Acquedotto di Puglia: Di Cagno Abbrescia nominato presidente

Acquedotto di Puglia: Di Cagno Abbrescia nominato presidente

La Giunta Puglia della regione Puglia ha designato i componenti Consiglio Amministrazione. Alla presidenza l’ex sindaco di bari e deputato di Forza Italia Di Cagno Abbrescia . Le reazioni politiche alle nomine di Emiliano

Palazzo Acquedotto Pugliese a Bari

ROMA – La Giunta Regionale pugliese nella seduta di ieri, ha designato quali componenti del Consiglio di amministrazione dell’Acquedotto Pugliese, l’ex sindaco di bari e deputato di Forza Italia, Simeone Di Cagno Abbrescia con la qualifica di presidente, l’ ex assessore del Comune di Bari Floriana Gallucci,   il Prof. Luca Raffaello Perfetti, avvocato amministrativista ricercatore dell’Università di Bari e socio del noto studio  legale romano BonelliErede, l’Ing. Nicola De Sanctis che avrà l’incarico  di amministratore delegato e  probabilmente anche di vicepresidente , e la dottoressa Carmela Fiorella. in passato subcommissario dell’Agenzia per i rifiuti e ritenuta una “fedelissima” del governatore Michele Emiliano. Questa la nuova governance dell’ Acquedotto Pugliese, che costituisce  il secondo cambio di assetto della società regionale pugliese definito con un “allargamento” del  consiglio di amministrazione a cinque membri per mettere in minoranza gli eventuali dissidenti.

Cosimo Borracino

Sulle nomine è intervenuto il consigliere regionale di Sinistra Italiana Liberi e Uguali , Mino Borracino: “Restiamo basiti.  Non abbiamo più parole per commentare queste vergognose piroette politiche.   A questo punto ringraziamo Michele Emiliano per aver fatto chiarezza: la sua non è più una maggioranza di centrosinistra bensì una macedonia impazzita!    Sinistra Italiana-Liberi E Uguali non è più disponibile a sostenerlo” ed aggiunto ” Io non parteciperò al vertice di maggioranza di giorno 4 Aprile e non voterò più con la maggioranza sinché non revocherà l’incarico ad un esponente di primissimo piano della destra. Emiliano chieda scusa al popolo del centrosinistra pugliese e la smetta di fare lo zapatista a Roma e l’ultra doroteo  a Bari. Sarebbe il caso di segnalare alla stampa nazionale questo atteggiamento scandalosamente inciucista dell’oppositore di Renzi che, quest’ultimo,  rispetto a queste ultime vicende, svetta per serietà politica!!!   Ora basta. Questo è davvero troppo!”

Floriana Gallucci , avvocato, già assessore al patrimonio al  Comune di Bari con Emiliano Sindaco, ha una consolidata esperienza legale e dovrà seguire il progetto strategico di trasformare l’ Acquedotto Pugliese in una società multiutility,anche se servirà non poco tempo in quanto il quadro legislativo è complicato.

Ma l’idea progettuale  è quella di lasciare in mano pubblica la proprietà e l’esercizio degli impianti “sensibili”, sulla stessa scia di quanto già avviene per il servizio idrico.

il prof. Luca Raffaello Perfetti

Il Prof. Perfetti dovrebbe occuparsi del settore appalti, che nell’ultimo biennio è stato il punto debole  di Aqp con numerose emergenze da affrontare (le proroghe dei contratti sensibili, da quelli per i fanghi di depurazione ai cosiddetti cottimi. Il settore degli appalti è stati uno dei punti di polemica più presenti e contestati. Ma anche  il settore dei rifiuti , che è l’obiettivo strategico indicato dalla Regione, tramite la controllata Aseco ha creato  più di qualche problema. Acquedotto Pugliese in fase provvisoria sta gestendogli impianti Sia di Cerignola, e potrebbe occuparsi anche della discarica Vergine di Lizzano (Taranto) .

Venerdì prossimo si terrà l’assemblea dei soci dell’Acquedotto Pugliese , con la Regione  Puglia che è azionista unico che procederà alla formalizzazione delle nomine e all’insediamento. Successivamente sarà il nuovo consiglio di amministrazione, al suo interno, a fissare i ruoli sulla base delle indicazioni del socio-Regione. All’ordine del giorno il tema dei compensi del nuovo consiglio in quanto è prevista l’ applicazione dei principi della legge Madia,  che è molto rigida ia proposito, ma anche l’emergenza relativa ai 24 contratti precari in scadenza.

Emiliano aveva assicurato “politicamente” l’estensione per altri 12 mesi dei contratti precari,  ma il  parere alla Direzione Provinciale del Lavoro sul possibile ricorso alla proroga assistita, che è stato  “negativo“,  è stata una vera e propria doccia fredda per il governatore pugliese che non si rende conto molto spesso che prima di fare assicurazioni e proclami è necessario prima fare delle verifiche legali per evitare le puntuali e costanti figuracce.

On. Antonio Di Staso

Per l’ On. Antonio Distaso di Noi con l’Italia i cittadini baresi e pugliesi debbano innanzi tutto dolersi nel vedere l’Acquedotto Pugliese, che fu una delle aziende leader a livello europeo nel settore dell’approvvigionamento idrico, ridotta a mercato di poltrone similmente ai cambiavalute ed ai venditori di animali all’ingresso del Tempio di Gerusalemme. L’azienda che fu vanto anche dello sviluppo delle infrastrutture del Mezzogiorno d’Italia, oggi è del tutto priva di una qualsivoglia prospettiva strategica nell’ambito del bacino idrico meridionale ed è utilizzata, da parte di uno spregiudicato governante, unicamente quale merce di scambio tra vecchi e nuovi amici (ed amici degli amici), secondo la logica della convenienza del potente e della debolezza degli altri interessati”

“Sappia, Emiliano per quanto continui a provarci – continua Di Staso  – che nel centrodestra barese e pugliese vi sono ancora molti a non essere disposti ad assecondare la sua doppia morale, che prevede tra i meritevoli i suoi sodali e, tra gli avversari, persone che intendono mantenere la schiena dritta ed una passione sana per la Politica. Parafrasando De Andrè, Emiliano (peraltro reduce da una non invidiabile performance nel gradimento rispetto agli altri Presidenti di Regione italiani), riprenda a dispensare buoni consigli, peraltro largamente inascoltati, piuttosto che continuare, con il suo agire, a dare il cattivo esempio, con una politica moralmente disonesta e costituita da logiche puramente clientelari”

Teresa Bellanova

Per la Bellanova, vice ministro allo Sviluppo economicoDesta enorme sconcerto, oggi, verificare come la nomina di Simeone Di Cagno Abbrescia a Presidente di Aqp, la più grande azienda pubblica del Mezzogiorno che governa, gestisce e distribuisce un bene pubblico come l’acqua, sia ascritta dall’intera informazione pugliese e nazionale a un mero accordo di potere tra il Presidente della Regione Puglia e l’esponente del centro destra barese, di cui mentre non si possono disconoscere le evidenti capacità immobiliari stentiamo a rintracciare quelle manageriali tali da indurci a comprendere l’ennesimo, il quarto in due anni, balletto di nomine per il cda dell’Acquedotto. Una danza delle poltrone, così viene descritta, funzionale a piccoli interessi di bottega”

“Non apprendiamo infatti di nessuna riflessione o considerazione su programmi circa il core business dell’azienda pubblica – continua la Bellanova –  come implementarne efficienza ed efficacia, perseguire economie di scala, impegnarsi per ridurne sprechi e disservizi, tutti elementi che la proprietà pubblica avrebbe dovuto presentare ancor prima di procedere alle nomine. Le sferzanti invettive e accuse nel corso dell’intera campagna elettorale lanciate dal Presidente Emiliano all’indirizzo del Governo nonché dei vertici del Pd, tacciati del peggior lobbismo solo perché tenacemente intenti a salvare l’ILVA per garantire ambiente, lavoro, salute alla città di Taranto, alle popolazioni tarantine, agli altri siti sul territorio nazionale, si dimostrano per quello che sono state: un modo per occupare la ribalta mediatica mentre si era intenti a perseguire un volgare accordicchio politico che anche chiamare lobbista sarebbe troppo”.

E conclude: “E’ proprio vero che ognuno, prima o poi, arriva alla sua verità. Quella che scorre sotto i nostri occhi, e che ci preoccupa perché a farne le spese sono innanzitutto i cittadini pugliesi, è pessima”.

 

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