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29 Settembre 2026 02:06

Arcelor Mittal. Delegazione Fiom in visita allo stabilimento siderurgico di Taranto

Particolare attenzione è stata posta  dalla  Fiom-Cgil, sui lavoratori attualmente in amministrazione straordinaria sul recupero di tutto il bacino occupazionale, in applicazione della clausola di salvaguardia contenuta nell’accordo del 6 settembre del 2018. Infine, in particolare nello stabilimento di Taranto preoccupa la situazione dei lavoratori dell’appalto

ROMA – Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil, ha visitato lo stabilimento Arcelor Mittal, ex llva, di Taranto accompagnata dalla direzione aziendale e da alcuni delegati. Con l’occasione si è svolto un momento di confronto con i candidati della Fiom, in vista delle prossime elezioni delle Rsu previste per il 10,11 e 12 aprile, che coinvolgerà i circa 8200 lavoratori di quello che è considerato il più grande stabilimento dell’acciaio in Europa.

L’ex Ilva di Taranto è anche uno dei più grandi siti produttivi del Paese, ed è il luogo dove da sempre si confrontano le questioni dell’ambiente, della salute e del lavoro. “Ora le nuove le sfide per la Fiom partono dal rinnovo del Consiglio di fabbrica – scrive il sindacato in una nota – in quanto si discuterà il nuovo contratto integrativo di secondo livello a partire dalla questione del premio di risultato e di tutto ciò che riguarderà le condizioni di lavoro normative e salariali, derivanti dai futuri assetti e organizzazione del lavoro. E’ stata posta, inoltre, la questione dell’aumento della produzione prevista dal piano industriale nel 2023 anche rispetto all’impatto ambientale. Come Fiom-Cgil riteniamo indispensabile, così come fatto nella presentazione delle osservazioni al Dpcm del 2017, attuare le linee guida della valutazione di impatto ambientale e sanitario preventiva al di fine di conoscere preliminarmente le possibili conseguenze degli aumenti produttivi sull’ambiente”

Particolare attenzione è stata posta  dalla  Fiom-Cgil, sui lavoratori attualmente in amministrazione straordinaria sul recupero di tutto il bacino occupazionale, in applicazione della clausola di salvaguardia contenuta nell’accordo del 6 settembre del 2018. Infine, in particolare nello stabilimento di Taranto preoccupa la situazione dei lavoratori dell’appalto, dove si registrano casi di dumping contrattuale ed è pertanto necessario che la stazione appaltante garantisca il mantenimento dei contratti nazionali di origine. “Abbiamo posto la necessità di un focus nazionale sul tema degli appalti“. dichiara in una nota la Fiom-Cgil nazionale.

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