assordante di una politica locale sempre più screditata e squalificata. Pressochè inesistente, a partire dal primo cittadino di Taranto, troppo impegnato nelle sue “vacanze romane”… con staffista-portavoce al seguito.

Altoforno 2, Arcelor Mittal valuta soluzioni

il top management italiano di Arcelor

I legali di ArcelorMittal hanno avviato uno “studio sulle ipotesi” di iniziative, eventualmente anche congiunte con l’amministrazione straordinaria dell’ex Ilva, per affrontare la disposizione di ieri dell’ Autorità Giudiziaria che ha ordinato quale atto dovuto lo spegnimento dell’Altoforno 2. Viene ipotizza una richiesta comune alla magistratura da parte dei due soggetti aziendali  per ottenere una sospensiva della disposizione della Procura, e l’intervento dei legali che studiano le carte giudiziarie è attualmente l’unica iniziativa  avviata dall’ azienda dopo la notifica ricevuta dalla Procura Taranto .

La disposizione di ieri della Procura è effetto del rigetto deciso dal Gup nei giorni scorsi per una istanza di dissequestro dell’Altoforno 2 dove, nel 2015, morì un operaio, travolto da una colata incandescente. Nell’inchiesta sull’incidente, infatti, l’Afo 2 (uno dei tre altoforni produttivi dello stabilimento  siderurgico di Taranto) venne sottoposto a sequestro preventivo. Lo spegnimento comporterebbe significativamente la capacità di produzione , che potrebbe portare Arcelor Mittal  ad adottare decisioni drastiche come quella di restituire lo stabilimento all’ Amministrazione Straordinaria ed intraprendere una causa miliardaria allo Stato italiano.

 

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