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4 Novembre 2026 16:35

Allarme minicar a Roma, sequestrata auto: denunciati due minorenni, hanno confessato

I due hanno ammesso le sei aggressioni nell'ambito delle indagini sulla banda della minicar, tra cui quella all'attore Davide Iacopini. Il 17enne alla guida è figlio di un militare

Hanno ammesso le sei aggressioni le due persone denunciate nella notte nell’ambito delle indagini della procura della Repubblica di Roma sulla banda della minicar. Si tratta di due ragazzi di 16 e 17 anni, uno di loro è figlio di un militare. I due sono stati individuati dopo le indagini dei Carabinieri e della Polizia Locale di Roma Capitale, coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pm Ambrogio Cassiani. Il fascicolo, aperto a piazzale Clodio per tentato omicidio, passa adesso per competenza alla procura dei minori.

Carabinieri e polizia locale hanno passato al setaccio le registrazioni di una quarantina telecamere di sorveglianza, presenti nei i quartieri di Monteverde e Testaccio a Roma, luoghi delle aggressioni,   ricostruendo progressivamente gli spostamenti del veicolo. Le immagini acquisite martedì 13 ottobre hanno permesso di individuare nella zona di Testaccio. la minicar utilizzata ritrovata sotto casa del diciassettenne , che aveva tre adesivi con un cobra, luci led sul paraurti anteriore e una luce rossa sulla targa , che è ora sotto sequestro

La decisiva svolta nelle indagini è avvenuta ieri pomeriggio quando alcuni testimoni hanno segnalato la presenza di una minicar nera con delle caratteristiche e allestimenti particolari, luci e adesivi, oltre alla presenza di una fascia rossa sul cofano, che rendevano l’automobile un pezzo unico sul mercato romano. Successive verifiche degli inquirenti hanno portato poi all’individuazione del veicolo, e alla confessione dei due minori, di 17 e 16 anni.

I militari della Compagnia Carabinieri Roma San Pietro e gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, nella notte hanno sequestrato la minicar avente caratteristiche e fattezze, corrispondenti a quella utilizzata per le aggressioni dello scorso 4 e 5 ottobre, tra cui quella che avrebbe provocato il grave ferimento dell’attore Davide Iacopini , tuttora ricoverato in prognosi riservata.

la procura di Roma

I due ragazzi sono stati individuati anche grazie alla testimonianza di un meccanico che ha riferito di aver installato su una minicar alcuni led, una luce rossa sulla targa, e adesivi, di cui uno con un serpente, che corrispondevano alle caratteristiche dell’auto ricercata. I loro movimenti sono stati ricostruiti anche grazie all’applicazione installata sul cellulare di uno dei due che permette di localizzare da remoto i dispositivi. La minicar è stato intercettata durante un controllo effettuato nella notte dai Carabinieri nella zona di Testaccio e posta sotto sequestro.

I due denunciati, identificati come conducente e passeggero, sono stati sentiti in caserma dal pm della procura di Roma, nella notte, e hanno ammesso i fatti. Il giovane alla guida della minicar nera vive a Monteverde mentre l’amico che era con lui in auto è di Testaccio ed ha precedenti di polizia per piccoli furti. Uno dei due festeggiava il compleanno tra il 4 e il 5 ottobre, cioè una delle notti delle aggressioni.

Le indagini, coordinate dalla procura ed eseguite grazie all’ausilio delle sezioni ‘Cyber Investigation’ e ‘Rilievi Tecnico Scientifici’ dei Carabinieri del Nucleo Investigativo e del Ris di Roma, hanno consentito di ritenere la minicar individuata come il mezzo con cui erano state commesse le sei aggressioni e che ora è sotto sequestro. Le vittime sono state spinte, in qualche caso prese a calci e almeno una volta colpite con un tubo di plastica. Nessuna ha riportato gravi lesioni tranne Davide Iacopini, l’attore sottoposto a due interventi chirurgici alla testa dopo essere finito con il monopattino contro un’auto in sosta. Per questo motivo i pm contestano il reato di tentato omicidio.

I due fermati sono stati sentiti l’altra notte dal pm Ambrogio Cassiani in Procura dopo essere stati individuati dagli stessi militari dell’Arma al termine di indagini serrate. “L’abbiamo fatto per gioco, ci annoiavamo. Ci siamo fermati solo quando abbiamo saputo dell’attore ferito. Ci dispiace”. Così i due minorenni denunciati per le aggressioni ai passanti a Monteverde a bordo della minicar di uno dei due, hanno spiegato le loro follie.

I due ragazzi autori reo confessi delle bravate che stavano per uccidere inconsapevolmente l attore Davide Iacopini, vivono nella zona di Monteverde, considerato uno dei quartieri residenziali più apprezzati e benestanti di Roma. Non si tratta quindi di una zona degradata o malfamata. Al contrario, è un’area storicamente legata alla borghesia romana, con palazzi signorili, strade alberate, ville, scuole e una forte identità di quartiere. Ma che non è bastata ad educare alla civiltà i due autori delle scorribande.

Le famiglie dei due ragazzi sono state assolutamente collaborative con gli investigatori pur rimanendo sconvolte ed esterefatte dall’aver scoperto le folli bravate che avevano compiuto i loro figli. Il conducente della minicar, figlio di un militare, studia in una scuola con indirizzo umanistico a Monteverde, mentre l’altro minore 17enne, frequenta un liceo a Testaccio. Entrambi vanno male a scuola.

Le indagini proseguono a ritmo serrato

La Polizia Locale di Roma Capitale ha spiegato che “le indagini in relazione agli episodi verificatisi negli ultimi giorni proseguono in maniera serrata ” e che hanno portato alla denuncia dei due ragazzi. “Proprio la delicatezza e la complessità delle verifiche in corso impongono, in questa fase, il massimo riserbo sul contenuto degli accertamenti, nel rispetto delle esigenze investigative e delle determinazioni dell’autorità giudiziaria – si legge nella nota -. Le indagini proseguono a ritmo serrato, sulla base dei numerosi elementi già acquisiti e delle diverse piste attualmente oggetto di approfondimento”.

Il procuratore di Roma Lo Voi: “Risposta veloce a caso allarmante”

“Abbiamo dato una risposta veloce a un caso che aveva creato allarme tra i cittadini. Abbiamo fatto la nostra parte e ringrazio per questo il pm Ambrogio Cassiani, coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, i Carabinieri e la Polizia Locale per l’attività svolta”, è il commento del procuratore di Roma Francesco Lo Voi dopo gli sviluppi dell’inchiesta sulla banda della minicar.

La confessione del passeggero: “Affiancammo Iacopini, gli tolsi la mano dal manubrio”

“Il 4 ottobre ero con T. a bordo della sua minicar, guidava lui. Abbiamo iniziato a girare alle 21 e 30 circa, fino all’una. Ho perso un berretto a Ponte Testaccio, è quello che lei ha sul tavolo in questo momento”. Inizia così la confessione di uno dei due minori denunciati. “Sicuramente – ha aggiunto, come riporta il Tg1 – abbiamo fatto qualcosa, ma erano scherzi. Ho urlato ad un signore in bicicletta per spaventarlo e lui ci ha rincorso, ma non è caduto, era forse l’una e dieci. È in questa occasione che ho perso il berretto”.

Poi il racconto del 5 ottobre: “Ero sempre in macchina con T. e ci siamo affiancati ad un signore in monopattino: io gli ho tolto la mano dal manubrio, è lì il signore deve essere caduto. Ho letto sul giornale che si chiamava Iacopini Davide. La scarpa l’ho persa non perché gli ho dato un calcio, e poi sono comunque tornato a prenderla: aprivo lo sportello per controllare se il signore era caduto, lì ho perso la scarpa”. E ancora, “il 4 ottobre abbiamo fatto cadere altre due persone, ma non ricordo i dettagli”.

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