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17 Aprile 2026 04:50

ESCLUSIVA del Corriere del Giorno: le attività degli “spioni”- fratelli Occhionero erano fallite !

Il processo che ha condotto prima al fallimento e poi alla sentenza di bancarotta, aiuta a capire il perchè i fratelli Occhionero si erano rifugiati societariamente a Londra, trasferendo la loro società ed i loro affari nel Regno Unito. Nelle prossime ore pubblicheremo un'ampio servizio che spiegherà meglio tante cose. Compreso l'interesse dei fratelli Occhionero a fare affari nel Porto di Taranto,

Il Corriere del Giorno dopo una lunga ricerca è riuscito ad entrare in possesso dell’integrale documentazione,  di un processo svoltosi dinnanzi alla 5a Sezione Penale del Tribunale di Roma a carico di Giulio Occhionero e Francesca Maria Occhionero ( a seguito della sentenza del 9 luglio 2014 emessa nei confronti di due amministratori  delle società di cui erano soci i fratelli Occhionero, conclusosi in primo grado lo scorso 18 marzo 2016 )  con una sentenza di condanna a 3 anni di reclusione  per Giulio e di 3 anni e 6 mesi per la sorella Francesca Maria, con l’interdizione per entrambi di 5 anni dai pubblici uffici  , nonchè la dichiarazione di “inabilità all’esercizio di un’impresa commerciale ed incapaci ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per 10 anni“. Tutto nasce dalla dichiarazione di  fallimento della loro società SIRE srl (prima S.p.A) avvenuto in data 4 giugno 2009. E di 480mila euro sottratti al fallimento con documenti  e contratti falsi.

Sentenza Bancarotta Occhionero_TribRM small

la sentenza del tribunale di Roma del 9 luglio 2014

Il processo che vi documentiamo, aiuta a capire il perchè i fratelli Occhionero si erano rifugiati societariamente a Londra, trasferendo la loro società ed i loro affari nel Regno Unito. Siamo riusciti ad entrare in possesso anche di altri documenti processuali, che aiutano a capire molte cose…sulle attività dei fratelli-spioni e che smentiscono le dichiarazioni diffuse tramite gli avvocati difensori e la madre, che la figlia Francesca Maria Occhionero “poverina non sapeva niente di quello che combinava suo fratello”. Così infatti non è.

 

 

Nelle prossime ore pubblicheremo un’ampio servizio che spiegherà meglio tante cose. Compreso l’interesse dei fratelli Occhionero a fare affari nel Porto di Taranto, con alcuni appoggi e qualche protettore illustre alle spalle, ed il “timore” dell’ingegnere nucleare (Giulio Occhionero) che venisse rivelata la sua partecipazione (di basso livello) ad una loggia massonica.

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