A volte ritornano: Ape Escape 2

A volte ritornano: Ape Escape 2

Tremate, le scimmie son tornate !

 

di Paolo Campanelli

 

Schermata 2016-08-08 alle 00.41.18Il secondo capitolo della saga di Ape Escape è l’archetipo di un seguito su una (all’epoca) consolle di nuova generazione: stessa base, più livelli, più azioni possibili, aree meglio definite, tanti contenuti extra, minigiochi, e segreti provenienti direttamente dal primo capitolo. Dopo la sconfitta di Specter da parte di Kakeru nel primo capitolo, le scimmie sono state recuperate e i caschi che ne amplificavano l’intelligenza messi sotto chiave. Dopo alcuni anni, Hikaru, cugino di Kakeru, viene lasciato al laboratorio del Professore da solo e erroneamente manda i caschi alla riserva dove si trovano le scimmie, risvegliando il genio malvagio di Specter, che in poco tempo riassembla la sua vecchia macchina del tempo e “scatena” nuovamente il suo “esercito” di primati sul mondo. Utilizzando la macchina del tempo, Spectrer usa delle banane geneticamente modificate per potenziare i suoi luogotenenti, le 5 Scimmie Mostruose, e per costruire delle basi militari, di cui una addirittura sulla luna.Anche dopo essere stato catturato, Specter non si arrende, riuscendo nuovamente a fuggire, e dovra essere nuovamente afftrontato dopo aver catturato tute le altre scimmie.

Il gioco è a metà tra il genere Platform e quello d’avventura, con enormi livelli completamente esplorabili, talvolta con l’uso di veicoli, tanti nemici da sconfiggere e scimmie da catturare, e moltissimi gadget per volgere il proprio compito. Ritorna Il particolare schema di controlli utilizzato nel primo capitolo (l’utilizzo esclusivo delle levette analogiche per muoversi e i pulsanti sul retro per effettuare azioni come saltare è estremamente comune al giorno d’oggi, ma Ape Escape fu il primo gioco ad utilizzarlo) può richiedere un minimo per prenderci la mano. Le ambientazioni sono estremamente colorate e variegate: l’isola della Statua della Libertà, Venezia, Barcellona, il castello di Dracula, Agrabha de Le Mille E Una Notte, i grattacieli di New York, la foresta preistorica, la base lunare e l’isola vulcanica dei pirati sono solo alcuni dei luoghi completamente esplorabili.

Il comparto musicale è elevatissimo, con temi musicali inspirati e perfettamente legati alle aree ed effetti sonori ben definiti e spesso esilaranti. Il doppiaggio purtroppo è lontano dalla perfezione, ma si tratta di un problema in tutte le sue versioni, compresa quella originale Le scimmie sono suddivise per il colore dei pantaloncini: quelle normali sono gialle, quelle timide e spesso nascoste blu, le rosse sono particolarmente aggressive e indossano guantoni da boxe, le bianche soffrono di miopia ma usano esplosivi per difendersi, le blu che corrono estremamente in veloci, le nere hanno pistole (ma spesso una pessima mira) e le verdi un binocolo in grado di vedere solo cose in movimento e con missili a ricerca. È inoltre presente un’altra versione, si tratta di scimmie che hanno vestiti e abilità particolari, per esempio quello vestito da mago che può lanciare incantesimi, quello vestito da Robocop armato di tutto punto, o quello vestito da mimo, che si è chiuso in una scatola invisibile.

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I gadget sono molti e differenti, fra cui la rete per catturare le scimmie, un radar, un super magnete, una macchinina radiocomandata utile per attivare i puzzle nei livelli, una fionda, e il Bananarang, in grado di attirare i primati grazie al suo profumo. Il gioco abbonda di citazioni più o meno evidenti, tanto nei livelli (qualsiasi fan di Frankenstein Junior troverà quella candela alquanto sospetta) che nei nomi delle scimmie (Bruce Scimlee è ormai presenza fissa della serie), e benchè l’origine giapponese del gioco talvolta si faccia sentire, non è mai così evidente da far sentire il giocatore stupido o ignorante.

La sezione “Extra” è il fiore all’occhiello del gioco; oltre a la galleria dove è possibile rivedere le sequenze animate e ascoltare i vari brani musicali, sono presenti piccoli fumetti, versioni scimmiesche di fiabe da tutto il mondo, e 3 differenti minigiochi, il cui più famoso è indubbiamente Monkey Football. Il gioco è stato pubblicato originariamente nel 2001 (in Giappone, nel 2003 nel resto del mondo) da Sony Computer Entertainment su PS2 ed ha cementato il successo della serie, che ha avuto altri capitoli, spinn-off e remake, non tutti però giunti fino a noi. I dischi originali sono ormai piuttosto scomodi da trovare, ma dal 2 agosto 2016, il gioco può essere acquistato sul PlayStationNetwork per circa 10 euro anche se solo in inglese, al momento.

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